Serie A, effetto derby: rilancio Roma, Lazio piccola con le big

Sei punti in tre giorni per i giallorossi, trascinati da un Pellegrini in stato di grazia. I biancocelesti di Inzaghi tornano a perdere dopo i ko contro Napoli e Juventus.

Serie A, festa Roma dopo la vittoria nel derby contro la Lazio Getty Images

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Forse non è stato un derby stilisticamente bello. Di certo, però, è stato un derby divertente. Quattro reti, diverse occasioni per farne altre e un risultato in bilico fino a 10 minuti dalla fine. Il film di Roma-Lazio 3-1 è a colori intensi per i giallorossi di Eusebio Di Francesco, che trovano la seconda vittoria consecutiva dopo il 4-0 inflitto mercoledì al Frosinone, mentre lascia in dote a Simone Inzaghi alcune zone d'ombra sulle quali l'allenatore della Lazio dovrà lavorare.

I primi 20 minuti, privi di vere occasioni da gol, sono stati il riflesso della tensione e delle tossine accumulate nell'avvicinamento al derby: la voglia della Lazio di trovare il sesto successo consecutivo tra Serie A ed Europa League si è incrociata con l'ansia di non fallire della Roma, chiamata a recuperare terreno dopo una falsa partenza in campionato.

La parte centrale del primo tempo ha alimentato le sicurezze dei 22 in campo: le occasioni da rete avute da Dzeko, Florenzi, Pastore, Immobile ed El Shaarawy hanno anticipato il poker di reti che ha firmato il derby di andata della Serie A 2018/2019. Marcature non esenti da colpe: Strakosha sui primi due centri giallorossi è apparso indeciso e poco reattivo, Fazio l'ha combinata grossa aprendo la strada all'1-1 di Immobile, prima di farsi perdonare con la zuccata del 3-1. 

Serie A, festa Roma nel derby: Di Francesco saldo, Pellegrini leader inatteso

A indirizzare il derby verso la sponda giallorossa della Capitale sono stati i leader della vecchia guardia. Proprio i principali indiziati per l'avvio di stagione che aveva prodotto appena cinque punti nelle prime cinque giornate di Serie A e la sconfitta di Madrid contro il Real in Champions League, hanno risposto con una prova gagliarda nel giorno della stracittadina: l'energia di Dzeko, la fisicità di Kolarov e la grinta di De Rossi sono state armi importanti nel 4-2-3-1 impostato da Di Francesco. Un puzzle arricchito dalla luce di Lorenzo Pellegrini. Il protagonista che non ti aspetti: ripescato dopo l'infortunio di Pastore al 36', il numero 7 ha imitato il Flaco segnando di tacco la rete dell'1-0, per poi dominare a centrocampo e chiudere con l'assist per Fazio. Trascinatore inatteso. Un messaggio per Roma e Nazionale.

La festa giallorossa al fischio finale è quella di un gruppo che sa di essere nel momento decisivo per uscire dalla convalescenza di inizio stagione. Di Francesco ha provato a superare la crisi di rigetto accusata dalla squadra dopo gli addii di Strootman, Alisson e Nainggolan affidandosi a un 4-2-3-1 più equilibrato. Efficacia assicurata, anche a dispetto dello spettacolo: in questo momento della stagione, come spiegato dal ds Monchi nel prepartita, conta solo mettere fieno in cascina. Di Francesco lo ha fatto, mettendo anche al sicuro la propria panchina. La prova del nove del superamento della crisi è in calendario martedì alle 21, quando all'Olimpico arriverà il Viktoria Plzen per la seconda giornata della fase a gironi di Champions League.

Lazio, antico vizio: piccola con le big, AAA cercasi Milinkovic-Savic

Simone Inzaghi lo aveva detto alla vigilia del derby: "La classifica non conta, dimentichiamo di avere quattro punti in più rispetto a loro". Proclami prudenti, uniti alla voglia di dimostrare che il gap con la Roma era stato azzerato nelle prime sei giornate di Serie A. Progetti vanificati dalle disattenzioni di Strakosha e da una squadra che è mancata in due uomini chiave, motori nella scorsa stagione della sorprendente cavalcata biancoceleste: Luis Alberto e Milinkovic-Savic. Lo spagnolo ha giocato spesso a nascondino, toccando pochi palloni e senza mai illuminare la scena, mentre il serbo ha esibito più tocchi di suola che palloni utili per i compagni. Nemmeno il passaggio al 4-2-3-1 con gli innesti di Correa e Badelj ha cambiato le carte in tavola: Lazio spesso priva del giusto ritmo, proprio la qualità che aveva fatto la differenza in positivo nella scorsa stagione.

La vittoria nel derby per la Lazio resta così un tabù che dura da un anno e mezzo, con un pareggio e due sconfitte negli ultimi tre incroci ufficiali contro la Roma. Lo spettro delle preoccupazioni per Simone Inzaghi si allarga se lo sguardo si concentra sui confronti con le big, necessari per il salto di qualità: in stagione Immobile e compagni erano stati sconfitti solo nei primi 180 minuti di campionato da Napoli e Juventus, le due prime classificate della scorsa annata. Grande con le piccole, piccola con le big: una tendenza che la Lazio aveva esibito già nel campionato 2017/2018, con la sola vittoria sul campo della Juve a rendere l'elettrocardiogramma degli scontri diretti meno piatto, e che Inzaghi dovrà invertire lavorando sulla mentalità della squadra più che sulle gambe. Dimenticando l'effetto derby: quello nella Capitale che può esaltarti o deprimerti a seconda del risultato.

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