MotoGP, KTM sogna il Mondiale (e Marquez) con le ali della Red Bull

L'azienda è in forte espansione e punta al titolo MotoGP grazie all'appoggio economico-logistico della Red Bull. Dal 2019 Dani Pedrosa sarà il collaudatore, Marc Marquez l'obiettivo per il 2021.

Pol Espargarò pilota KTM Getty Images

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KTM è il team di MotoGP più giovane in griglia, dopo l'esordio nel 2017 preceduto da una stagione 2016 di sporadiche comparse e test. Eppure viene guardata con una certa attenzione dalle big perchè è un fenomeno di mercato e sportivo in forte crescita e che a breve potrebbe destare anche qualche preoccupazione alle dirette avversarie. La casa di Mattighofen dopo il fallimento del 1992 contava appena 150 dipendenti e vendeva 5.000 moto l'anno. Venticinque anni dopo offre lavoro a oltre 5.000 persone e le motociclette vendute superano quota 240.000, con un trend di vendite in forte ascesa. In termini monetari l'utile nel 2013 era pari a 50 milioni, nel 2017 a 115 milioni.

A rendere prestigiosi i piani KTM nella classe MotoGP è la partnership consolidata con il colosso delle bibite energetiche Red Bull, un binomio che punta a fare dell'Austria un piccolo impero degli sport motoristici. Del resto in F1 l'azienda alata è già riuscita a imporre le ambizioni del gran capo Dietrich Mateschitz, che nel 2005 ha rilevato la scuderia Jaguar, rinnovato le infrastrutture di Milton Keynes e fatto incetta dei migliori ingegneri a disposizione, uno su tutti Adrian Newey, progettista della monoposto che dal 2010 ha dominato per quattro anni la Formula 1. Non solo fiuto dell'investimento e perseveranza, come l'acquisizione di Minardi diventata il suo junior team Toro Rosso. Ma la filosofia Red Bull punta a scommettere sui giovani: Sebastian Vettel era un prodotto del suo vivaio, così come Max Verstappen.

L'esordio in MotoGP nel 2017 è solo il primo passo per scrivere la storia delle due ruote su pista, visto che da tempo è alla ribalta nel Motocross e l'Enduro oltre che nel Rally Dakar. Nessuna fretta di dover vincere subito e a tutti i costi, il team austriaco sa di dover procedere a piccoli passi in uno sport dove la concorrenza è agguerrita, ma la sua presenza sta mettendo robuste radici con una filiera che parte dalla Red Bull Rookies Cup alla Moto3, dalla Moto2 alla massima serie. Un progetto che richiede investimenti e tempo, ma la Red Bull si sa... mette le ali. E sogna di poter quanto prima di lanciare la sfida alle potenze del Sol Levante.

Dani Pedrosa pilota Red BullGetty Images

MotoGP, il sogno KTM-Red Bull si chiama Marc Marquez

Al termine della sua prima stagione la RC16 è riuscita a migliorarsi di oltre 1,5" sul giro, merito del certosino lavoro svolto dal tester Mika Kallio e dai due piloti ufficiali Bradley Smith e Pol Espargarò. La stagione 2018 è stata resa complicata dagli infortuni del tester finlandese e del pilota spagnolo che ha costretto a rallentare i lavori di progettazione del prototipo 2019, ma intanto i vertici di Mattighofen hanno messo a segno colpi importanti per il futuro prossimo. Sono riusciti a convincere un team storico come Tech3, da venti anni legato a Yamaha, a passare sulla sponda austriaca, promettendo un contratto triennale e due moto ufficiali a disposizione dei due promettenti Miguel Oliveira e Hafizh Syahrin.

I veri assi nella manica però saranno due nomi prestigiosi. Il primo è Johann Zarco, un pilota che ha dimostrato grandi cose in sella alla Yamaha, riuscendo a mettersi alle spalle anche campioni affermati e su moto ufficiali come Valentino Rossi e Maverick Vinales. Finalmente l'enfant prodige potrà contare non solo su una moto ma anche su un contratto da pilota ufficiale.

Avevamo dei contatti con Honda, ma il manager KTM ha spinto tanto per noi e abbiamo accettato questa sfida con un costruttore europeo. Vediamo che stanno crescendo e pensiamo che possiamo fare molto bene ed essere il numero 1 in un team è molto importante.

Il secondo nome altisonante è Dani Pedrosa, fortemente voluto da Stefan Pierer, ad della casa austriaca, da quando ha annunciato il suo addio alla Honda e alle gare in MotoGP. Il veterano spagnolo sarà collaudatore dal prossimo anno andando ad affiancare Mika Kallio per contribuire allo sviluppo della RC16 accelerandone i tempi. Destino ha voluto che Red Bull sia anche uno dei principali sponsor personali di Pedrosa e quindi potrà continuare sotto l'egida dell'azienda di energy drink. Nonostante la sua altezza e corporatura sia differente da quella di Zarco ed Espargarò, Dani Pedrosa è stato selezionato per la sua pluriennale esperienza nella massima serie, perchè potrebbe portare informazioni utili dalla Honda, tant'è che nell'ultimo test privato di Misano ha aderito solo Marc Marquez, mentre l'atleta di Sabadell non è stato convocato.

Per il momento nessuna dichiarazione ufficiale da parte dello spagnolo, i vertici KTM hanno anticipato che a breve ci sarà la firma. Ma questo è solo un ulteriore passo per orizzonti ancora più ampi. Mesi fa ci sono stati colloqui con il campione del mondo Marc Marquez, tanto che si vociferava di un imminente passaggio grazie ad un forte investimento da parte di Red Bull. I piani alti della casa austriaca non hanno mai nascosto il sogno di avere nel proprio box il Cabroncito, ma la RC16 non è ancora all'altezza di poter garantire traguardi importanti. Avere Pedrosa come collaudatore servirà anche a costruire una moto più a misura di Honda, così da tentare il grande azzardo per il Mondiale 2021. Non si tratta di fantamercato o fantascienza, ma di obiettivi esplicitamente annunciati da Stefan Pierer, consapevole di poter contare su un ricco portafogli alato.

[Marc] è anche un pilota della Red Bull, vedremo, ora dobbiamo fare il nostro lavoro in questi due anni… Vedremo cosa succederà tra due anni. Marc ha iniziato con KTM, c’è sempre stata una relazione con lui.

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