NFL: Earl Thomas rischia, Le'Veon Bell aspetta. Due facce dell'holdout

Bell sta lottando contro gli Steelers per ciò che meriterebbe, Thomas ha ceduto alla trattativa e ora la sua carriera è a rischio.

Due holdout e due situazioni opposte Google

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Settimana scorsa analizzando la terza giornata NFL abbiamo approfondito il tema dei contatti e della fisicità che ogni giorno di più caratterizza il football americano. Con i fisici a disposizione, l’atletismo e la velocità con cui avvengono le cose in campo, il rischio d’infortuni, nonostante tutte le giuste salvaguardie del caso, è molto più probabile e ricorrente. I tanto odiati ACL hanno mietuto vittime illustri già solo in questo primo mese, come Jimmy Garoppolo e Jeremy Hills solo per fare degli esempi.

Questi infortuni azzoppano le stagioni di molte squadre, anche se giova dire che ognuna ne subisce diversi durante la stagione e solo la reazione alle difficoltà porta le contender a giocarsi il titolo nonostante tutto. Oltre a tenere in considerazione la situazione delle squadre, c’è da valutare anche quella dei singoli giocatori, che ormai sempre più spesso si trovano in situazioni di holdout o lotta interna con la propria franchigia riguardo al rinnovo contrattuale. In NFL è una situazione all'ordine del giorno, ma che sta mutando sempre più ogni sua declinazione.

In questa stagione ci sono stati due esempi eclatanti. Due grandi (possiamo dire in decadimento) come Pittsburgh Steelers e Seattle Seahawks hanno dovuto fronteggiare due situazioni spinose per le loro sorti con le trattative per i rinnovi di Le’Veon Bell ed Earl Thomas. Oggi come mai i giocatori NFL sono delle vere e proprie aziende con le gambe e questo impone loro di essere molto prudenti riguardo al futuro. Conducendo un’indagine attraverso svariate interviste ai protagonisti, si è capito che la posizione dei giocatori in questi casi può essere diametralmente opposta, pur avendo il medesimo diritto di cittadinanza.

NFL: Le’Veon Bell e una situazione che non si sbroglia

I Pittsburgh Steelers hanno applicato il franchise tag per la seconda volta consecutiva sulla loro stella, che ha sostanzialmente portato avanti da leader l’attacco nella scorsa stagione. Il franchise tag è un contratto annuale che lega il giocatore alla squadra secondo predeterminati canoni salariali, oppure con il 120% rispetto al contratto dell’anno precedente, ma sebbene la cifra percepita da Bell sia di 14.55 milioni, il giocatore non ha preso bene questa situazione e quindi ha deciso di non presentarsi né agli allenamenti né alle partite dei suoi continuando la sua crociata.

Se devo essere il giocatore su cui si basa l’attacco e devo giocare 400 snap da leading running back -dice- voglio che il mio valore sia commisurato e soprattutto riconosciuto con un contratto pluriennale del giusto valore.

Il significato delle parole di Bell stanno nel rischio infortunio che potrebbe costargli parecchi soldi. Se un running back come lui gioca così tanti palloni ed è così importante per un attacco, risulta esposto a infortuni anche gravi e questo limiterebbe il suo valore di mercato nella free agency. Per questo ha deciso di non giocare fino a quando non verrà rinnovato (difficile) o scambiato (una seconda scelta e un buon giocatore il prezzo stimato dal front office). Il rischio vs guadagno è troppo alto e di sicuro Bell rimarrà ai margini fino a nuovo ordine.

Earl Thomas, il rischio che compromette

Se il linebacker dei 49ers Chris Borland conviene con Bell che il gioco non valga la candela, Chris Conte, la safety venuta alla ribalta per aver subito un degli stiff arm più cattivi della storia recente del gioco da parte di Vance McDonald, baratterebbe dieci anni in meno di vita, pur di poter giocare ogni singolo giorno allo sport che ama. La safety dei Jets, Jamal Adams, invece, è arrivato addirittura a dire:

Se dovessi decidere un posto dove morire, direi senza ombra di dubbio il campo da gioco.

Thomas ha deciso che il gioco valesse candela per davvero e dopo il classico tira e molla con la società ha deciso di indossare il pad e scendere in campo. Sembrava che il suo futuro potesse essere legato a quello di Bell, visto che gli Steelers avevano chiesto uno scambio proprio tra i due compagni di sorte, ma ora la situazione è cambiata. La safety dei Seahawks si è rotto la gamba nella partita di ieri e ha così non solo messo fine alla sua stagione, ma potrebbe aver anche derubricato pesantemente il suo valore economico in un’eventuale offseason alla ricerca di una nuova squadra. Ormai il gioco delle parti tra stelle e franchigie che vogliono risparmiare è all’ordine del giorno, ma per motivi di salute e soprattutto di business ogni lato della proverbiale medaglia ha le proprie valide motivazioni. La beffa occorsa a Earl Thomas gli costerà molto caro, ma non è detto che a Bell possa andare necessariamente meglio a livello economico. Come in ogni situazione si divide la colpa, ma con dei giocatori così esposti è difficile anche solo pensare di condannare la loro cautela dinanzi a una carriera di successo.

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