Calciomercato Real Madrid, Lopetegui ha tempo fino al Clasico

Il Real Madrid è in piena crisi e a pagare sarà il tecnico arrivato in estate: ha tempo fino alla prossima sfida contro il Barcellona per tentare di raddrizzare la rotta.

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A guardare le ultime partite del Real Madrid, lo spettacolo deprimente di una squadra che sembra non avere né capo né coda e incapace persino di segnare un gol - i blancos non vanno a segno da qualcosa come 6 ore di gioco - sembra incredibile che si stia parlando degli stessi giocatori, dello stesso club capace di conquistare le ultime tre edizioni della Champions League consecutivamente.

In effetti qualcosa è cambiato nell'ultimo calciomercato: è partito Cristiano Ronaldo, il più forte calciatore al mondo, il Pallone d'Oro in carica, capace in 9 stagioni di segnare 450 gol in 438 partite e trasferitosi alla Juventus dopo aver verificato di non essere più considerato fondamentale dal presidente del club, Florentino Perez, che in estate ha incassato anche l'addio del tecnico Zinedine Zidane, che aveva del resto manifestato le sue perplessità per quel che riguardava acquisti e cessioni.

C'era la convinzione, in casa Real, che nessun uomo potesse essere più grande del club stesso, né Cristiano Ronaldo né Zinedine Zidane. La realtà dei fatti sta dimostrando il contrario, e con una crisi di risultati che non si vedeva da oltre dieci anni e con il pubblico che intona il nome del campione portoghese tanto amato - e rimpianto - si fa critica la posizione di Julen Lopetegui, tecnico arrivato in estate che potrebbe finire per pagare colpe non sue e che secondo i quotidiani spagnoli avrebbe già una data di scadenza: 28 ottobre 2018.

Calciomercato: Lopetegui ha tre gare per tenersi il Real

Sarà il 28 ottobre infatti che si giocherà il Clasico spagnolo tra Real Madrid e Barcellona, termine ultimo stabilito da Florentino Perez per valutare il lavoro svolto da Lopetegui e decidere se intervenire con un esonero che potrebbe portare alla promozione - almeno temporanea - di Santiago Solari oppure all'arrivo del miglior tecnico disponibile sul calciomercato, quell'Antonio Conte che in estate non aveva convinto molto per i suoi noti metodi da "sergente di ferro".

Conte era stato valutato già dopo l'addio di Zidane, e con lui il tedesco Nagelsmann, l'argentino Pochettino e Massimiliano Allegri: Lopetegui, commissario tecnico della Spagna che si preparava a giocare i Mondiali in Russia, non è stato una prima scelta ma un ripiego, scelto dal club con l'assurda convinzione che la forza dello stesso non dipendesse dall'allenatore o dal proprio goleador, ma da una rosa che invece stagione dopo stagione è stata indebolita.

Perché è vero che di stagione in stagione il Real Madrid si è privato di pezzi via via sempre più importanti senza sostituirli adeguatamente, con la dirigenza concentrata al progetto di un nuovo stadio che dovrà essere splendido, una cattedrale del calcio, che si è convinta che si potesse fare a meno di pezzi come Danilo, James, Morata, Kovacic e Pepe puntando su una squadra fortissima ma senza alternative e che prima o poi sarebbe scoppiata.

Perché, si domandano tutti gli addetti ai lavori, il Real Madrid non ha una riserva per Marcelo? Perché Cristiano Ronaldo non è stato sostituito adeguatamente, magari con Kane o con Hazard? Perché negli ultimi anni le merengues si sono trasformate da "club che acquista" a "club che cede" come dimostrano i bilanci delle ultime stagioni in sede di calciomercato

Florentino Perez e Mariano DiazGetty Images
L'acquisto di Mariano Diaz è stato forse l'errore più grande del Real Madrid in sede di calciomercato: il talento del giocatore non si discute, ma per sostituire un fenomeno come Cristiano Ronaldo, a cui il pubblico di Madrid non avrebbe mai rinunciato, serviva un nome decisamente più importante.

La risposta appare piuttosto semplice: perché i gol di Cristiano Ronaldo, la bravura nella gestione degli uomini di Zidane e le vittorie in Champions League hanno dato alla testa a Florentino Perez, le cui colpe adesso saranno pagate da Julen Lopetegui, che ha rinunciato a un Mondiale che si era guadagnato sul campo per inseguire un sogno che si è presto trasformato in un incubo: alla convincente vittoria sulla Roma è seguito un trionfo di misura sull'Espanyol e poi 4 gare senza gol, 3 sconfitte, uno spettacolo indecoroso per un club così grande.

L'ex ct della Spagna ha tempo fino al prossimo 28 ottobre, dicevamo: allora Real Madrid e Barcellona scenderanno in campo per il Clasico che infiamma da sempre la Liga, e un risultato positivo - magari accompagnato da una prestazione convincente - potrebbe ancora cambiare il futuro di un allenatore che sembra avere la data di scadenza già segnata.

Prima le merengues se la vedranno con il Levante in campionato e con il Viktoria Plzen in Champions League, due facili impegni casalinghi contro due squadre modeste che Florentino Perez e la dirigenza danno per scontato vedranno il Real Madrid tornare a segnare e vincere. Certo, dovessero arrivare ulteriori sorprese ecco che persino il 28 ottobre diventerebbe una data da rimettere in discussione...

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