PSG-Fair play finanziario: la UEFA riapre il caso per "ulteriori indagini"

Il caso sembrava essere stato chiuso in giugno, ma l'organismo chiamato a controllare la regolarità dei conti dei parigini aveva annunciato un'ulteriore verifica: nel mirino gli acquisti di Neymar e Mbappé

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La UEFA ha annunciato la decisione di riaprire il caso, chiuso la scorsa estate, relativo all'infrazione da parte del Paris Saint-Germain delle norme che regolano il Fair Play Finanziario e che permettono a ogni club affiliato di spendere in sede di calciomercato una cifra basata sul proprio fatturato.

L'annuncio arriva in seguito alla richiesta di "ulteriori esami" da parte del presidente del CFCB (Club Financial Control Body), organismo chiamato a verificare il rispetto delle norme del Fair Play Finanziario per conto della UEFA e che intende indagare meglio sui conti del club parigino, da anni nel mirino dell'opinione pubblica per le costosissime campagne acquisti .

Acquistato nel 2011 da Qatar Sports Investments, fondo di Doha legato alla famiglia reale qatariota, il PSG si è imposto da subito come forza emergente del calcio europeo attraverso acquisti via via sempre più importanti che venivano finanziati attraverso sponsorizzazioni fin troppo generose provenienti dallo stesso Paese che unite all'enorme crescita delle sponsorizzazioni televisive - anche queste dovute all'acquisto dei diritti della Ligue 1 da parte di beIN Sports, altra società legata al fondo - ha permesso l'arrivo a Parigi di campioni come Lucas, Pastore, Cavani, Neymar e Mbappé.

Neymar, Cavani e MbappéGetty Images
Neymar, Cavani e Mbappé, le tre stelle dell'attacco del Paris Saint-Germain

PSG-Fair play finanziario: la UEFA riapre il caso per "ulteriori indagini"

Proprio questi ultimi due acquisti, avvenuti nell'estate del 2017, avevano fatto sorgere a molti il dubbio che il PSG stesse di fatto aggirando le norme relative al Fair Play Finanziario: il brasiliano fu prelevato dal Barcellona attraverso il pagamento per intero della clausola di rescissione pari a 222 milioni di euro, il talento del Monaco arrivò poco dopo con un prestito oneroso e un riscatto fissato per il giugno 2018 a 180 milioni.

Operazioni spericolate che avevano portato il PSG a essere soggetto di indagine da parte della UEFA e del CFCB che si erano risolte in estate con l'assoluzione da parte del capo investigatore, che aveva giudicato "accettabili" le perdite del club parigino. Perdite in cui non rientrava peraltro l'acquisto di Mbappé, prelevato in prestito con riscatto proprio per non essere inserito nel bilancio dell'anno finanziario preso in esame, un artificio che i controllori hanno visto con sospetto e di cui vorrebbero evitare il ripetersi.

Già condannato in passato per una condotto finanziaria a dir poco spericolata e in bilico tra legalità e illegalità, il PSG era stato multato nel 2014 e costretto a giocare in Europa con una rosa ridotta. Adesso la situazione sembra ripresentarsi identica, con acquisti onerosi (Neymar) effettuati in modalità sospette (Mbappé) e perdite di bilancio che appaiono accettabili solo a causa delle fin troppo generose sponsorizzazioni che la stessa proprietà parigina riceve tramite società a essa stessa legate e che per la UEFA sono anch'esse sospette.

Nell'ultima estate il club che da anni domina la Ligue 1 si è limitato a una campagna acquisti di poco spessore, che ha visto arrivare sotto la Torre Eiffel il terzino Bernat e il difensore Kehrer per una spesa totale di 45 milioni di euro e gli svincolati Buffon e Choupo-Moting, mentre sono partiti Guedes, Berchiche, Pastore e Edouard. Uno sforzo per rientrare nei parametri del Fair Play Finanziario che, evidentemente, non è bastato a dissipare i sospetti della UEFA, che adesso vuole vederci chiaro.

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