Mondiali di volley: Serbia-Italia 3-0 e le semifinali si allontanano

La partita per gli uomini di Blengini non è mai iniziata, stroncati dal gioco e dalle grandi difese di tutti i giocatori serbi. Per le semifinali possiamo ancora sperare, battendo venerdì i campioni del mondo della Polonia.

Il migliore in campo è stato Atanasijevic, formidabile opposto titolare a Perugia Getty Images

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Come nel 1998, Mondiali di volley che alla fine abbiamo vinto battendoli in finale, la Serbia ci ha schiantato 3-0, annichilendo ogni nostra risorsa di gioco e giocando una partita davvero straordinaria. In quella partita, in cui la squadra si chiamava ancora Jugoslavia, anche se era composta solo da serbi e montenegrini, il palleggiatore era Nikola Grbic, attuale allenatore di questa Serbia.

La partita non ha avuto storia, loro ci conoscevamo benissimo e ci hanno bloccato senza farci respirare, hanno esaltato le loro caratteristiche migliori e hanno messo in mostra tre giocatori nettamente superiori agli altri, Ivovic, Atanasijevic e Kovacevic. Noi abbiamo avuto qualcosa solo dai centrali e da Zaytsev, ma il fatto che per fare un punto dovevamo attaccare due o tre volte, spiega tante cose.

La situazione adesso è critica, ma non impossibile, per accedere alle semifinali. Domani ci sarà Serbia-Polonia e molto dipende da questa partita. La Serbia vista oggi sembra davvero una grande squadra, ma anche i campioni del mondo non sono una squadretta che parte già battuta. Poi ovviamente toccherà a noi contro la Polonia. Se l’Italia è questa le speranze sono poche, se invece, come nel 1998, questo è solo un incidente di percorso, possiamo ripartire almeno per raggiungere le semifinali.

La Serbia di Grbic ci asfalta, per raggiungere le semifinali non basta battere la Polonia

La partita inizia subito male, con il libero Rosic che riesce a tenere tutte le nostre battute, dando a Jovovic tante possibilità di gioco, il quale sa alternare i centrali, soprattutto Podrascanin, e gli attacchi in banda. Il primo set è davvero un turbine che si abbate su di noi. A muro non riusciamo a sporcare nessun pallone, mentre loro oltre a un po’ di muri punti riescono anche a costruire tanti contrattacchi. Ma il peggio, con il primo set perso per 25-15, deve ancora.

Il peggio porta i nomi di Atanasijevic e soprattutto di Uros Kovacevic, opposto di Perugia il primo, schiacciatore di Trento il secondo. Sono loro a non sbagliare nulla e a tenere tutto quello si può sporcare in difesa o a murare direttamente. Ci surclassano senza pietà. Il secondo set inizia anche bene, ma quando su una difesa ci incartiamo fra Lanza e Colaci, si inizia a capire che non è la nostra serata.

Qualche segnale Zaytsev lo da, verso la metà del set anche Mazzone mette un muro e un punto e con un muro a tre su Atanasijevic riusciamo ad arrivare a -1, ma subito dopo due errori di Juantorena ci ricacciano indietro. I serbi chiudono 25-20 con un muro su Maruotti che aveva sostituito Lanza.

Nel terzo set il primo punto con una battuta di Ivovic che prende il nastro e va nel nostro campo è il segnale netto che tutto deve andare come deve andare, ovvero male per l’Italia. Giannelli cerca di attivare di più i centrali ma non riescono ad essere ficcanti come nelle altre partite.

Il punto dell’8-6 è l’emblema della partita. Facciamo tre attacchi, ma riescono a difendere tutto, chiudendo poi con Atanasijevic. Questi sono punti che abbatterebbero un bue e infatti piano piano ci accasciamo. Entra anche Baranowicz per Giannelli ma non cambia nulla. Perdiamo anche il terzo set per 25-18.

Nell’altro girone la partita più bella dei Mondiali fino ad oggi, fra Brasile e Russia, è stata vinta 3-2 dai verdeoro, recuperando dallo 0-2. Noi possiamo ancora provarci, anche se le due partite contro le due squadre migliori affrontate fino ad oggi le abbiamo perse. Forse non siamo al loro livello, ma provarci contro la Polonia e poi contro chi ci sarà in semifinale (se la Serbia vince contro la Polonia) non ci costa nulla.

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