Ligue 1, flop Monaco: già sette sconfitte. E l'attacco non segna

Ricavi altissimi, ma cessioni pesanti: in due stagioni è stata smantellata la squadra che aveva interrotto l'egemonia del PSG realizzando più di cento gol in un solo campionato.

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C'era una volta il Monaco, l'unica formazione capace di interrompere l'egemonia del PSG in terra francese. Una bellissima storia, quella del club del Principato, capace di passare, nel giro di soli quattro anni, dalla vittoria della Ligue 2 al successo in Ligue 1 e alla semifinale di Champions League.

Nella stagione 2016-17 solo la Juventus riuscì a impedire la finale europea a quelli che otto giorni dopo si sarebbero laureati campioni di Francia. Sembrava l'inizio di una numerosa serie di trionfi, del duopolio PSG-Monaco, e invece, un anno e mezzo dopo la vittoria del titolo, il trofeo della Ligue 1 resta l'ultimo alzato dal capitano Radamel Falcao.

L'attaccante colombiano è uno dei pochi reduci di quella super squadra, smantellata nei mesi successivi dal patron Dmitry Rybolovlev. Già nell'estate del 2017 salutarono Mendy, Bernardo Silva, Bakayoko, Germain e soprattutto Mbappé, esploso nel febbraio precedente. Nell'ultima sessione di calciomercato sono stati invece ceduti Joao Moutinho, Lemar e Fabinho, oltre a una serie di giocatori come Kongolo, Ghezzal, Diakhaby e Keita, che ha portato la somma dei ricavi a sfiorare l'incredibile quota di 600 milioni di euro in appena due stagioni.

MonacoGettyImages
Fotogramma di un Monaco che non c'è più: da sinistra verso destra, Bernardo Silva, Mbappé e Lemar

Ligue 1, i numeri della crisi del Monaco

La strategia delle plusvalenze – simile a quella adottata dalla Roma, seppur con cifre maggiori – ha aumentato il budget del Monaco, ma pure indebolito la forza della squadra. La dirigenza ha infatti deciso di sostituire i campioni con giovani di belle speranze, pagandoli anche fior di quattrini nell'attesa di una loro esplosione. Si spiegano così gli acquisti di tanti Under 23 come Keita (costato 30 milioni, ceduto l'anno dopo), Golovin (30), Tielemans (25), Pellegri (21), Henrichs (20), Geubbles (20), Kongolo (preso a 15 milioni e già ceduto per 20), Diakhaby (10, anche lui già partito), Barreca (10), Pierre-Gabriel (6), Grandsir (3), Panzo (3) e Mboula (3).

Nomi che non sono riusciti ad incidere nel Monaco, attualmente terzultimo in Ligue 1 dopo soli sei punti fatti in otto giornate. Una vittoria, tre pareggi e quattro sconfitte, alle quali aggiungere i due ko in altrettante gare di Champions League e il 4-0 incassato in Supercoppa dal PSG, all'inizio di agosto. Il campionato sembra ormai andato, con gli stessi parigini che guidano la classifica con 24 punti, addirittura diciotto in più (il quadruplo!) di quelli portati a casa dalla formazione di Leonardo Jardim.

Glik Ligue 1Getty Images
Uno sconsolato Kamil Glik applaude i tifosi del Monaco venuti a Dortmund

Una formazione che non sa neanche più come segnare: dai 159 gol realizzati in tutta la già citata stagione 2016-17 si è passati ai nove di quest'anno. La media è palesemente crollata: due campionati fa, il Monaco viaggiava a 2.52 reti a partita, oggi ne segna una ogni 110 minuti (la media dell'anno scorso era di 2.05). E le prestazioni dell'attacco influiscono anche sulla quella generale della squadra, che adesso rischia seriamente di non qualificarsi nemmeno ai sedicesimi di Europa League, oltre che agli ottavi di finale di Champions.

La classifica del girone A è impietosa, con i monegaschi a zero punti assieme al Club Brugge dopo le sconfitte contro Atletico Madrid e Borussia Dortmund (entrambe a 6). L'attacco non segna e la difesa subisce troppo: venti sono i gol presi in undici partite, e solo in un'occasione Benaglio (titolare in attesa del ritorno di Subasic, avvenuto nell'ultima gara) ha tenuto la sua porta inviolata.

Evidentemente – riferendoci soltanto alla formazione titolare – sostituire Mbappé, Bernardo Silva, Lemar, Fabinho, Bakayoko e Lemar con Jovetic, Rony Lopes, Grandsir, Tielemans, Aholou ed Henrichs non era la scelta giusta da fare. A ottobre, il Monaco è già un flop: due mesi senza vittorie che dimostrano come la squadra del Principato debba lavorare tantissimo per recuperare il gap con le big del continente.

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