Calciomercato, i motivi dell'addio di Cristiano Ronaldo al Real Madrid

In un'indiscrezione del quotidiano "El Mundo" vengono svelate le cause per le quali il portoghese aveva deciso di lasciare il Real già nell'estate di un anno fa.

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La Juventus ormai se lo gode. Anche nell'ultima partita contro il Napoli, pur non segnando Cristiano Ronaldo è riuscito a essere decisivo, laureandosi migliore in campo insieme al suo nuovo partner d'attacco, Mario Mandzukic.

Il colpo di calciomercato dell'ultima estate non sta tradendo le attese e, nonostante il cartellino rosso al suo esordio in Champions League, sta facendo la differenza in ogni sua apparizione con la maglia bianconera.

Sembra già passata una vita da quando il portoghese ha sorpreso tutto il mondo del calcio annunciando il suo addio al Real Madrid per scegliere la destinazione bianconera. Una scelta particolare, perché arrivata dopo tre successi consecutivi in Champions League e altrettanti Palloni d'Oro. Cristiano Ronaldo con i Blancos rappresentava praticamente il connubio perfetto, la garanzia di successo, gol e trofei.

I motivi dell'addio di Cristiano Ronaldo al Real Madrid, calciomercatoGetty Images
Calciomercato, Cristiano Ronaldo e i motivi dell'addio al Real Madrid

Calciomercato, i motivi dell'addio di Cristiano Ronaldo

Eppure qualcosa si era incrinato nel rapporto tra il lusitano e Madrid, le voci di calciomercato riguardo il futuro incerto di CR7 giravano in realtà già dall'estate del 2017. E secondo quanto rivelato da un'inchiesta di "El Mundo", a quanto pare non si trattava di semplici rumors. L'illustre quotidiano spagnolo racconta infatti di un incontro tra Cristiano Ronaldo (accompagnato dai suoi consiglieri) e il suo agente, Jorge Mendes, risalente al maggio 2017.

Nel corso di questo vertice, andato in scena proprio nell'abitazione del procuratore, CR7 manifestò tutti i suoi dubbi riguardo i problemi incontrati a livello fiscale:

Avevo detto che non volevo correre alcun rischio. Io non ho studiato, l'unica cosa che ho fatto nella mia vita è stata giocare a calcio. Ma non per questo sono una persona stupida, quindi non mi fido di nessuno. Per questo pago sempre il 30% in più quando assumo qualcuno: perché non voglio problemi.

L'insofferenza per i continui problemi con il Fisco

In quella circostanza, l'avvocato Carlos Osorio si prese la responsabilità dei problemi, ma rassicurò comunque il calciatore dicendogli di non preoccuparsi. Quando qualche mese dopo però arrivò il patteggiamento con l'agenzia delle entrate spagnole, la situazione diventò di nuovo tesa:

Non ho mai detto di non voler pagare le tasse. Voglio capire cosa stia succedendo. Io non ne capisco nulla, ma se le tasse devono essere pagate dagli sponsor, perché mai vengo accusato io?

Oltre a questi problemi "interni" al suo staff, poi, Cristiano si sarebbe aspettato un aumento dell'ingaggio da parte del Real Madrid per andare ad annullare questo suo contrattempo finanziario, sul modello di quanto fatto dal Barcellona con Leo Messi. Il fatto che Florentino Perez abbia preso invece le distanze da tutta questa vicenda è stato interpretato dal portoghese come un "tradimento".

Il Milan aveva provato ad anticipare la Juventus

Se a tutto questo si aggiunge anche l'egocentrismo smisurato di CR7 e il fastidio provocato dal fatto di essere "solo" il terzo calciatore più pagato dopo Messi e Neymar, nonché di venire sempre messo in competizione con Alfredo Di Stefano nella storia delle Merengues ("Mi mettono sempre dietro di lui, non so che altro possa fare"), ecco allora che il rapporto era arrivato già all'epoca ai minimi termini.

Lo era così tanto che Zinedine Zidane parlò con i dirigenti per chiedere di risolvere la situazione ed evitare che il malumore si diffondesse all'interno dello spogliatoio. Ecco dunque i motivi che hanno portato Cristiano Ronaldo a lasciare il Real Madrid, per sposare (un anno dopo) il progetto della Juventus.

Ma le rivelazioni di "El Mundo" non sono ancora finite. Secondo quanto riportato dal portale spagnolo, infatti, la prima squadra a farsi avanti con il lusitano non fu quella di Torino, ma il Milan, all'epoca rappresentato da Fassone. I rossoneri infatti si dichiararono pronti a offrire 150 milioni netti in 5 anni a CR7 pur di convincerlo ad accettare il loro progetto di calciomercato. Come sappiamo, però, la storia ha seguito un altro percorso.

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