MotoGP Thai, Valentino Rossi felice a metà: "Adesso servono conferme"

Yamaha fa un passo avanti in Thailandia, ma servono conferme per costruire una buona base in vista della stagione 2019 di MotoGP. Valentino Rossi: "Honda e Ducati restano lontane".

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Yamaha compie un mezzo miracolo al Buriram, su un circuito di MotoGP che alla vigilia sembrava sfavorevole alle caratteristiche della YZR-M1 con un layout disseminato di rettilinei, frenate e ripartenze. Si attendeva un'autentica disfatta, ma Valentino Rossi e Maverick Vinales hanno ribaltato ogni pronostico grazie a dei piccoli aggiornamenti in termini di centralina elettronica in fase di accelerazione e bilanciamento dei pesi. La seconda finestra in griglia del Dottore, con la pole sfiorata per soli 11 millesimi, aveva suonato già come una campana a festa nel box del Team Blue, il podio di Vinales ha confermato che le basi per ripartire ci sono.

Ancora una volta non ci sono spiegazioni. Ad Aragon non è stato possibile focalizzare le cause del problema, in Thailandia è impossibile capire il perché di questo salto in avanti. Un'ipotesi plausibile è che l'asfalto del nuovo tracciato avesse più grip, ma nessun ingegnere può metterci la firma. Allora servono conferme e riconferme che dovranno arrivare a Motegi e Phillip Island, due circuiti su misura per la Yamaha M1, chiamata ad un bilancio di fine stagione che dovrà servire in vista dei test di Valencia e Jerez a novembre. Sarà allora che servirà distillare tutto il salvabile di questa moto per costruire una base solida su cui installare gli aggiornamenti e le nuove specifiche del 2019 (motore compreso).

Valentino Rossi ha riassaporato l'adrenalina di essere al comando, ha lottato fino agli ultimi giri con Dovizioso e Marquez, prima di dover cedere sotto i colpi del consumo della gomma posteriore. Ha osato qualcosa più del dovuto nelle prime fasi, ma è stato tradito ancora una volta dallo spinning che lo ha costretto a perdere aderenza e quindi velocità. Il risultato infonde fiducia nell'ambiente Yamaha e fa ritrovare qualche sorriso, soprattutto alla parte giapponese del team MotoGP. Ieri nel box c'era Yoshihiro Hidaka, il presidente della Yamaha Motor Company, che ha promesso nuovi aggiornamenti. Ma guai a pensare che la crisi è alle spalle: Honda e Ducati sono ancora lontane, oltre ad essere competitive sempre e ovunque.

MotoGP, Yamaha in cerca di conferme o smentite

Per la Yamaha è stata la miglior prestazione dopo la pausa estiva, il podio mancava dal Sachsenring quando entrambi i piloti si piazzarono alle spalle di Marc Marquez. Ma Valentino Rossi lascia la Thailandia con un po' di amarezza, perché il quarto posto gli sta un po' stretto e stavolta Maverick è stato più intelligente nella preservazione delle mescole hard. 

Siamo sempre stati lì vicino anche se, per la verità, non abbiamo avuto la possibilità di attaccare Marquez e Dovizioso. Ho guidato il più dolcemente possibile, ho cercato di conservare le gomme, ho sperato nel podio, ma Viñales è stato più bravo di me: era più a posto e ne aveva un po’ di più. Forse Maverick ha risparmiato le sue gomme meglio di me durante la gara e per questo era più veloce di me.

Non è possibile dire che la M1 sia adesso in grado di poter lottare costantemente per il podio, probabilmente con la presenza di Jorge Lorenzo Yamaha sarebbe stata estromessa dalla top-3. Non resta quindi che attendere il prossimo round in Giappone per avere conferme o smentite. Del resto una rondine non fa primavera e la gara del Buriram dovrebbe essere la normalità, non l'eccezione.

Spesso gli ingegneri giapponesi sono contenti se, per esempio, Viñales fa un buon giro, o se viene conquistata la prima fila. Ma bisogna analizzare a fondo i nostri risultati e anche qui erano evidenti i problemi della moto. Honda e Ducati vanno forte dappertutto e in ogni condizione, noi non possiamo accontentarci di essere competitivi ogni tanto. Però dai, io sto spingendo tanto e si comincia a vedere qualcosa.

Il primo dei quattro appuntamenti orientali è messo alle spalle, il titolo è da tempo un ricordo, ma Motegi, Phillip Island, Sepang e Valencia sono quattro tappe fondamentali per gettare le fondamenta della stagione 2019 di MotoGP e raccogliere ulteriori dati per il nuovo lavoro della divisione elettronica guidata da Michele Gadda

Vedremo durante le prossime gare, se il buon risultato dipende dalla pista o se possiamo davvero migliorare la moto. Le altre quattro gare della stagione sono molto importanti perché dobbiamo essere competitivi anche su altre piste - ha concluso Valentino Rossi -. La prossima gara si svolgerà a Motegi e questa è di solito una buona pista per noi. Speriamo che sia asciutto perché l'anno scorso sotto la pioggia è stato un incubo. Poi arriva Phillip Island e questa è una delle migliori piste dell'anno per noi.

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