Champions League, 4 vittorie su 4 partite: è Grand'Italia?

Tutte le nostre rappresentanti nella massima competizione continentale centrano la vittoria nella seconda giornata: è il segnale di un movimento in ripresa?

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L'ultima volta che quattro squadre italiane avevano preso parte alla Champions League si era verificata nella stagione 2009/2010 ed era stata un'edizione da ricordare per il nostro movimento calcistico: superando il Bayern Monaco nella finale di Madrid, l'Inter di José Mourinho avrebbe poi alzato al cielo la coppa dalle grandi orecchie, ultimo club della nostra Serie A a riuscire nell'impresa prima di un dominio spagnolo - 2 trionfi del Barcellona, 4 del Real Madrid - intervallato dagli exploit di Chelsea e Bayern Monaco.

Nella seconda giornata della più importante manifestazione calcistica UEFA, dopo anni di batoste rese meno amare soltanto dalle due finali raggiunte dalla Juventus di Allegri nel 2015 e nel 2017, il calcio italiano ritorna finalmente ad alzare la testa: e non lo fa esclusivamente grazie ai bianconeri, che stendono senza la minima esitazione gli svizzeri dello Young Boys, ma centrando un poker memorabile che non si verificava addirittura da ben 13 anni.

L'ultima volta era accaduto nella Champions League 2005/2006, quando Inter, Juventus, Milan e Udinese avevano sconfitto rispettivamente Artmedia Bratislava, Bruges, Fenerbahce e Panathinaikos esaltando un'Italia allora ancora ai vertici del calcio europeo e che forse non poteva neanche immaginare gli anni bui che sarebbero seguiti. È successo ancora, 13 anni dopo, un poker di trionfi che potrebbe certificare una sorta di rinascita.

 Champions League, poker di successiGetty Images

Champions League, en plein Italia: Inghilterra superata nel ranking Uefa

Certo, per avere quattro squadre in Champions League l'Italia ha dovuto aspettare la riforma di una competizione che ormai si è decisamente allontanata dal significato originario della Coppa dei Campioni, diventando sempre più simile a una Super Lega dove nome, storia e bacino d'utenza contano tanto - per molti troppo - nel determinare chi può prendere parte al torneo direttamente dalla fase a gironi e chi invece è costretto a superare massacranti turni di qualificazione.

Pur indebolito da anni di cattiva gestione, sfortuna e pessimi risultati, il calcio italiano è rimasto comunque negli anni abbastanza appetibile agli occhi della UEFA, tanto da permettere la partecipazione da quest'anno di quattro squadre. C'era comunque la ferma convinzione tra gli addetti ai lavori che Juventus a parte, finalista due anni fa e rinforzata da un certo Cristiano Ronaldo, nessun'altra nostra rappresentante avrebbe saputo distinguersi a questi livelli.

Paulo DybalaGetty Images

Un pessimismo confermato dai risultati ottenuti nella prima giornata: soltanto i bianconeri, peraltro sfavoriti da un'assurda espulsione comminata all'atteso CR7, avevano convinto superando in scioltezza il Valencia per 2-0 pur giocando un'ora con un uomo in meno. La Roma era stata dominata dal Real Madrid, il Napoli si era fatto imbrigliare in trasferta dalla modesta Stella Rossa e l'Inter aveva vinto, si, ma con un'incredibile e a detta di molti irripetibile rimonta negli ultimi minuti di gioco contro il Tottenham.

Nella seconda giornata gli avversari erano per la maggior parte alla portata delle nostre rappresentanti, è vero, ma quattro vittorie su quattro partite erano comunque davvero difficili da preventivare, non fosse stato altro che per l'impegno che attendeva il Napoli, chiamato a vedersela contro i vice-campioni d'Europa del Liverpool pochi giorni dopo la sconfitta rimediata in campionato contro la Juventus che già a ottobre pare aver consegnato lo Scudetto alla Vecchia Signora.

InterGetty Images

Invece, proprio nel finale di una partita perfetta, l'acuto di Lorenzo Insigne ha fatto esplodere il San Paolo e consegnato tre punti fondamentali alla squadra guidata da Carlo Ancelotti, straordinario "uomo in più" in questo tipo di gare e capace di ridurre il temibile Liverpool di Klopp ai minimi termini. L'1-0 dei partenopei si verifica proprio mentre l'Inter, in Olanda, chiude la pratica-PSV Eindhoven da grande squadra, dimostrando personalità contro un avversario magari non irresistibile ma capace di passare in vantaggio prima di essere steso da una nuova rimonta nerazzurra - pur se meno emozionante di quella avvenuta a San Siro con il Tottenham - firmata da Nainggolan e Icardi.

Sono queste due vittorie a scrivere lo storico poker italiano, andando a completare una serie iniziata il giorno precedente da Juventus e Roma rispettivamente contro Young Boys e Viktoria Plzen: i bianconeri, senza Cristiano Ronaldo squalificato, riscoprono un Dybala capace di segnare una tripletta e la profondità di una rosa capace di reggere 6 partite in 20 giorni, i giallorossi passeggiano invece sui campioni della Repubblica Ceca ritrovando forza e convinzione nei propri mezzi.

RomaGetty Images

Il calcio italiano è tornato? Per dirlo forse non basta una giornata comunque storica, non bastano quattro vittorie su quattro partite, anche se sempre di impresa si tratta e vincere a questi livelli non è mai facile né scontato. Serviranno test più importanti, servirà magari tornare ad alzarlo, quel trofeo troppo a lungo lasciato in mani straniere.

Intanto però il calcio italiano si gode una notte di successi, una boccata di ossigeno per un movimento forse dato per morto troppo presto e che con questo poker supera l'Inghilterra e si piazza al secondo posto del ranking UEFA. Il futuro è ancora tutto da scrivere, ma da oggi sembra decisamente più roseo.

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