Juventus, tutti i trofei vinti sotto la gestione di Beppe Marotta

L'ad bianconero lascia dopo otto anni, 7 Scudetti e 14 trofei complessivi: a lui va ascritto il merito di aver fatto rinascere il club dopo gli anni bui post-Calciopoli riportandolo nell'élite italiana e europea.

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Comunque vada sarà ricordato per sempre come uno dei più grandi dirigenti che la Juventus abbia mai avuto, tra i principali artefici di una squadra a livello di risultati capace di superare se stessa e persino il Grande Torino, di segnare record su record e di crescere di anno in anno fino a diventare quasi un'entità a parte nel panorama calcistico italiano.

Quando arrivò a Torino, dopo aver dimostrato di essere grande al Venezia, all'Atalanta e alla Sampdoria - tutte squadre riportate in alto dopo anni difficili - Giuseppe Marotta si ritrovò ad avere a che fare con una società devastata dal ciclone-Calciopoli e in piena confusione, con una squadra che dopo essere immediatamente risalita in Serie A ed essersi riposizionata tra le grandi si era persa, centrando un settimo posto che per la Juventus è cosa inaccettabile.

Arrivato insieme al fidato braccio destro Fabio Paratici e a Luigi Delneri, dirigente e allenatore con cui fino a pochi mesi prima ha lavorato in blucerchiato, Marotta non avrà immediatamente successo, anzi: la squadra, pur potendo contare su fenomeni come Buffon e Del Piero, incredibilmente non riesce a migliorare il piazzamento ottenuto nella stagione precedente, mancando persino la qualificazione in Europa League. Nessuno allora può immaginarlo, ma il primo resterà anche l'unico anno senza trofei per la Juventus sotto la gestione del nuovo amministratore delegato.

Juventus, tutti i trofei vinti sotto la gestione Marotta

L'anno successivo infatti si cambia: scaricato Delneri, Marotta e Paratici puntano su Antonio Conte, che da calciatore è stato una bandiera bianconera e da allenatore ha dimostrato di saperci fare portando il Siena alla promozione in Serie A. Potrebbe sembrare un azzardo, a maggior ragione dopo un'annata negativa come quella appena conclusa, ma Beppe Marotta sa quello che fa: sul mercato gli errori non mancheranno - Elia, Estigarribia - ma le intuizioni saranno molte di più. Arrivano Vucinic dalla Roma, Lichtsteiner dalla Lazio, il cileno Vidal, emerge Bonucci, acquistato in sordina poco dopo il suo insediamento, splende Pirlo, prelevato dal Milan addirittura a parametro zero e da molti dato per finito.

E arriva uno Scudetto, il primo dopo Calciopoli, il primo nel nuovissimo Juventus Stadium, il primo di un ciclo che ancora, dopo otto anni, deve chiudersi. Un titolo che molti ricorderanno come quello del (mancato) "gol di Muntari" ma che invece non andrebbe sminuito, visto come i bianconeri lo ottengono: mostrando un gioco magari non scintillante ma intenso, trasformandosi in un gruppo vero, tenace e concentrato fino all'ultimo, capace di vincere il campionato - ed è la seconda volta nella storia del calcio italiano che succede - da imbattuto.

Quello del 2011/2012 è lo Scudetto che cambia la storia recente della Juventus. Che le restituisce forza, fiducia nei propri mezzi, spinta verso un futuro che sarà in discesa grazie all'indiscutibile capacità di programmare di Marotta, che con Paratici rinforza di anno in anno la squadra cercando di renderla competitiva anche in Europa e mantenendo l'egemonia in Italia: i bianconeri tornano ad essere la squadra più desiderata dai giovani talenti, che vengono precettati da un club che diventa padrone del mercato e del calciomercato.

Giuseppe Marotta e Antonio ConteGetty Images

Che ha intuizioni fenomenali in sede di campagna acquisti (Pogba, Tevez, Morata, Mandzukic, Cuadrado, Khedira, Dani Alves, Benatia, Pjanic, Higuain, Douglas Costa) e che vende altrettanto bene, realizzando plusvalenze importanti e accrescendo quindi la dimensione del club nel mondo e al contempo il suo potere di acquisto al punto da arrivare, nell'estate del 2018, a potersi permettere l'ingaggio del Pallone d'Oro in carica, del più forte di tutti: Cristiano Ronaldo, che però ha 33 anni e forse Marotta non è così convinto di voler portare in bianconero. Si dice che sia stato questo il motivo della fine del rapporto, che diventerà effettiva - nonostante un ruolo di facciata che sarà comunque soltanto temporaneo - alla fine di ottobre 2018.

Nel mezzo di questi eventi, tra lo Scudetto della rinascita con Conte e l'addio, altri 6 titoli nazionali, 7 consecutivi, 4 Coppe Italia anche'esse consecutive, 3 Supercoppe Italiane, un complicato cambio di allenatore quando, con l'addio di Conte, Marotta e Paratici puntano forte su quel Max Allegri che inizialmente non viene affatto digerito dalla tifoseria bianconera, che protesta nonostante le vittorie. Che continueranno ad arrivare insieme a una crescita che presto trascende i confini italiani, dove non ci sarà praticamente mai competizione tolta la stagione 2017/2018.

In precedenza la Juventus ha conquistato uno Scudetto (quello 2013/2014) facendo segnare il record storico di 102 punti, un altro (2015/2016) dopo una partenza ad handicap - a causa di un profondo rinnovamento di organico - annullata da un'incredibile striscia di 24 vittorie su 25 partite, che stronca in classifica e persino moralmente una concorrenza che sperava nella fine di una squadra che Marotta non soltanto ha saputo riportare al successo, ma che oggi è assoluta dominatrice del calcio italiano e che per cercare una nuova sfida è quasi costretta a guardare all'Europa.

Giuseppe MarottaGetty Images

L'Europa ha le fattezze della Champions League, magnifica ossessione della Juventus e dello stesso ad, che dichiarerà più volte di avere la coppa dalle grandi orecchie come obiettivo, il senso finale di un lavoro fenomenale. E forse ci sarà dell'amarezza in Beppe Marotta nel lasciare proprio nell'anno in cui i bianconeri, rinforzati da quel Cristiano Ronaldo che qualcuno dice lo avrebbe in qualche modo allontanato da Andrea Agnelli e dal club, hanno serie possibilità di conquistarla. Resteranno comunque due finali raggiunte, una grandezza ritrovata, il segno nella storia di quello che no, oggi non è forse azzardato definire il più grande dirigente mai avuto dalla Vecchia Signora.

I successi della Juventus con Marotta

  • 7 Scudetti (2011/2012, 2012/2013, 2013/2014, 2014/2015, 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018)
  • 4 Coppe Italia (2014/2015, 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018)
  • 3 Supercoppe Italiane (2012, 2013, 2015)

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