Premier League, sempre più alta la tensione tra Pogba e Mourinho

Ennesimo capitolo del complicato rapporto tra il francese e l'allenatore, che dopo il deludente pari del Manchester United contro l'Everton viene invitato dal suo giocatore a praticare un gioco più offensivo.

Paul Pogba contro il Wolverhampton Getty Images

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La lunga e complicata storia tra Paul Pogba e José Mourinho si arricchisce di un nuovo capitolo: dopo avere smentito gli attriti emersi tra i due nella scorsa stagione e riemersi quest'estate, quando pareva che almeno uno dei protagonisti avrebbe finito per lasciare Old Trafford, difficilmente il Manchester United riuscirà a minimizzare qualcosa che si potrebbe definire addirittura come una sorta di ammutinamento e per giunta andato in onda in diretta televisiva.

Sabato scorso i Red Devils non sono andati oltre il pareggio in casa contro la matricola Wolverhampton, un risultato che ha abbattuto tutto l'ambiente, dai tifosi alla dirigenza fino agli stessi giocatori: a un inizio di stagione complicato il Manchester United aveva fatto seguire nelle ultime settimane una buona serie di risultati. e dopo tre successi esterni consecutivi - due in Premier League contro Burnley e Watford e una in Champions contro lo Young Boys - la speranza era che all'Old Trafford sarebbe arrivata una vittoria convincente.

Non è andata così: al gol di Fred ha risposto a inizio ripresa il connazionale e quasi omonimo dell'allenatore dello United, Moutinho, fermando la risalita dei Red Devils e costringendoli, dopo 6 giornate di Premier League, al settimo posto in classifica con 10 punti, ben 8 in meno del Liverpool che comanda a punteggio pieno. A fine gara, evidentemente deluso, il campione del mondo Pogba, mai riuscito a prendere per mano la squadra nei momenti difficili, ha persino criticato l'atteggiamento poco propositivo della squadra, evidentemente voluto da José Mourinho.

Pogba e MourinhoGetty Images
Paul Pogba e il suo allenatore José Mourinho: nonostante le numerose smentite, pare evidente a molti che il rapporto tra i due non è mai decollato.

Premier League, sempre più alta la tensione tra Pogba e Mourinho

Contro gli Wolves avremmo dovuto giocare meglio. Quando siamo in casa dobbiamo attaccare, attaccare e attaccare ancora. È l'Old Trafford, siamo qui per attaccare. Penso che le squadre si spaventino vedendo il Manchester United attaccare continuamente. Questo è stato il nostro errore oggi, abbiamo avuto 3 partite in casa e abbiamo fatto soltanto 4 punti. Non è abbastanza. Perché succede? Non lo so, io sono un giocatore, non dipende da me.

La stoccata finale è degna di nota, e serve a sottolineare come ormai la situazione che si è venuta a creare sia impossibile da portare avanti fino a fine stagione senza ripercussioni e questo nonostante una sorta di "patto di non belligeranza" che secondo i tabloid inglesi i due avevano stretto nelle scorse settimane per il bene comune. 

Utile ricordare come il rapporto tra il centrocampista francese e il tecnico portoghese non sia mai decollato, complici una serie di divergenze tattiche e la mancanza di risultati che ovviamente ha reso tutto più difficile, a volte quasi insostenibile. Così sono arrivate le prime punzecchiature tra i due nella scorsa stagione, Pogba in panchina al posto del giovane McTominay, il rischio concreto di perdere un Mondiale poi vinto.

José MourinhoGetty Images
Dopo una stagione senza successi, José Mourinho è in bilico: un altro fallimento non sarà tollerato dalla dirigenza dei Red Devils.

Ed ecco il ritorno in Inghilterra, le voci di mercato che sono rimaste tali, un inizio in Premier League da dimenticare e lo sfogo già alla prima giornata, successivamente alla striminzita vittoria sul Leicester, quando Pogba disse che non poteva parlare perché se lo avesse fatto avrebbe finito con l'essere multato. Le parole successive al pari contro il Wolverhampton riaprono una questione che forse mai è stata davvero chiusa e sono surrogate dai fatti: in casa propria lo United certo non concede molto ai propri tifosi, avendo segnato tra le mura amiche appena 67 gol in due anni, meno di Everton e Bournemouth, 24 in meno - di media - rispetto alle altre big, ben 42 in meno del Manchester City, che invece pratica uno dei giochi più belli in circolazione.

Cosa accadrà adesso è difficile da dire: Mourinho difficilmente sarà allontanato - anche se parte della stampa e gran parte della tifoseria preferirebbero che ciò avvenisse - e ancor più difficilmente rassegnerà le proprie dimissioni. Dopo averlo affrontato al campo di allenamento, anche Pogba dovrà farsene una ragione, avendo un contratto fino al 2021 ed essendo considerato dalla società uno dei punti fermi del presente e del futuro del club.

Un futuro in cui non dovrebbe esserci José Mourinho, a cui viene contestato l'acquisto del deludente Alexis Sanchez, un gioco che in due anni non è mai decollato e una stagione senza successi, la scorsa, che se le cose non cambiano in fretta rischia di ripetersi anche quest'anno. Probabile quindi che arriveranno una nuova tregua e nuove smentite, con la speranza che il Manchester United possa tornare tra le grandi d'Inghilterra entro la prossima estate. Allora, e solo allora, scatterà il libera tutti.

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