Countdown UFC 229: i 5 match che hanno definito Conor McGregor

UFC 229 è alle porte. Khabib Nurmagomedov affronterà Conor McGregor. Un buon lavoro della promotion sui social, senza puntare su troppe conferenze stampa. Il 6 ottobre andrà in scena quello definito come il match più atteso nella storia delle MMA.

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Siamo già in pieno countdown per UFC 229. Il main event, che vedrà Khabib Nurmagomedov (26-0) difendere la cintura dei pesi leggeri dall'assalto dell'ex champ-champ Conor McGregor (21-3) è atteso come il match più importante dell'ultima decade. I due hanno già dato spettacolo in conferenza stampa. Una conferenza nella quale si è visto un energico ed esplosivo McGregor attaccare il placido e indifferente Nurmagomedov.

Khabib non è caduto preda dei mindgames di McGregor ed è stato chiaro da subito: l'appuntamento è per il 6 ottobre (ore 4.00 italiane su DAZN) e secondo il russo, McGregor non avrebbe nessuna chance. Se gli osservatori attenti però hanno imparato qualcosa nel corso degli ultimi anni è che nulla si può dare per scontato quando McGregor combatte e che la credenza che l'irlandese costruisca i suoi match esclusivamente sul trash talking è, appunto, una credenza, una leggenda metropolitana.

Il trash talking è senz'altro parte fondamentale della preparazione al match di McGregor, ma non è l'unica arma nell'arsenale di Notorious, nonostante gli ultimi anni ci abbiano insegnato che è praticamente impossibile vedere McGregor preparare un match senza affondare con stoccate verbali i suoi avversari. Con Nurmagomedov, come con Diaz, pare tutto inutile. Ma l'irlandese, come già detto, ha parecchie armi nel suo arsenale e l'ha ampiamente dimostrato durante suoi match. Il gorilla mangia cuori tatuato sul petto, simbolo della sua personalità eccentrica ed aggressiva come da lui confermato durante l'ultima conferenza stampa, Conor si considera il miglior peso leggero in circolazione ed è pronto a dimostrarlo.

UFC, i 5 match che hanno definito Conor McGregor

UFC 189 - McGregor vs Mendes

Il vero match della consacrazione per Conor McGregor fu quello di UFC 189 contro il prodotto del Team Alpha Male, Chad Mendes, ex sfidante al titolo dei pesi piuma. In molti indicano quella vittoria come di poco valore, considerando che Mendes avesse accettato il match con breve preavviso. Ci sono almeno un paio di fattori da considerare prima di creare illazioni al riguardo. Chad Mendes è un ex sfidante al titolo. Fino a quel momento era stato finalizzato solo da Jose Aldo a UFC 142, contro il quale si era presentato con un impressionante record di 11 vittorie e nessuna sconfitta. Conor McGregor si era preparato per affrontare uno striker di livello élitario quale è Aldo e non un power wrestler molto veloce del calibro di Mendes.

Ciò significa che l'irlandese ha dovuto cambiare la propria strategia e lavorare su sprawl e counterstriking nelle ultime due settimane di camp, cambiando radicalmente il proprio programma. La discrepanza fisica in favore di McGregor ovviamente rimane un fattore importante, inoltre Notorious ha un camp completo alle spalle, ma il match non è composto solo da atletismo e preparazione fisica, quanto da gameplan e strategia. Un match combattuto, che vide Mendes mettere a segno ottimi takedown, ma che palesò anche la risposta immediata dell'irlandese schiena a terra. Gomitate, movimento perpetuo e difesa attiva consentirono a McGregor di rimettersi in piedi e mettere TKO Mendes con un uno-due iconico agli sgoccioli del secondo round.

UFC 196 - McGregor vs Diaz

Per ottenere grandi vittorie si passa anche da brucianti sconfitte e McGregor l'ha imparato sulla propria pelle. Aveva accettato un avversario ostico quale è Nate Diaz, in sostituzione dell'allora campione dei pesi leggeri Rafael dos Anjos. Aveva anche proposto a Diaz di combattere a 170 libbre poiché il minore dei fratelli di Stockton aveva rivelato di non esser sicuro di poter rientrare nelle 155. C'è anche chi sostiene che McGregor lo abbia fatto per preservarsi la possibilità di scalare più velocemente la categoria delle 155 libbre, fatto possibile.

Conor arrivò al secondo round a corto di fiato, mentre Diaz, noto motore diesel all'interno dell'ottagono, incassatore eccezionale e ottimo colpitore, stava appena carburando. Nonostante la mancanza di precisione millimetrica da parte di Diaz, la mole di colpi e i precisi uno-due al volto dell'irlandese gli consentirono di portare l'inerzia del match dal suo lato. La conclusione fu poi da terra un gioco da ragazzi per il californiano, tramite rear-naked choke. La sconfitta paradossalmente fece bene a McGregor, che si presentò migliorato e con la giusta concentrazione nel rematch a UFC 202, sconfiggendo Diaz per decisione maggioritaria.

UFC 189, Diaz vincenteDaily Express
L'iconica fotografia scattata a Nate Diaz dopo la vittoria su McGregor a UFC 189

UFC 178 - McGregor vs Poirier

Lo star power di McGregor era già noto quando incontrò il primo vero test che si poteva definire davvero d'élite. Considerando che Holloway era ancora molto giovane e che Brimage non era minimamente al suo livello, Dustin Poirier può essere considerato davvero come il match del salto di qualità. Un match al limite delle 145 libbre, che mostrò al mondo ciò di cui era capace Conor McGregor. Il match contro Poirier infatti palesa tutta la varietà e l'arsenale dell'irlandese.

Controllo delle distanze eccelso, utilizzo dell'allungo nella sua massima espressione, counterstriking da combattente esperto. Poirier era ovviamente il favorito ai più, avendo affrontato già grandi contendenti in UFC ed avendo dimostrato di poter comodamente stare nella top 5, ma l'arrivo dell'irlandese che lo schiantò poco dopo un minuto e mezzo dall'inizio dell'incontro, ridefinì totalmente le gerarchie di categoria. Qui sotto, ospite di Daniel Cormier e Kenny Florian in compagnia di Gilbert Melendez, uno dei primissimi Mystic Mac prevede la vittoria al primo round per KO. 

UFC 194 - McGregor vs Aldo

Un match che lascia poco al commento tecnico e che apre le porte della leggenda a Conor McGregor. Jose Aldo non perdeva da dieci anni. Sono bastati tredici secondi a McGregor per invertire il trend e far cadere nella propria trappola il brasiliano, attirandolo come un ragno attira le mosche nella sua ragnatela. Mezzo passo in avanti, Aldo tenta l'anticipo con un overhand secco, largo e potente, McGregor anticipa col mancino chirurgico. È notte fonda per Aldo. Un colpo. Il brasiliano cade giù, gambe molli. È già tutto finito. Anche qui si lesse qualsiasi cosa, c'è chi ha addirittura scritto di un'improbabile scivolata di Aldo sul tappeto. Tutte illazioni risibili, McGregor aveva compiuto il miracolo stilistico, si era guadagnato in maniera legittima l'olimpo. 

UFC 205 - McGregor vs Alvarez

Sconfiggere The Underground King Eddie Alvarez è sembrato un gioco da ragazzi per Conor McGregor. Il livello di Alvarez è il più alto nelle MMA, basti pensare che Eddie aveva conquistato, oltre al titolo UFC, il titolo Bellator in una battaglia sanguinosa contro Michael Chandler, e che ha sconfitto alcuni dei fighter più importanti dell'ultima decade. Il match contro Alvarez consegna McGregor al mito poiché, oltre a gestire in maniera quasi imbarazzante un campione levigato del calibro di Alvarez, lo rende il primo uomo a detenere contemporaneamente due cinture in altrettante categorie di peso in UFC (record poi raggiunto anche da Daniel Cormier).

La superiorità e la gestione del match diventano palesi quando Alvarez forza la mano per entrare nella guardia di McGregor, trovando però l'accoglienza delle sue combinazioni di braccia chiuse dal sinistro secco. Alvarez va giù un paio di volte, prima di arrendersi definitivamente e cerca in ogni maniera di scalfire McGregor: prova ad entrare nella sua guardia, tenta di girare attorno al suo avversario, infine prova anche un takedown con scarsi risultati. Ci sono pochi atleti che avrebbero potuto dire la propria contro il McGregor di UFC 205, probabilmente la sua versione più concreta mai visto negli ultimi anni in gabbia. Conor non ha giocato al gatto col topo per divertimento, ha piuttosto aspettato e sfruttato i momenti chiave del match senza forzare l'azione, con risultati eccellenti. Ed è entrato nel mito. La possibilità di consacrarsi fra i migliori di sempre passa da UFC 229. E Conor sembra pronto.

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