Jadon Sancho, il primo 2000 a diventare grande in Bundesliga

La stellina del Borussia Dortmund si sta esaltando nel gioco di Favre, grazie ad una tecnica in velocità che fa intravedere un grande futuro.

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Dei calciatori nati dall’anno 2000 in poi ne stiamo parlando da molto tempo. Il passaggio di millennio per tutti è una soglia psicologica importante e anche dal calcio e dallo sport in generale ci aspettiamo una nuova generazione di atleti, che sappiano darci ancora più spettacolo e vittorie di quello che hanno fatto i calciatori amati fino a questo momento. Questa grande attesa per gli anni 2000 è dovuta anche dalle piccole delusioni che ci hanno dato fino ad oggi i calciatori degli anni ’90, ancora molto indietro rispetto ai due mostri degli anni ’80, Cristiano Ronaldo e Messi.

Il primo “2000” a debuttare in uno dei principali campionati europei è stato Vincent Thill, ragazzo lussemburghese, mancino naturale e dotato di ottima tecnica, che il 21 settembre 2016 ha esordito in Ligue 1 con il Metz, nella partita contro il Bordeaux. Anche in Italia stiamo già aspettando i nostri 2000. Moise Kean è stato il primo giocatore in Serie A e nei primi 5 campionati europei a segnare un gol, e quest’anno alla Juventus può imparare dal più grande e magari ritagliarsi anche piccoli spazi. Poi c'è Pietro Pellegri, classe 2001, che ha esordito con gol nell’ultima partita di Francesco Totti con la Roma, e adesso è al Monaco in un percorso di crescita che lo dovrebbe vedere arrivare a grandi livelli molto presto.

Fra i tanti “2000” che stanno crescendo, in questo momento sembra essercene soltanto uno che ha già fatto lo scatto in avanti e non solo gioca con una maturità differente da tutti i suoi coetanei, ma è riuscito anche a prendersi il posto in una delle squadre migliori d’Europa, il Borussia Dortmund. Jadon Sancho è il miglior prospetto degli anni 2000 e in questo inizio di Bundesliga ha fatto già vedere che i campioni di domani probabilmente ci faranno davvero saltare sulla sedia.

Jadon Sancho, un concentrato di velocità e tecnica che sta esplodendo con il Borussia Dortmund in Bundesliga

La brevissima storia calcistica di Jadon Sancho è quella che spesso si sta ripetendo per quel che riguarda il calcio inglese. Dalla Federazione è stato messo in campo un ottimo progetto nazionale di scouting e coltivazione del talento, con ricadute necessarie anche per i diversi club. Fra questi, il Chelsea e il Manchester City stanno facendo un gran lavoro, ma spesso, con squadre infagottate di campioni, lo spazio per i giovani calciatori inglesi è nullo. Per questo motivo fin dalla più tenera età guardano all’estero, con l’obiettivo di continuare la crescita e iniziare a giocare. Jadon Sancho, nato a Londra da una famiglia trinidaniana, muove i primi passi nel settore giovanile del Watford: gli osservatori del Manchester City lo cercano e acquistano molto giovane, ma la strada è sbarrata.

Il Borussia Dortmund lo nota ai Mondiali Under 17, vinti proprio dall’Inghilterra, e lo vuole con insistenza, fino a quando il 31 agosto 2017 riesce ad acquistarlo per otto milioni di euro. Esordisce in Bundesliga con la squadra tedesca il 21 ottobre, nella partita terminata 2-2 contro l’Eintracht Francoforte, mentre il 21 aprile 2018 segna il suo primo gol fra i professionisti contro il Bayern Leverkusen.

I fari di mezza Europa si accendono su Sancho, ma il Borussia Dortmund non cincischia e rinnova Sancho fino al 2022. Anche con le nazionali giovanili inglesi fa molto bene. Agli Europei Under 17 mette a segno cinque gol, e vince il premio come miglior giocatore del torneo, nonostante la sconfitta in finale dell’Inghilterra contro la Spagna ai rigori, mentre nel Mondiale in India gioca solo le prime tre partite, per essere a disposizione del Borussia per gli ottavi di Champions League. L’Inghilterra vince comunque la manifestazione.

Arrivato con ottime referenze al Borussia Dortmund, la bravura di Sancho è stata quella di apprendere dalle meravigliose mezzepunte che la squadra tedesca ha in roster, come Pulisic, ma soprattutto dai due “vecchi”, Kagawa e Reus. Da loro impara subito e inizia ad avere minuti dall’allenatore austriaco Peter Stöger. Quando questa estate arriva in panchina, lo svizzero Lucien Favre - che ha già coltivato giovani campioni al Tolosa e al Servette - gli dà subito maggiore importanza e molto più spazio, venendo ripagato da partite eccezionali, per un diciottenne.

In questo Borussia Dortmund, le potenzialità di Sancho emergono al massimo. Nel 4-2-3-1, nella sua posizione di mezzapunta destra riesce ad esaltare la sua tecnica in movimento ed è sempre appoggiato in fase difensiva dalla cintura di mediani formata da Witsel e Weigl, mentre vicino a scambiare con lui c’è Reus, tornato in ottima forma. Davanti poi le sue verticalizzazioni sembrano pensate per il nuovo centravanti dei gialloneri, l’ex Barcellona Alcacer, che ha già goduto diverse volte in Bundesliga degli assist del giovane ragazzo inglese.

A dare nuova spinta alla crescita di Sancho sono arrivate anche la grande prestazione in Champions League contro il Monaco, contro cui ha giocato alla grande fornendo anche un assist a Bruun Larsen nel 3-0 finale, la scossa che ha dato nella partita già storica contro l’Augsburg, ripresa per i capelli e vinta 4-3, e infine anche la convocazione che Southgate gli ha regalato per la nazionale dei Tre Leoni. Sancho è il primo “2000” ad essere convocato nell’Inghilterra. Siamo di fronte al migliore calciatore della nuova generazione o ne arriveranno presto tanti altri anche più forti del londinese di Germania? Dobbiamo solo aspettare e continuare ad immaginare con fiducia il futuro del calcio.

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