UFC 229, Khabib asfalta McGregor prima di un finale grottesco

Card iconica, finale drammatico. UFC 229 avrebbe potuto lasciare solo ottimi ricordi se non fosse stato per il finale delirante che ha riservato a tutti gli osservatori. Khabib ha battuto McGregor e poi ha scavalcato la gabbia ed attaccato il suo angolo.

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Una card epocale, la caratura dei nomi coinvolti a UFC 229 è quella delle grandi occasioni. Prima del main event, il match più atteso degli ultimi anni con in palio il titolo dei pesi leggeri, ci sono altri grandissimi match ed il co-main event - sempre nella categoria delle 155 libbre - potrebbe benissimo fare da main event a qualsiasi altra card UFC.
Nel primo match della serata, una ben preparata Michelle Waterson è riuscita a sconfiggere ai punti Felice Herrig.

Grandi incontri poi fra Derrick Lewis e Alexander Volkov, con la Bestia Nera che incredibilmente infligge la prima sconfitta in UFC all'ex campione dei pesi massimi Bellator e M-1 Global e lo fa in grande stile: TKO nel corso della terza ripresa. Un classico di Derrick Lewis: viene sopraffatto nei primi due round, poi entra in "beast mode" ed affonda il colpo che atterra il gigante russo.

Un maturo Dominick Reyes poi batte Ovince St. Preux in un match dall'alto tasso adrenalinico. Lo statunitense ha le mani molto pesanti e si sa muovere molto bene. Gestisce le forze vedendo che OSP risponde bene, lavora con ottimi inside leg kick e appena entrato nel range dell'avversario, tenta di esplodere colpi molto esplosivi. All'ultimo secondo del terzo round, dopo aver comunque già imposto la propria superiorità, Reyes mette a segno un gran mancino al volto che causa il knockdown e gli garantisce la certa vittoria.

UFC 229: grandi match, ma un finale amaro

Il co-main event della serata ha visto il ritorno di due ex campioni: Tony Ferguson, ex campione ad interim dei pesi leggeri ed Anthony Pettis, ex campione indiscusso. Ferguson era fuori dai giochi dall'ottobre dello scorso anno, quando vinse il titolo contro Kevin Lee. Pettis invece, reduce da una vittoria ai danni di Michael Chiesa e rimessosi in corsia, cavalca oggi una serie di 3 vittorie e 3 sconfitte negli ultimi sei match. Lo stile di Pettis gli ha permesso di gestire il ritmo molto alto dell'Uomo Nero, che ha inseguito il fenomeno di Milwaukee colpendolo con numerosi inside leg kick e affondando spesso il jab, preceduto da varie finte e da un perpetuo footwork che costringeva spesso Pettis a parete. Showtime ha tenuto fede al suo nome e nel corso del secondo round ha centrato con un gancio alla mandibola il Cucuy, mettendolo in una posizione davvero complicata a seguito del knockdown.

Qui Ferguson ha mostrato tutto il suo carattere da campione: ha gestito la situazione spalle a terra, ha stabilizzato, si è preso il tempo necessario per recuperare ed è tornato in piedi a martellare ancora il protegé di Duke Roufus. Al termine della seconda ripresa, la discrepanza dei colpi significativi rimane comunque parecchio rilevante, con Ferguson che ha messo a segno 109 colpi significativi contro i soli 33 di Pettis. Un match spettacolare, che entra di diritto nei memorabilia dello sport, ma interrotto precocemente, al termine del secondo round, a causa della rottura della mano destra di Pettis, che non ha potuto continuare. I due si sono abbracciati e Ferguson ha sollevato il braccio di Pettis. Ora Tony Ferguson è a quota 11 vittorie consecutive ed ha confermato la forma fisica e l'eclettismo che lo contraddistinguono. Il prossimo step naturale sembra la chance titolata.

Il main event si è distinto per un dominio assoluto da parte di Khabib Nurmagomedov, che ha letteralmente annichilito Conor McGregor in uno degli incontri più schiaccianti fra atleti di livello simile, e per la rissa finale sulla quale proveremo a discutere e a dare qualche spiegazione nelle prossime righe. Come aveva già anticipato Firas Zahabi, coach fra gli altri di Georges St-Pierre e Rory MacDonald, il match poteva essere schiacciante da una o dall'altra parte per via delle caratteristiche tecniche dei due contendenti. Khabib all'inizio non ha spinto subito com'è solito fare, ha accettato la pressione di McGregor girando all'esterno, finché non è riuscito a prendere la gamba. I due si trovano in una posizione da 50/50 dalla quale, un McGregor più maturo e meno temerario deve uscire immediatamente. Javier Mendez, head-coach della AKA aveva detto che non sarebbe bastato il periodo del camp per preparare Khabib allo striking di McGregor, ma è vero anche il contrario, ovvero che il tempo di preparazione in camp di Conor - seppur accanto ad un vero e proprio asso del jiu-jitsu quale è Dillon Danis - mai sarebbe stato sufficiente per sopperire al gap in grappling fra i due. 
Conor ha da subito accettato il grappling di Khabib, pensando erroneamente di poter imporre la propria abilità nella fase a terra. È passato pochissimo tempo prima che Khabib palesasse l'errore commesso dall'irlandese. Con il tipico controllo che lo contraddistingue, il russo ha portato McGregor vicino alla gabbia, ha imprigionato coi ganci le sue gambe ed ha cominciato a fare pressione sul corpo di McGregor.

UFC 229, uno dei takedown di KhabibGettyImages
Khabib mette a segno il takedown su Conor McGregor

Seppur senza danni apparenti, una pressione di quel tipo tende sempre a mozzare in maniera decisa il fiato dell'avversario. Al termine del primo round, si vede Khabib rialzarsi immediatamente dalla sedia. Il secondo round vede grossomodo la superiorità imposta nel primo, ma con più colpi dal ground and pound. Khabib acquisisce sicurezza. Con il giusto gameplan, il russo sa che può vincere, ma non deve forzare. Dev'essere creativo. È nel secondo round che Khabib tenta una mossa inaspettata: un overhand che arriva al mento dell'irlandese, seppur con un impatto non fatale, e lo mette a sedere. Da lì, il dominio continua. Da segnalare l'ottimo passaggio in full-mount di Khabib, recuperato poi in full-guard da Conor, che però deve concedere la pressione e, quindi ancora una volta, il dominio e il vantaggio della gestione del peso al suo avversario. Curiosamente, il terzo round è quello in cui McGregor mette più colpi, ma poco incisivi: una buona gomitata in clinch di Notorious trova subito la risposta del russo con un duro diretto destro. Notorious è molto più provato del suo avversario, avendo subito il suo grappling nelle prime due riprese. È un McGregor opaco, offuscato dalla straripanza fisica di Khabib, preparatosi al meglio al match più importante della propria carriera. Dopo la resistenza ai takedown ed all'imposizione assoluta di Khabib nel terzo round, il quarto vede la fine dell'incontro. Khabib porta ancora a terra McGregor, i due sono vicini alla gabbia e da lì il russo lavora al meglio. Dopo aver messo i ganci ed aver preso definitivamente la schiena, Khabib tenta la rear-naked choke, ma l'irlandese non concede il collo, quindi il l'aquila opta per la neck crank. La pressione è enorme. McGregor è costretto a cedere. 

Ciò che accade dopo, è al limite dell'incredibile. Da quelle che sembrano essere le ricostruzioni video, Khabib getta il paradenti verso l'angolo di McGregor, Dillon Danis, compagno di team dell'irlandese, risponde a Khabib. Fra i due scoppia un alterco. Mentre il russo, impossibile da trattenere per gli uomini della Commissione Atletica, scavalca la recinzione della gabbia e si avventa su Denis saltando, quello che sembra essere Abubakar Nurmagomedov, fratello di Khabib, corre verso McGregor, che lo accoglie con un diretto. La gabbia si riempie di persone, un rappresentante del team del russo, che secondo Jon Anik era Zubaira Tukhugov, attacca l'irlandese alle spalle e la situazione viene gestita e recuperata poco dopo dalla security. Uno spettacolo che alla viglia di quello che poteva essere considerato il Natale delle MMA, reindirizza invece ad un epilogo triste e deludente. L'occasione più grande per trasformare le MMA in uno sport di massa si conclude con una farsa grottesca e antisportiva, che fa da contraltare all'altissimo tasso tecnico e spettacolare, oltre che di valori sportivi (l'abbraccio fra Ferguson e Pettis e il braccio alzato al fenomeno di Milwaukee nel co-main event) visti precedentemente. 

Non vi sono ancora chiare prese di posizione di UFC, ma probabilmente il campione russo verrà privato del titolo e perseguito legalmente. Dana White, alla fine di tutto, si è rifiutato di dare la cintura a Khabib:

Questo è quello che penso, se ti metto questa cintura alla vita, la gente inizierà a tirare roba dentro all'ottagono

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