Serie A, nel Bologna che riparte c'è il sorriso di Mattiello

Il terzino, arrivato quest'estate in prestito dall'Atalanta, trova il suo primo gol in A proprio contro quella Roma contro cui si era infortunato al punto da far temere addirittura il ritiro. Finalmente tutto è alle spalle.

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Il calcio riesce da sempre a raccontare storie incredibili: di ascese e cadute, di sogni realizzati oppure infranti, di rinascite. La più bella di questa domenica di Serie A porta il nome e il cognome di Federico Mattiello, terzino di 23 anni del Bologna che segnando il suo primo gol in massima serie contro la Roma può dire di essersi finalmente messo alle spalle un incubo iniziato più di tre anni fa.

Nel campionato 2014/2015 il giovane, 19 anni, fa il suo esordio come professionista nella Juventus, squadra in cui è cresciuto e con cui esordisce in Serie  A collezionando due scampoli di gara contro Parma e Lazio. Tanto basta per convincere il club bianconero a cederlo in prestito al Chievo, dove ha immediatamente modo di mostrare le proprie qualità: in breve si guadagna un posto da titolare, il futuro sembra decisamente in discesa.

La favola interrompe però l'8 marzo del 2015, quando alla sua terza partita con i clivensi - la quinta da professionista - Mattiello è vittima di una dura entrata in tackle da parte di Nainggolan che ha come risultato la frattura esposta di tibia e perone della gamba destra per il giovane terzino, un infortunio tremendo che sconvolge il mondo del calcio e che a lungo farà temere anche sulla possibilità di un suo ritorno in campo.

8 Marzo 2015, Mattiello lascia il campo in barellaGetty Images
8 marzo 2015: alla sua quinta partita in A, la terza con la maglia del Chievo, Mattiello si frattura la gamba destra in uno scontro con Nainggolan e deve lasciare il campo: nelle successive due stagioni e mezzo giocherà appena una partita.

Serie A, nel Bologna che riparte c'è il sorriso di Mattiello

Per tornare a sorridere davvero, Mattiello dovrà aspettare più di due anni. Il tempo di tornare, giocare una gara e farsi nuovamente male, sempre alla stessa gamba: un nuovo infortunio, una stagione passata in infermeria al Chievo e poi un'altra identica alla Juventus, nessuna partita, il timore che tutto quello che era appena cominciato fosse già finito.

Federico Mattiello torna ad essere un calciatore dopo due stagioni, quando si unisce in prestito alla neo-promossa SPAL per affrontare quella Serie A 2017/2018 conclusa dagli estensi con una straordinaria quanto insperata salvezza: partita dopo partita ritrova confidenza con il campo, con il pallone e soprattutto con se stesso, giocando con continuità - ben 29 presenze - e riuscendo finalmente a riprendere quel discorso interrotto a causa dell'intervento di Nainggolan.

A giugno, a salvezza acquisita, ecco l'arrivo a Bergamo, in quell'Atalanta che lo ha acquistato dalla Juventus e che immediatamente decide di girarlo in prestito al Bologna: i felsinei possono garantirgli lo spazio di cui ha bisogno, e anche se l'inizio della squadra è da incubo - 4 gare, un solo punto e nessun gol - per mister Filippo Inzaghi Mattiello è intoccabile, un punto fermo che viene confermato anche alla 5^ giornata, quando al Dall'Ara arriva la Roma di Di Francesco.

Ed è qui che il calcio racconta un'altra delle sue splendide e a volte incredibili storie: passata da poco la mezz'ora di gioco Mattiello esplode un tiro di sinistro che non lascia scampo a Olsen e segna il suo primo gol in Serie A, gelando gli ospiti che poi saranno puniti anche dalla rete del paraguaiano Santander e lasceranno il campo sconfitti. il pubblico rossoblu finalmente festante.

Dalla Roma alla Roma: l'8 marzo 2015 Federico Mattiello aveva temuto addirittura di dover appendere gli scarpini al chiodo, il 23 settembre 2018 sempre contro i giallorossi ecco il primo gol in A. Nel mezzo tanto sudore, lavoro, speranze, due stagioni di stop e una per realizzare, partita dopo partita, di essere davvero tornato. Adesso questo ragazzo, che ha pagato un conto così salato alla sfortuna, può davvero guardare avanti, senza paura e con la speranza che quel pallone spedito in fondo alla rete abbia finalmente chiuso un cerchio.

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