Serie B, Carobbio: "Il carcere mi ha migliorato, tutti dovrebbero provarlo"

L'ex centrocampista dello Spezia, squalificato per calcioscommesse, parla dell'esperienza in carcere.

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Il 19 dicembre 2011 Filippo Carobbio viene arrestato nell'ambito dell'inchiesta denominata Last Bet. All'epoca il centrocampista classe 1979 giocava nello Spezia e la sua carriera fu rovinata dal calcioscommesse. Successivamente divenne collaboratore di giustizia e con le sue confessioni tirò in ballo Antonio Conte, suo allenatore ai tempi del Siena, e tanti altri giocatori.

Carobbio finì in manette dopo una partita giocata contro il Latina, poi decise di ammettere le sue colpe e patteggiare una pena di 18 mesi a livello penale e di 26 a livello sportivo. Di fatto Carobbio non tornerà più a giocare a livello professionistico, ma intanto a 39 anni ricopre il ruolo di allenatore del Ciliverghe, in Serie D, e ai microfoni de La Gazzetta dello Sport racconta l'esperienza del carcere:

Quando si entra in un cella l'impatto è molto forte. Ho passato nove giorni in galera, tanti, troppi.  Con me c’era Massimo, un uomo sulla quarantina che parlava e mi dava conforto. Io ho passato tutto il tempo a dormire, perché se dormi non pensi, e a piangere. Uscivo solo per farmi la doccia, restavo dentro anche nell’ora d’aria

I ricordi sono ancora freschi nella mente di Carobbio:

Pensavo di tornare a casa il 24 dicembre, invece ho trascorso Natale in cella. Quel giorno i detenuti possono pranzare con chi vogliono, in altre celle. Massimo decide di restare con me, per non lasciarmi solo. Non lo dimenticherò mai. C'è grande solidarietà tra detenuti, se dietro non ci fossero drammi umani, quella del carcere sarebbe un'esperienza che tutti dovrebbero provare. Io sono uscito migliorato come uomo

Su Antonio Conte:

Io non avevo problemi con Conte, ho raccontato fatti che ho vissuto e che in quel periodo erano la norma. Ricordo che scattò il linciaggio mediatico, avevo paura per me e per la mia famiglia. Sui social sono stati pubblicati la foto della mia casa, l’indirizzo, i numeri di telefono, la mail. È stato un inferno che non auguro a nessuno

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