MMA, UFC 229: quale futuro per McGregor, Khabib e compagni?

Succede davvero di tutto al termine di Khabib vs McGregor, con i compagni di team del russo che hanno attaccato vigliaccamente Notorius. Ecco cosa rischiano.

837 condivisioni 4 commenti

di

Share

Una pagina nera, nerissima è stata scritta dopo il main event di UFC 229. Allo splendido match condotto da Khabib Nurmagomedov, capace di imporsi su Conor McGregor anche in fase di striking dimostrandosi uno dei fighter più forti della storia delle MMA, si è contrapposta una vile aggressione del russo a Dillon Danis, compagno di team di Notorius e suo sparring partner/coach di BJJ. La frittata, però, l'ha combinata Zubaira Tukhugov: il peso piuma russo, infatti, ha attaccato alle spalle l'irlandese scavalcando la gabbia. Una storia, questa, che potrebbe anche costare il visto per gli Stati Uniti a Khabib e soci, visto l'eco mediatico della vicenda. A confermarlo anche Dana White.

Ad uscirne alla grande, in questo marasma veramente vergognoso, è stato Daniel Cormier: il campione dei pesi massimi e dei massimi-leggeri UFC, compagno di team e mentore dell'attuale campione pesi leggeri, si dimostra un vero goat dentro e fuori l'ottagono delle grandi MMA. Sua, infatti, la paternale rifilata a Khabib dopo il caos creatosi durante la rissa. Proprio DC è stato uno dei primi che, sui social, ha preso immediatamente posizione sul comportamento indegno delle persone vicine a Nurmagomedov, assicurando come non ci fosse nulla in grado di giustificare una vigliaccata simile.

Ragazzi, due torti non vanno bene. Non li meritava Conor, così come non li meritava nessuno. Ok, non si dicono certe cose per promuovere un evento. Religione, famiglia, le origini, lanciare oggetti in quel di Brooklyn. Per Khabib tutto questo non era semplicemente promuovere un match, era qualcosa di personale. Culture diverse, amico. Che schifo.

Intanto però sono già arrivate le prime conseguenze a seguito dei fatti di UFC 229: Zubaira Tukhugov, infatti, è stato rimosso dal co-main event della Fight Night di Moncton, dove avrebbe dovuto affrontare lo sparring partner di Conor McGregor Artem Lobov. Ovviamente questa è semplicemente una logica conseguenza del fatto che, dopo le azioni di questa notte, il classe 1991 è stato licenziato in tronco dalla UFC per bocca stessa di Dana White.

MMA, UFC 229: quale futuro per tutti i protagonisti?

Il fatto che Khabib Nurmagomedov non sia stato premiato a centro gabbia non deve lasciar pensare a una possibile revoca del titolo: al netto di quelle che potranno essere le riflessioni della promotion, il daghestano non è stato fasciato in vita dalla cintura per motivi di ordine pubblico. Come giustamente chiarito da Dana White, d'altronde, vi era un altissimo rischio che il fighter diventasse bersaglio di un lancio di oggetti da parte del pubblico (come in parte è comunque avvenuto). Ciò nonostante, non ci è dato sapere quali saranno le scelte UFC a freddo, dopo aver rivisto da ogni angolazione possibile tutti i fotogrammi del post-match. Detto del licenziamento di Tukhugov, infatti, è probabile che possano esserci conseguenze gravi anche per Notorius: l'irlandese ha attaccato inaspettatamente Abubakar, fratello di Khabib, mentre si trovava a cavalcioni sulla gabbia.

Ha provato a tagliare corto, invece, l'head coach di Conor McGregor. Con un tweet John Kavanagh si è limitato a parlare del match, scrivendo soltanto "vergogna" riguardo alla rissa che ne è seguita.

Un'altra notte storica. Atmosfera incredibile, match tecnico ed entusiasmante in tutta la sua durata. Questo rende le MMA un grandissimo sport. Vergogna per il finale. Alla prossima.

Difficile, per il momento, tracciare un possibile orizzonte per il futuro di ambedue i contendenti. Un rematch appare fuori discussione: con la vittoria contro Anthony Pettis, infatti, Tony Ferguson si è guadagnato la chance di affrontare Khabib, sperando che questa sia la volta buona per disputare l'incontro già cancellato più volte in passato. Per McGregor, invece, ci sono due strade: la prima, tortuosa, porterebbe verso una irrealistica scalata per guadagnarsi un'altra title shot, affrontando gli altri top fighter della divisione. La pista più probabile, invece, condurrebbe verso 3-4 superfight di un certo livello, da piazzare come main event di un PPV UFC da organizzare a Las Vegas, a New York o magari in Irlanda. E questo a dispetto del tweet del combattente di Dublino, che si è già detto pronto ad un'eventuale rivincita con Nurmagomedov.

Bel colpo. In attesa del rematch.

Non è questo però il momento per parlarne. Adesso c'è soltanto da riflettere, e da rendersi conto di come questo sport abbia fallito il test più importante della sua storia per elevarsi a manifestazione e manifesto del nuovo millennio. Quel che resta, a poche ore dalla fine di UFC 229, è solo sgomento unito a un po' di malessere.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.