Atletica, sfida stellare alla maratona di Chicago tra Mo Farah e Galen Rupp

L’edizione 2018 della Bank of America Chicago Marathon promette di essere una delle migliori nella storia recente della classica 42 km della città dell’Illinois.

Mo Farah Getty Images

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L’attenzione degli appassionati sarà incentrata sulla sfida tra il britannico Mo Farah e il vincitore dell’ultima edizione Galen Rupp, ma non vanno dimenticati l’iridato di Londra 2017 Geoffrey Kirui, Abel Kirui e Dickson Chumba, vincitori a Chicago rispettivamente nel 2015 e nel 2016. Saranno presenti tre vincitori di grandi maratone del 2018 come Mosinet Geremew (primo a Dubai), Dickson Chumba (primo a Tokyo) e Yuki Kawauchi (primo a Boston). Gli atleti accreditati del tempo più veloce sono Mosinet Geremew e Berhanu Legese, che hanno realizzato i loro personali a Dubai lo scorso Gennaio con 2h04’00” e 2h04’15.

Era dal 2014, anno in cui andò in scena la grande sfida tra Eliud Kipchoge e Kenenisa Bekele, che la maratona di Chicago non richiamava così tanti campioni.

Sir Mo Farah, quattro volte campione olimpico e sei volte iridato sulle distanze dei 5000 e dei 10000 metri in pista, disputerà la terza maratona della sua carriera e la prima su suolo statunitense. Il fuoriclasse britannico ha debuttato sulla distanza nel 2014 con l’ottavo posto alla Maratona di Londra in 2h08’21”. Dopo essersi ritirato dalle gare in pista al termine dei Mondiali di Londra dove ha conquistato l’oro sui 10000m e l’argento sui 5000m, Mo è tornato a correre la maratona a Londra lo scorso Aprile classificandosi terzo stabilendo il record britannico con 2h06’21”.

Il trentacinquenne britannico ha vinto i titoli dei 5000m e dei 10000m in due edizioni consecutive delle Olimpiadi a Londra 2012 e a Rio 2016 diventando il secondo campione del mezzofondo prolungato a riuscire nell’impresa dopo il finlandese Lasse Viren, che si impose su entrambe le distanze a Monaco 1972 e a Montreal 1976. Farah detiene i record britannici sulle distanze dei 1500m, dei 3000m, delle due miglia, , dei 5000m, dei 10000m in pista e dei 5 km, dei 10 km, dei 20 km, della mezza maratona e della maratona.

Alle Olimpiadi di Londra Mo si impose sui 10000m battendo lo statunitense Galen Rupp, ex compagno di allenamento sotto la guida di Alberto Salazar, e avversario del britannico a Chicago. Nell’ultimo anno Mo Farah ha lasciato gli Stati Uniti per tornare in Gran Bretagna dove ora è seguito da Gary Lough, marito di Paula Radcliffe. In avvicinamento alla maratona di Chicago Farah ha vinto per la quinta volta in carriera la Great North Run Half Marathon in 59’27”. Se ci saranno buone condizioni climatiche il fuoriclasse britannico potrebbe avvicinare il record europeo stabilito l’anno scorso dal norvegese Sondre Nordstad Moen con 2h05’48”.  

Galen Rupp ha vinto la medaglia di bronzo olimpica nella maratona a Rio de Janeiro 2016 quattro anni dopo l’argento sui 10000m a Londra e ha disputato sei maratone in carriera. Il campione statunitense difenderà il titolo vinto nella passata edizione della Maratona di Chicago, quando si impose in 2h09’20”. L’ultimo statunitense ad imporsi nella “Windy City” fu il top runner di origini marocchine Khalid Khannouchi nel 2002 con il record nord americano di 2h05’38”.

Poche settimane dopo il ritiro a Boston Rupp si è riscattato vincendo alla Maratona di Praga in 2h06’07”. Nel 2018 il campione dell’Oregon si è aggiudicato anche la Roma Ostia Half Marathon in 59’47”. Nelle settimane di avvicinamento Rupp è stato rallentato da qualche problema fisico al tendine d’Achille, che non gli ha permesso di prendere parte alla mezza maratona di Copenaghen.

Sono presenti a Chicago Abel Kirui, Dickson Chumba e altri nove atleti con un personale al di sotto della barriera delle 2h07’. Chumba stabilì il record personale di 2h04’32” in occasione del terzo posto a Chicago nel 2014 nella storica edizione caratterizzata da tre dei migliori cinque tempi mai realizzati a Chicago. Nelle due edizioni successive Chumba ha vinto nel 2015 e si è classificato secondo nel 2016 alle spalle di Abel Kirui. Nel 2018 Chumba ha vinto la maratona World Major di Tokyo in 2h05’30” (il secondo miglior tempo di sempre della maratona nipponica).

Abel Kirui è uno degli atleti più titolati tra i partenti dell’edizione di Domenica con due titoli mondiali a Berlino 2009 e a Daegu 2011 e l’argento alle Olimpiadi di Londra 2012. A Chicago si è imposto nel 2016 e si è classificato secondo l’anno scorso. Nel 2018 si è classificato quarto a Londra alle spalle di Farah ripetendo lo stesso piazzamento dell’anno precedente nella maratona britannica.

In gara sarà presente anche il connazionale e omonimo Geoffrey Kirui, vincitore a Boston e campione del mondo a Londra nel 2017  e secondo sempre a Boston nel 2018 sotto il diluvio alle spalle di Yuki Kawauchi. Kirui, che segue i consigli tecnici del coach piemontese Renato Canova e ha preparato Chicago allenandosi con il gruppo di Eliud Kipchoge seguito da Patrick Sang, ha corso la mezza maratona di 59’38”.

Gli altri keniani di punta al via saranno Bedan Karoki, vice campione della mezza maratona a Cardiff nel 2016 e della corsa campestre a Guyiang nel 2015 e quarto classificato ai Mondiali di Londra 2017 sui 10000 metri in 26’52”12, Kenneth Kipkemoi (vincitore a Rotterdam in 2h05’44”) e il due volte vincitore della maratona di Amsterdam Bernard Kipyego (terzo a Chicago lo scorso anno e autore di un personale di 2h06’19”). Debutta in maratona Augustine Choge, due volte vice campione mondiale indoor sui 3000 metri, campione mondiale under 18 nel 2003 e oro ai Giochi del Commonwealth sui 5000m nel 2006. Choge vanta personali straordinari in pista come 1’44”86 sugli 800 metri, 3’29”47 sui 1500 metri, 7’28”00 sui 3000 metri e 12’53”66 sui 5000m.

L’Etiopia sarà rappresentata da Mosinet Geremew (terzo a Berlino nel 2017 e vincitore a Dubai con il record del percorso di 2h04’00 lo scorso Gennaio) e Birhanu Legese (2h04’15” a Dubai, terzo miglior tempo di sempre al debutto sulla distanza e vincitore alla mezza maratona di New Dehli). Geremew ha corso la mezza maratona in 59’48” a Buenos Aires. Legese si allena sotto la guida di Getaneh Tessema, che guidò Tsegaye Kebede al successo a Chicago nel 2012 e alla doppia vittoria alla maratona di Londra.

Lo stakanovista giapponese Yuki Kawauchi disputerà la prima delle due maratone nel mese di Ottobre prima dell’annunciato debutto su suolo italiano alla prossima Maratona di Venezia. Il nipponico è diventato celebre con la straordinaria vittoria all’ultima maratona di Boston in una giornata da tregenda con freddo invernale e pioggia battente. Dopo il successo a Boston Kawauchi ha corso 15 volte (otto mezze maratone, due maratone, due ultramaratone e una 30 km).

In carriera ha corso 79 volte sotto la barriera delle 2h20’ e vanta un personale di 2h08’14”. Ha vinto più di 30 maratone disputate e ha concluso 12 maratone nel 2017. E’ l’unico atleta della storia ad aver corso due maratone in 2h09’ a distanza di 14 giorni l’una dall’altra e due maratone in 2h08’ a distanza di 42 giorni.

In questa stagione ha disputato più di 20 gare, inclusa la Yatsugatake Nobeyama Ultamarathon di 71 km e la Kuki Half Marathon travestito da panda. Dopo la vittoria a Boston Kawauchi ha lasciato il lavoro di impiegato statale nell’ufficio amministrativo della Prefettura di Saitama per diventare atleta professionista.

Curiosità per l’altro top runner del Sol Levante Suguru Osako, atleta che si allena negli Stati Uniti per l’Oregon Project. Osako cercherà di battere il record giapponese di 2h06’11” stabilito da Yuta Shitara lo scorso Febbraio a Tokyo.

La gara femminile vedrà al via tre atleti con un personale al di sotto delle 2h20’: Roza Dereje (2h19’17”), Birhane Dibaba (2h19’51”) e Florence Kiplagat (2h19’44”).

L’atleta che gode dei favori del pronostico è la keniana Brigid Kosgei, seconda classificata lo scorso anno con il record personale di 2h20’22”. Nove settimane più tardi la keniana ha vinto la maratona di Honolulu in 2h22’15”. Lo scorso Aprile ha migliorato ancora il record personale con 2h20’13” in occasione del secondo posto alla Maratona di Londra. Kosgei, vincitrice alla Maratona di Milano nel 2016, si è classificata seconda alla Great North Run Half Marathon in 1h07’52” alle spalle di Vivian Cheruiyot.

Torna a Chicago Florence Kiplagat, che proverà a riscattare il ritiro della passata edizione. In questa manifestazione la fuoriclasse keniana vanta due successi consecutivi nel 2015 (2h23’33”) e nel 2016 (2h21’32”) e un secondo posto nel 2014 oltre a due vittorie a Berlino nel 2011 e nel 2013. Kiplagat vanta un personale di 2h19’44” stabilito a Berlino nel 2011 ma non ha concluso una maratona dall’Aprile 2017 e da allora non ha mai corso una 42 km a causa di problemi fisici.

Le speranze etiopi saranno riposte su Roza Dereje e Birhane Dibaba, due atlete molto accreditate in grado di scendere al di sotto delle 2h20’ in questa stagione.

Dereje si è imposta a sorpresa nell’ultima maratona di Dubai migliorando il record personale di tre minuti con 2h19’17” (record del percorso e ottava migliore prestazione di sempre). In Aprile ha corso la mezza maratona di Istanbul in 1h07’00”. A Chicago disputerà la prima World Marathon Major (il circuito che annovera anche le classiche di New York, Boston, Berlino, Londra e Tokyo).

Dibaba si è classificata due volte terza a Chicago nel 2014 e nel 2015 e ha migliorato il record personale a Tokyo con 2h19’51” lo scorso Febbraio. Un’altra top runner etiope in grado di inserirsi nella lotta per le prime posizioni è Shure Demise, che ha stabilito il personale con 2h20’59” a Dubai nel 2015 e si è classificata quinta ai Mondiali di Londra nel 2017 e quarta a Tokyo nello scorso Febbraio in 2h22’07”.

Il Giappone sarà rappresentato da Yuka Ando, che ha realizzato il miglior tempo per una donna nipponica al debutto sulla distanza con 2h21’36” alla Maratona di Nagoya.

La migliore statunitense al via è Laura Thweatt, autrice di un personale di 2h25’38” a Londra nel 2017. Da seguire anche la statunitense Gwen Jorgensen, campionessa olimpica del triathlon, che debuttò in maratona a New York classificandosi quattordicesima in 2h14’01 nel 2016.  Jorgensen ha personali di 15’15”64 sui 5000m e di 31’55”68 sui 10000m. Dopo la nascita del primogenito Stanley la statunitense ha dichiarato di volersi concentrare sulla maratona con l’obiettivo di partecipare a questa gara alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020.

La Maratona di Chicago 2018 vedrà il ritorno dei pacemaker e questo dovrebbe incidere sui risultati finali. Nelle ultime edizioni l’attenzione della gara statunitense si era concentrata sulla sfida uomo contro uomo piuttosto che sulla caccia alle grandi prestazioni cronometriche.

Abbiamo sentito gli atleti. Molti campioni hanno espresso il desiderio di correre a Chicago per cercare la grande performance cronometrica. Le sfide uomo contro uomo tipiche dei campionati molto amate dagli spettatori continueranno ad essere presenti nella nostra manifestazione nelle fasi finali. Quest’anno avremo Mo Farah e Galen Rupp, due dei più grandi top runners della storia. Verranno a Chicago per cercare di seguire l’esempio di grandi corridori come Sammy Wanjiru, Moses Tanui, Paul Tergat, Steve Jones e Khalid Khannouchi. Sono fiducioso che entrambi arriveranno ben preparati per una gara che promette di diventare una sfida epica, come quella tra Sammy Wanjiru e Tsegaye Kebede dell’edizione del 2010, probabilmente uno dei duelli più emozionanti della storia della maratona

Ha dichiarato Carey Pinkowski, executive race director della Maratona di Chicago.

 

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