PSG, Verratti: "Con Tuchel niente Coca Cola, ma è tornato il sorriso"

Il centrocampista italiano racconta le modifiche apportate dal nuovo allenatore del Paris Saint-Germain: "Ha un modo di fare che ricorda tanto Carlo Ancelotti".

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Questa intervista di Marco Verratti a Le Parisien risale a qualche giorno fa, quindi possiamo escludere che le parole siano derivate dall'euforia per la fresca e roboante vittoria in Champions League del PSG sulla Stella Rossa. Sarebbe riduttivo, in fondo, parlare delle qualità di un allenatore solo per un risultato, anche perché l'aria di cambiamento che si respira a Parigi dall'approdo di Thomas Tuchel è evidente a prescindere da quanto accade sul campo.

Lo ha raccontato proprio l'ex centrocampista del Pescara, rivelando alcuni particolari introdotti con l'arrivo del tecnico tedesco. Uno di questi, ad esempio, è la cura dell'alimentazione, visto che adesso sono vietati sandwich e bibite gassate:

Sì, è vero. Sull'autobus, nel nostro primo viaggio, ho chiesto una Coca Cola, ma non c'era. Poi, quando siamo andati a Nizza, mi sono reso conto che praticamente non c'era più niente a nostra disposizione.

PSG, Verratti: "Con Tuchel meno Coca Cola e più sorrisi"

Nonostante queste privazioni, però, Tuchel è riuscito a riportare il sorriso in un gruppo che con Emery non era mai riuscito a ingranare. E la differenza tra i due tecnici la spiega ancora Verratti:

Tutti gli allenatori hanno un modo diverso di approcciarsi con i giocatori. A volte con Emery era un po' troppo complicato. Con Tuchel è diverso, lo vediamo felice durante l'allenamento. E anche noi ci alleniamo con il sorriso, pur lavorando duramente e sapendo cosa fare. Questo è il metodo migliore: il calcio è uno sport, ma anche se vieni ben pagato resta un lavoro a tutti gli effetti. Noi avevamo perso un po' il sorriso, ora lo abbiamo ritrovato.

Un metodo di allenamento che ricorda molto quello di Carlo Ancelotti, con il quale Verratti ha potuto lavorare appena arrivato al PSG, nell'estate del 2012:

Sì, anche lui è un allenatore molto vicino ai giocatori. Quello che ci piace, sia a me che al resto della squadra, è che è molto diretto. Ti dice le cose che pensa veramente, anche se a volte non sono belle. È una brava persona e questo ti aiuta a seguirlo al 100%. Per raggiungere i grandi obiettivi, tutti dobbiamo camminare nella stessa direzione.

E i risultati cominciano a vedersi anche in Champions League, in cima alla lista dei "grandi obiettivi" del PSG.

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