Premier League, Mourinho: "Non mi spaventa la caccia all'uomo"

Sotto 0-2 in casa nei primi 10 minuti contro il Newcastle 19esimo, i Red Devils trovano la vittoria con una rimonta firmata da Mata, Martial e Sanchez. Cosa succede adesso?

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Una stagione iniziata male e proseguita peggio, al punto da entrare nella storia come la peggior partenza del Manchester United da quando esiste la Premier League; un matrimonio, quello tra il club e il tecnico José Mourinho, che sembrava doversi concludere in estate e che invece era stato rinnovato con la promessa reciproca, forse poco convinta, di cancellare una stagione, l'ultima, conclusa con zero titoli in bacheca.

Forte del proprio ricco e lungo contratto, il tecnico portoghese ha cercato di imporsi sulla società e sulla squadra, venendo ridimensionato dalla prima in sede di calciomercato - non sono arrivati i rinforzi richiesti né sono partiti i giocatori indesiderati - e poi palesemente ricusato dai giocatori, in parte evidentemente stanchi dei modi di Mourinho, del suo modo di gestire la squadra umanamente e tatticamente.

Si era detto in Inghilterra che anche in caso di vittoria questa sarebbe stata l'ultima partita dell'ormai ex Special One sulla panchina del Manchester United, che la decisione fosse già stata presa da una dirigenza delusa che avrebbe approfittato della pausa internazionale per sollevare dall'incarico il tecnico portoghese, chiudere un capitolo durato poco più di due anni e iniziarne uno nuovo. Ma Mourinho, uomo mai banale, ha sorpreso tutti, vincendo una partita che sembrava già persa e proprio con gli uomini che più erano sembrati a lui avversi. Cosa farà adesso la società?

Premier League, Mourinho non si arrende: cosa succede adesso?

Vittoria incredibile, dicevamo. Non perché il Newcastle guidato da Rafa Benitez fosse avversario temibile di per sé - penultimo in Premier League, appena 2 punti e ancora alla ricerca della prima vittoria - quanto per il particolare momento che stava vivendo il Manchester United, impantanato a metà classifica, senza continuità di risultati e con lo spogliatoio che si era trasformato in una vera e propria polveriera.

Quando al 7' Kenedy ha portato in vantaggio gli ospiti, gelando l'Old Trafford, a molti è sembrato che si andasse verso un finale già scritto, quello di un tecnico sfiduciato dalla società prima di una partita decisiva e abbandonato da una squadra che non crede più in lui. E quando pochi minuti dopo il giapponese Muto ha raddoppiato nessuno o quasi avrebbe scommesso sulla reazione orgogliosa di una squadra che squadra non è mai sembrata in questo avvio di stagione già così ricco di delusioni.

Ed ecco invece la rimonta che non ti aspetti: la rete di Mata, il pareggio di Martial, il pallone sbattuto in fondo al sacco da Alexis Sanchez - il quarto con la maglia dello United e il primo stagionale - che regala una vittoria incredibile proprio quando la gara sta per finire. I Red Devils vincono, si prendono i tre punti e avanzano all'ottavo posto in Premier League, Mourinho è salvo. O forse no?

Certo è che questa è una vittoria che cambia tutto, che metterà in difficoltà la dirigenza e che potrebbe rappresentare un vero punto di svolta per una stagione in fondo appena cominciata e che ancora potrebbe assumere contorni vincenti. Cambiare tecnico potrebbe non essere la soluzione giusta, del resto lo aveva detto anche una leggenda come Gary Neville nelle ore precedenti la gara contro il Newcastle: qualsiasi allenatore al mondo avrebbe avuto difficoltà con questa società. Punto di vista condiviso anche dallo stesso Mourinho, che aveva utilizzato una delle sue consuete frasi a effetto.

Se oggi vado a Londra e comincia a piovere tutti diranno che è colpa mia. Se ci saranno problemi con la Brexit sarà ancora colpa mia.

Il cambiamento è avvenuto tra il primo e il secondo tempo, uno spirito diverso che ha convinto tanti del fatto che la storia tra il club e il tecnico non sia finita. A sottolinearlo è Rio Ferdinand.

Un grande risultato, hanno dimostrato di avere carattere ed è esattamente quello che volevamo dal Manchester United oggi. Oggi abbiamo visto che José Mourinho può contare sullo spogliatoio e che i giocatori lavoreranno per lui. Nel secondo tempo sono stati fantastici!

"Ho 55 anni, non mi spaventano certe cose"

Al termine della partita José Mourinho ha parlato, consapevole che quella contro il Newcastle è stata non soltanto una vittoria, ma anche una risposta ai tanti che lo avevano già dato per esonerato.

Ho 55 anni, anche se è la prima volta che vedo nel calcio una caccia all’uomo del genere ho sempre 55 anni. Sono maturo e in grado di gestire situazioni del genere e convincere con esse. Penso che alcuni ragazzi non la stiano gestendo bene. Il modo in cui hanno iniziato questa partita, erano terrorizzati. Tanta paura di qualcosa che dovrebbe essere bello e parlo del mondo del calcio. Sono in grado di gestirla. Sono bravo e sopravvivo.

Alcuni ragazzi però no: Rashford era triste, McTominay era impaurito. Tutti i giocatori commettevano errori che non sono normali. Nell’intervallo abbiamo fatto una bella chiacchierata e ci siamo promessi a vicenda non che avremmo vinto la partita, ma che avremmo dato tutto. Senza alcuna paura, senza pressione. Solo la pressione di dare tutto. Sicuramente lo hanno fatto in campo. Non penso che siamo stati fortunati, abbiamo lottato così tanto per questo risultato. Se avessimo finito 2-2 sarebbe stato comunque un sentimento positivo. Un professionista deve promettere di dare sempre tutto.

E sul fatto che i giocatori abbiano finalmente giocato per lui Mourinho è chiaro.

Penso che siano chiacchiere inutili e ridicole. I giocatori non giocano per il manager, se lo facessero non sarebbero buoni professionisti. Se poi il manager cambia non giocano più? Loro sono professionisti. Se lavori, non lo fai per il tuo capo. Non è questa la questione. Ciò che chiedo ai giocatori è di dare sempre tutto. Chiaro che ci siano degli aggiustamenti tattici, che si possa andare in una direzione invece che in un’altra.

Penso che abbiamo meritato questa vittoria. Sullo 0-2, nell’intervallo, con questa dinamica di caccia all’uomo penso si siano comportati bene per la squadra. Loro hanno lottato per la squadra. Questo è quello che succede in un grande club come il Manchester United.

Cosa farà adesso il Manchester United? 

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