Marco Melandri senza contratto: Dorna intercede per l'ex MotoGP

Marco Melandri senza contratto per la stagione 2019. La SBK rischia di perdere uno dei piloti più carismatici, la Dorna prova a intervenire.

Marco Melandri pilota Ducati Aruba.it Racing Getty Images

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Aveva appena 8 anni quando Marco Melandri ha intrapreso i primi passi con le minimoto e in breve tempo riuscì a farsi notare vincendo due campionati nazionali. Scoperto da Loris Reggiani, il pilota ravennate a 15 anni era già collaudatore Honda nella classe 125 del Motomondiale e corre il suo primo Gran Premio approfittando dell'infortunio di Mirko Giansanti. L'anno dopo è pilota ufficiale, vince due gare diventando il pilota più giovane a vincere un GP all'età di 15 anni e 324 giorni. Ha stoffa da vendere, colleziona podi e vittorie, sfiora il titolo, viene promosso nella 250cc e nel 2002 arriva il titolo iridato al termine di un campionato costellato da ben 10 vittorie e tre podi in sella all'Aprilia. Sarà il suo biglietto d'ingresso per la MotoGP.

Dopo un biennio Yamaha passa alla RC211V del team Movistar Honda e sarà la sua stagione d'oro, conclusasi con il titolo di vicecampione del mondo alle spalle di Valentino Rossi. Marco Melandri per otto stagioni sarà protagonista nella massima serie, prima di decidere di intraprendere la strada della SBK nel 2011 restando ad altissimi livelli. 19 vittorie in quattro anni, l'ultimo in sella alla RSV4 della casa di Noale che nel 2015 gli chiede di tornare in MotoGP per accompagnare il rientro dell'azienda italiana nella massima cilindrata. Un errore costato caro ad entrambi, perchè dopo appena 8 gare in cui non riesce ad andare oltre il 18° posto Melandri ed Aprilia decidono di rescindere consensualmente il contratto vista la reciproca insoddisfazione.

Tagliato fuori dal circuito SBK sarà costretto ad un 2016 sabbatico, fino a quando Ducati annuncia il suo ingaggio per il 2017-2018. Sono gli anni di dominio assoluto di Kawasaki e Jonathan Rea, Marco Melandri non riesce ad instaurare un buon feeling con la Panigale R, soffre di mancanza di stabilita e grip dopo pochi giri, problemi riscontrati in minor misura dal compagno di box Chaz Davies che viene quindi preferito da Borgo Panigale per essere affiancato al prossimo arrivato Alvaro Bautista. Una scelta cinica e di testa che mette fuori la porta uno dei campioni più carismatici della SBK, non senza strascichi di polemiche. Del resto i divorzi portano con sè sempre una buona dose di rancore e giustificazioni.

Corsa contro il tempo per Marco Melandri

Se fino al mese di giugno il rinnovo con il team Aruba.it racing sembrava solo questione di tempo e dettagli, meno di due mesi dopo è arrivata la sentenza definitiva per il ravennate. Dalla Ducati sono sempre arrivate rassicurazioni sul contratto, nessuna mail, nessuno che gli avesse anticipato il suo destino, infine la notizia dell'addio arrivata dai media durante il World Ducati Week. In due anni ha incassato 150.000 euro, Chaz Davies 1,3 milioni.

La Ducati non mi ha nemmeno chiesto quanto avrei voluto per restare. Alvaro Bautista non può aver chiesto meno di me, ci sono  altre ragioni dietro questo affare... Alcune persone in Ducati non sono mai state al mio fianco. In termini di rapporto qualità-prezzo, sono stato una delle cose migliori che hanno fatto negli ultimi due anni.

Stefano Cecconi, amministratore delegato Aruba.it, ha ricostruito in maniera leggermente diversa l'iter che ha portato alla separazione, adducendo una certa simpatia di Marco Melandri nei confronti del progetto Yamaha attraverso una nota diffusa e sottolineando l'assenza di obblighi di disdetta contrattuale.

Solo ad inizio agosto ci ha comunicato il desiderio di rimanere nel nostro team, rispondendo finalmente alle mie domande su cosa preferisse davvero fare in futuro. Vista l’incertezza iniziale dei piloti è ovvio che nel frattempo ci siamo mossi anche noi insieme a Ducati per capire quali potessero essere le alternative nel caso in cui uno di loro avesse deciso di non rimanere con noi, a prescindere da una eventuale trattativa.

Chiusa la pagina Ducati adesso il campione italiano si ritrova alla rincorsa forsennata di un posto in Superbike per il prossimo anno, ma l'unica prestigiosa sella disponibile, quella della Red Bull Honda, sembra ormai destinata a Tom Sykes. L'ipotesi della terza Yamaha al momento è ancora un progetto molto vago e difficile da avverare. Il rischio è che l'Italia perda il suo pupillo nel campionato delle derivate di serie, con un plausibile calo di audience tricolore qualora Ducati non riuscisse a tenere il passo della Kawasaki anche nella prossima stagione. Dorna ha già fiutato il rischio e sta cercando di intercedere nei confronti della Honda e della GRT Yamaha. La via di uscita è il campionato americano MotoAmerica.

Per Marco i soldi non sono in primo piano, è stato così anche con Ducati - ha detto il manager Alberto Vergani a Speedweek -. Si tratta sempre di domanda e offerta. Se sei Marquez e vuoi la luna, ti daranno la luna. Ma se vuoi tornare in campo, Lorenzo andrà di meno e avrà la possibilità di vincere. Se la domanda non è eccezionale, non puoi chiedere molto denaro e dovrai guidare per poco. È sempre così... A volte accadono dei miracoli, sono ottimista per Marco.

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