Atletica, Mo Farah demolisce il record europeo della maratona a Chicago con 2h05’11”

“Sir” Mo Farah ha vinto la prima maratona della sua carriera alla Bank of America Chicago Marathon in 2h05’11” alla sua terza gara sulla distanza. Successo in campo femminile per Brigid Kosgei con 2h18’35”.

Mo Farah Getty Images

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Mo Farah ha vinto la Maratona di Chicago in 2h05’11” nonostante la pioggia, il vento e il freddo  battendo di 37 secondi il primato europeo stabilito dal norvegese Sondre Moen con 2h05’48” alla Maratona di Fukuoka dello scorso Dicembre.

Il trentacinquenne britannico ora allenato da Gary Lough (marito della primatista mondiale Paula Radcliffe) ha aggiunto l’ennesima impresa alla sua straordinaria carriera nella quale ha vinto sei ori mondiali e quattro titoli olimpici sulle distanze dei 5000 e dei 10000 metri e ha stabilito altri tre record europei sui 1500m con 3’28”81, sui 10000m con 26’47”57 e nella mezza maratona con 59’32”. Nelle prime due maratone disputate a Londra Farah aveva corso in 2h08’21” nel 2014 e in 2h06’21” nell’Aprile scorso. In quest’ultima gara ha battuto il record britannico di Steve Jones che resisteva da 33 anni.

Era dal successo di Paul Evans in 2h08”52 nell’edizione del 1996 che un atleta britannico non vinceva nella “Windy City” dell’Illinois.

La gara è partita con passaggi da 14’52” al 5 km e da 30’10” al 10 km. Dopo un passaggio alla mezza maratona in 1h03’03” la gara si è decisa al 30 km quando sono rimasti in nove a giocarsi la vittoria finale: Abel e Geoffrey Kirui, Farah, Kenneth Kipkemoi, Galen Rupp, Geremew, Birhanu Legese, Suguru Osako e Bedan Karoki. Al 35 km il gruppo di testa si è ridotto ulteriormente a cinque atleti (Kipkemoi, Kirui, Farah, Osako e Germew). Dopo 1h55”48 di gara Farah e Geremew hanno spinto sull’acceleratore staccando il resto della compagnia. Poco prima del 40 km Farah ha piazzato l’attacco decisivo. Il trentacinquenne londinese ha percorso i primi 21 km in 1h03’06” e la seconda metà gara in 1h02’05”.

Geremew ha concluso al secondo posto a 13 secondi da Farah in 2h05’24”. Osako ha stabilito il record giapponese con 2h05’50” aggiudicandosi un ricco bonus in denaro di 750000 dollari. Al di sotto delle 2h06’ è sceso anche Kipkemoi, quarto al traguardo in 2h05’57”.

Il vincitore della passata edizione Galen Rupp ha ceduto terreno nei confronti dell’ex compagno di allenamenti Farah al 35 km chiudendo la gara al quinto posto con lo stesso tempo realizzato da Farah nella capitale britannica. Alle spalle dello statunitense seguono il campione del mondo di Londra 2017 Geoffrey Kirui (2h06’45”), Abel Kirui (2h07’21”), l’altro nipponico Taku Fujimoto (2h07’57”) e il vice campione del mondo di mezza maratona Bedan Karoki (2h07’59”).

Atletica, Mo Farah demolisce il record europeo della maratona: "Sensazione straordinaria"

Mo Farah:

Le condizioni climatiche non erano ideali, ma ho avuto ottime sensazioni verso la fine della gara. All’inizio tutti pensavano al piazzamento piuttosto che al tempo finale. E’ una sensazione straordinaria aver tagliato il traguardo per primo. Quando debuttai in maratona nel 2014 ero concentrato sulla pista. Ora sono focalizzato solo sulle gare su strada. Dal terzo posto a Londra nello scorso Aprile ho imparato molte cose. All’inizio mi sentivo lento ma in generale sono contento della mia gara. Punto a disputare le maratone dei Mondiali di Doha nel 2020 e delle Olimpiadi di Tokyo nel 2020. Per il momento mi prendo un periodo di riposo che voglio trascorrere con mia moglie e i miei figli. Ho trascorso due mesi in un training camp e non li vedo da parecchio tempo

Più netta la vittoria nella gara femminile dove Brigid Kosgei ha trionfato abbattendo la barriera delle 2h20” per la prima volta in carriera con 2h18’35”, quarta migliore prestazione mondiale dell’anno. Le top runner sono partite su ritmi sostenuti con un passaggio da 16’47” al 5 km con una proiezione finale da 2h22. Fin dalle prime battute sono rimaste in cinque: Kosgei, Florence Kiplagat, Shure Demise, Birhane Dibaba e Roza Dereje. Kosgei, seconda sia a Chicago nel 2017 sia a Londra nel 2018, ha lanciato l’attacco decisivo al 20 km e ha preso un vantaggio di 45 secondi su Dereje al 35 km. Kosgei aveva un personale di 2h20’13” realizzato a Londra lo scorso Aprile.

La keniana ha superato le etiopi Dereje Roza (2h21’18) e Shure Demise (2h22’15). Più staccata la due volte vincitrice della maratona di Chicago Florence Kiplagat, quarta in 2h26’08” al ritorno dopo un anno di assenza per infortunio. La vincitrice della maratona di Milano del 2016 ha percorso i primi 21 km in 1h10’36” e la seconda parte in 1h07’59”.

Farah e Kosgei hanno portato a casa un ricco assegno di 100000 dollari.

Jacob Kiplimo batte Muktar Edris al Giro al Sas di Trento

Il diciassettenne ugandese Jacob Kiplimo si è aggiudicato la settantaduesima del Giro al Sas di Trento iscrivendo il suo nome nel prestigioso albo d’oro della storica corsa su strada di 10 km nel centro del capoluogo trentino. Kiplimo è il secondo ugandese ad imporsi in questa manifestazione a due anni di distanza dalla vittoria di Abdallah Mande.

Kiplimo ha tagliato il traguardo in 28’17” precedendo di 14 secondi il campione del mondo dei 5000 metri di Londra 2017 Muktar Edris, che inseguiva il quarto successo a Trento dopo le vittorie del 2014, 2015 e 2017.

Jacob Kiplimo:

Sono contento della vittoria. Ho sentito il calore della gente che mi sosteneva lungo il percorso. L’obiettivo è difendere il mio titolo mondiale juniores di corsa campestre a Ahrus nel prossimo marzo

Yeman Crippa ha combattuto nel gruppo di testa nella prima metà gara prima di venire staccato in seguito all’attacco di Kiplimo durante il sesto giro. Il campione trentino è rimasto nel gruppo degli inseguitori insieme all’altro ugandese Albert Chemutai (quarto agli ultimi Mondiali Juniores di Tampere sui 3000 siepi) e a Geoffrey Kirui prima di imporsi nella volata per il terzo posto a soli tre secondi da Edris. Crippa ha migliorato il quarto piazzamento dell’edizione dell’anno scorso precedendo Chemutai (28’38”), Kirui (28’46”) e il campione mondiale dei 10000m di Daegu 2011 Ibrahim Jeylan (29’20”). Il campione europeo a squadre di maratona di Berlino 2018 Stefano La Rosa è stato il secondo italiano al traguardo in 29’47” con due secondi di vantaggio su Ahmed El Mazoury. Nekagenet Crippa, fratello di Yeman, ha concluso la gara al decimo posto in 29’59”.

Yeman Crippa:

Ho sentito il tifo lungo il percorso. Quest’anno è stato ancora più speciale dopo il bronzo vinto agli Europei di Berlino. Ho dato tutto quello che potevo. Davanti avevo due grandi campioni. Mi godo questo podio ma spero di potermi avvicinare agli africani nelle prossime edizioni

Il Giro al Sas è stato il momento clou della due giorni del Trento Running Festival, manifestazione che ha coinvolto tutte le categorie dai bambini, che hanno animato la Kids Run, fino ai masters. La manifestazione iniziata Sabato è proseguita il giorno successivo con la Trento Half Marathon, che ha visto i successi del keniano Abraham Akopesha in 1h02’09” davanti ai connazionali Moses Kibet (1h03’25”) e a Samuel Ndungu Mwangi (1h03’51”) e della keniana Joyce Chepkemoi in un buon 1h09’21” (record del percorso) davanti alla connazionale Leonidah Mosop (1h12’22). L’evento è organizzato dal trentino Gianni Demadonna, manager di molti grandi campioni africani e dal fratello Ferruccio Demadonna, Presidente di ASD Città di Trento.

Maratona di Kosice

Il record del percorso nella gara femminile della keniana Milliam Ebongon con 2h27’16” e la vittoria di stretta misura di Raymond Choge in 2h08’11 nella gara maschile con quattro secondi di vantaggio sull’etiope Achew Bantie hanno caratterizzato la novantacinquesima edizione della maratona slovacca di Kosice, la corsa di 42 km più antica d’Europa.

Mezza maratona di Cardiff

L’australiano Jack Reynor e l’ugandese Juliet Chekwel hanno vinto la mezza maratona di Cardiff valevole per i titoli del Commonwealth correndo rispettivamente in 1h01’01” e in 1h09’45”

Mezza maratona di Torino

Charles Karanja Kamau ha vinto al debutto nella mezza maratona a Torino stabilendo il record del percorso con 1h00’47” davanti al compagno di squadra della run2gether Philimon Kipkorir Maritim (1h01’24”). Viola Jelagat si è imposta nella gara femminile in 1h12’00” precedendo di 8 secondi Caroline Cherono.

Campionati Italiani cadetti a Rieti: Greta Brugnolo da record nel pentathlon, Rachele Mori sulle orme dello zio Fabrizio

Rieti ha ospitato I Campionati Italiani cadetti Individuali e per regioni allo Stadio Raul Guidobaldi in un fine settimana condizionato dalla pioggia. La manifestazione considerata come la più bella delle rassegne nazionali giovanili dell’ atletica italiana per la carica di entusiasmo genuino e l’atmosfera sempre festosa è stata una vetrina dei talenti del futuro, che potrebbero vestire la maglia azzurra tra due anni quando il capoluogo sabino ospiterà i Campionati Europei Under 18. In avvicinamento alla prossima rassegna continentale sono state inserite nel programma gare di velocità valide per il Festival europeo della Velocità Giovanile. La Lombardia ha vinto la classifica combinata per rappresentative regionali con un totale di 593,5 punti davanti al Veneto (591 punti) e al Lazio (560 punti). La rappresentativa lombarda si è imposta nella classifica maschile con 311 punti precedendo il Lazio (288 punti) e il Veneto (287 punti). Le venete hanno vinto la classifica femminile con 304 punti davanti alla Lombardia (282,5 punti) e al Lazio (272 punti).  

La quattordicenne veneziana di Spinea Greta Brugnolo ha migliorato il suo primato italiano del pentathlon con 4668 punti bissando il successo dell’edizione di Cles del 2017.

L’altra stella della fantastica due giorni reatina è stata Rachele Mori, che ha vinto il lancio del martello femminile con 60.89m diventando la seconda di sempre in Italia nella categoria under 16 alle spalle del primato italiano di 61.74m detenuto da Lucia Prinetti dal 2012. La ragazza livornese è nipote del campione mondiale e primatista italiano dei 400 ostacoli Fabrizio Mori, che nel 2019 festeggerà il ventennale del titolo iridato vinto a Siviglia 1999.

Paolo Gosio ha vinto i 100 ostacoli maschili stabilendo l’ottava migliore prestazione italiana di sempre con 13”22. Il bresciano di Cividate Camuno ha praticato in passato sci alpino prima di innamorarsi dell’atletica grazie ai Campionati studenteschi. Sandra Milena Ferrari si è imposta nei 100 ostacoli femminili in 11”31 dopo aver corso la batteria in 11”27 sotto la pioggia. La ragazza reggiana di origini colombiane è stata adottata da una famiglia italiana sette anni fa ed è seguita dall’ex velocista Giampaolo Cellario. Il bergamasco Samuele Rignanese e la vicentina di origini ghanesi Desirée Muraro hanno conquistato il successo sugli 80 metri in 9”32 (con vento contrario di -1.1 m/s) e in 10”17 (vento contrario di -1.2 m/s). La rassegna tricolore è stato il primo importante palcoscenico per due figli d’arte Gabriele Mori (figlio di Fabrizio Mori) e Caterina Camossi (figlia del campione del mondo indoor del salto triplo di Lisbona 2001 Paolo Camossi e dell’ex velocista azzurra Giada Gallina).

Il getto del peso ha rivelato il talento del lombardo di origini congolesi Emmanuel Segond Musumary, che si è imposto con la misura di 17.90, un grande risultato considerando che il ragazzo dell’Atletica Estrada si divide tra la pista di atletica e il campo di calcio, sport nel quale gioca come portiere. Ha origini africane anche la vincitrice Taré Miriam Bergamo, che si è imposta nel disco con 37.17. La ragazza veneta di madre nigeriana e padre italiano ha iniziato con il pattinaggio artistico e frequenta la scuola di canto per valorizzare la sua voce black. L’altra storia interessante è quella di Federico Morseletto, che ha vinto il salto triplo con 14.09. Il ragazzo romano si divide tra la passione di famiglia per i salti e quella per il violoncello e la musica classica.

Le gare dei 300 ostacoli hanno fatto registrare finali molto combattute. I successi sono andati alla piemontese Ludovica Cavo in 43”94 (quinto miglior tempo di sempre e personale polverizzato di oltre un secondo) sulla veneta Giulia Dani (44”11) e al favorito Riccardo Ganz in 38”50 per due soli centesimi di secondo su Marco Ghergolet in una delle gare più incerte dell’intera rassegna reatina. Zoe Tessarolo, giovane veneta che si divide tra la pista di atletica e lo sci sulla neve di Cortina, ha vinto i 300 metri migliorandosi con 40”02. Il ligure Marco Zunino ha vinto i 300 metri maschili in 35”55.

Il detentore della migliore prestazione nazionale cadetti Simone Cuciniello della Rappresentativa campana ha vinto il lancio del giavellotto con la misura di 65.48m.  

La Francia ha realizzato la doppietta nel Festival Europeo della Velocità Giovanile con Jeff Erius e Serena Koussi. Il quattordicenne di Strasburgo Erius ha vinto gli 80 metri in 9”10 battendo il tedesco Tim Weidehoff (9”20) lo svizzero Sebastian Meier (9”27) e l’azzurro Samuele Rignanese (9”37). La parigina Kouassi ha trionfato sugli 80 metri femminili in 9”93 davanti alla svizzera Maeva Tahou (9”98) e alla greca Polyniki Emmanoulidou (9”99). La neo campionessa italiana degli 80 metri Desirée Muraro si è classificata sesta in 10”18.

Ryota Yamagata 10”01 a Osaka

Il velocista giapponese Ryota Yamagata ha fermato il cronometro in 10”01 sui 100 metri ai Corporate Championships di Osaka, una sorta di campionato riservato alle società di atletica giapponesi finanziate da gruppi automobilistici e tecnologici. Yamagata, argento olimpico con la 4x100 nipponica a Rio de Janeiro, ha preceduto Yoshide Kiryu (10”22).

Presentato il nuovo Direttore tecnico Antonio La Torre: “L’atletica italiana deve guardare sempre in alto”

E’ stato presentato nei giorni scorsi a Roma il nuovo Direttore Tecnico della Nazionale Italiana di atletica leggera Antonio La Torre, allenatore del campione olimpico della 20 km di marcia di Atene 2004 Ivano Brugnetti e Professore universitario associato all’Università di Milano, dove si occupa di Metodi e didattiche delle attività sportive. In passato il tecnico milanese di origini pugliesi ha lavorato in una grande industria metalmeccanica dove aveva svolto il ruolo di delegato sindacale.

Antonio La Torre:

Non sono un rifondatore e nemmeno un riformatore dell’atletica italiana. Ho soltanto 20 mesi da qui fino alle Olimpiadi. Faccio mie le parole che un grande campione e un grande uomo come Franco Sar ripeteva sempre: lo sguardo deve essere in alto, oltre l’orizzonte. E’ importante guardare sempre lontano ed è questo lo spirito che dovrà animare questa squadra. Bisogna guardare avanti verso i Mondiali di Doha e le Olimpiadi di Tokyo. Via il dito dal pulsante rewind. Bisogna avere il tasto schiacciato su avanzamento veloce. L’atletica deve correre in una sola direzione ad alta velocità. Ho chiesto di poter avere una selezione di atleti top level che possono affrontare l’elite mondiale da protagonisti come Antonella Palmisano, Gianmarco Tamberi, Filippo Tortu e Fausto Desalu. Quest’ultimo è stato capace di un notevole progresso sui 200 metri nel momento più importante. Con Elio Locatelli, che mi aiuterà a fornire un supporto scientifico applicato, siamo stati a Nizza dal ricercatore francese Jean Benoit Morin, che si è occupato di Christophe Lemaitre per studiare Filippo Tortu, che correva a 10,70 metri al secondo, per capire su quali aspetti intervenire, per risolvere alcuni problemi nell’affrontare la curva e perfezionare e migliorare ulteriormente le sue capacità tecniche di corsa. Prima di iniziare questa sfida complessa devo ringraziare il neo rettore dell’Università statale di Milano Elio Franzini, che mi ha permesso di mettermi al servizio dell’atletica italiana. Un pensiero va ad Enrico Arcelli, che è stato il mio maestro, a Roberto Vanzillotta, che considero il mio mentore, e a mia moglie Barbara, decisiva nel farmi accettare questo incarico

L’atletica italiana piange la morte di Franco Sar

E’ morto improvvisamente nel sonno Franco Sar, straordinario decatleta azzurro, allenatore e dirigente sportivo. L’atleta di origini sarde nato ad Oristano il 21 Dicembre 1933 è passato alla storia dell’atletica italiana per l’eccellente sesto posto nel decathlon alle Olimpiadi di Roma nella famosa gara vinta da Rafer Johnson davanti al cinese di Taipei Chuan Kwang Yang, compagno di allenamenti alla UCLA University di Los Angeles. Sar conquistò nove titoli italiani (otto nel decathlon dal 1958 al 1965 con un primato personale di 7368 punti e uno nel salto con l’asta). Ha detenuto nove primati italiani nel decathlon e uno nell’asta e collezionò 15 presenze in nazionale. A conclusione della sua carriera Sar ricoprì la carica di dirigente della società di atletica Snia di Milano e fondò l’Atletica 2000. Ricoprì negli ultimi anni l’incarico di vicepresidente della società ABC Progetto Azzurri. Fino all’ultimo ha allenato con passione ed entusiasmo i suoi allievi sulla pista della storica Arena Civica Gianni Brera di Milano.  

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