Formula 1, patatrac Ferrari a Suzuka. Arrivabene: "Serve un pistaiolo"

Ferrari non solo dice addio al Mondiale di Formula 1, ma commette un errore da principianti a Suzuka. Arrivabene annuncia cambiamenti nell'organigramma del team.

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Inaccettabile. Non ci sono altri attributi per classificare la prestazione della Scuderia Ferrari al GP di Suzuka di Formula 1. Sebastian Vettel conquista la nona piazza in griglia, ma salirà di una posizione grazie alla penalizzazione di Ocon che non ha rispettato una bandiera rossa. C'è grande delusione nell'ambiente di Maranello, non tanto perché le ultime speranze iridate svaniscono tra le nubi grige di Suzuka, ma per il modo in cui è maturata la sconfitta. Un errore da principianti che rivendica prese di posizione esemplari, poltrone che scricchiolano, ma per adesso a rimetterci la faccia è il team principal Maurizio Arrivabene.

La scelta di montare pneumatici da bagnato nella Q3 si è dimostrata subito assurda, tanto che lo stesso Arrivabene, prendendo posizioni che non gli competono, si è attaccato al pulsante radio utilizzato per gli ordini di scuderia, chiedendo: "Ma siamo sicuri? Guardate che gli altri sono usciti con gomme da asciutto". Una strategia ai limiti del surreale che fa venire in mente quanto successo dieci anni fa in Malesia, quando Kimi Raikkonen fu lanciato in pista con le mescole rain mentre nel cielo splendeva il sole. Allora il dito fu puntato contro Michael Schumacher, consigliere speciale della Ferrari. Stavolta chi sarà l'imputato?

Per il momento non si fanno nomi, nè saranno prese decisioni a caldo. Nonostante i volti tesi mascherati da sorrisi beffardi, c'è il GP del Giappone da completare, un fine campionato da chiudere con onore nonostante la sconfitta. Maurizio Arrivabene non nasconde la sua rabbia, traspare l’assenza di una figura di riferimento esperta di strategie in Ferrari e non esclude una revisione dell’organigramma della Scuderia. La pole position a Suzuka non era obiettivo possibile per gli alfieri della Rossa, ma certi gravi errori non sono accettabili per un team storico come la Ferrari.

Formula 1, Ferrari cerca un "pistaiolo" dopo l'errore di Suzuka

Nel momento clou delle qualifiche nessuno in Ferrari ha mantenuto la mente lucida. Vettel e Raikkonen sono andati in Q3 con le intermedie quando c'era ancora la pista asciutta. Montate le slick hanno commesso degli errori perché nel frattempo stava cominciando a piovere. Tutti attendevano un finale di Mondiale di Formula 1 con una lotta epica tra Vettel e Hamilton, ma sarà archiviato con un epilogo decisamente diverso. Alla fine della Q2 la pista era effettivamente idonea per le gomme da bagnato, ma all’inizio della Q3 l’asfalto drenante e le alte temperature avevano asciugato la superficie stradale.

Mentre gli altri tentavano l'assalto al tempo con le slick le Ferrari erano impegnate a rientrare ai box per passare alle gomme da asciutto, ma il destino ci ha messo lo zampino. Perchè a quel punto la pioggia è lentamente iniziata a cadere a partire dalla curva 1. La fretta ha spinto Kimi e Seb a compiere piccoli errori nel giro veloce, con Iceman che limita lo sbaglio conquistando il 4° posto, mentre il tedesco scivola al nono posto. La verità è che il ritorno di Mercedes e il Mondiale sfuggito di mano hanno messo sotto pressione il Cavallino, del resto la strategia gomme è stata fallata anche a Singapore con la scelta delle ultrasoft nel secondo stint di gara.

Non è stata la scelta di una sola persona, mi hanno chiesto se ero felice per quella scelta e ho detto di sì, alla fine si è rivelata una scelta sbagliata - ha commentato Sebastian Vettel al termine delle qualifiche -. Stava per piovere, abbiamo pensato che l'asfalto sarebbe stato bagnato, ma non è successo così. Dopo sei minuti ha cominciato a piovere, se avesse piovuto cinque minuti prima sarebbe stato diverso, saremmo stati i geni della storia e ora invece siamo visti come gli idioti. Stavolta non ci è andata bene in termini di tempismo stavolta, ci siamo trovati in situazioni simili in altre occasioni, ma non sono io la persona da incolpare perché la decisione è stata presa a livello di team.

Maurizio Arrivabene è certamente la figura "parafulmine" di questa incresciosa situazione, se da un lato cerca di fare quadrato intorno alla squadra, dall'altro non esclude dure prese di posizione quando la stagione di Formula 1 sarà conclusa e bisognerà voltare pagina.

Ad essere onesti oggi non sarebbe stato semplice fare la pole, detto ciò quello che è successo oggi è inaccettabile... Non ho voglia di puntare le dita contro qualcuno in particolare, ma sono molto deluso - ha ammesso a caldo Maurizio Arrivabene -. A differenza di altre occasioni, è stato facile capire cosa stava accadendo in pista, dato che tutti i nostri avversari hanno lasciato i box con delle slick. A volte è più utile distogliere lo sguardo dai computer e osservare la traccia, usando il buon senso. È vero che siamo una squadra giovane, e probabilmente ci manca una "vecchia mano", una persona esperta in grado di leggere le situazioni correttamente e rapidamente... I calcoli si fanno alla fine dell'anno e interverremo se necessario

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