Osvaldo: "Cristiano Ronaldo a casa fa 150 addominali, io preparo l'asado"

L'ex attaccante di Roma, Juventus e Inter ora è nel mondo della musica: "Il calcio mi ha dato tanto, ma mi ha tolto la libertà. CR7? Non è nato per essere un genio come Messi".

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Quando si parla di Pablo Daniel Osvaldo, c'è un aggettivo che è necessario abolire: banale. L'ex attaccante di Roma, Juventus e Inter in Serie A, passato anche per Spagna, Inghilterra e Portogallo prima di chiudere la carriera nel 2016 con la maglia del Boca Juniors a soli 30 anni, si è raccontato in una lunga intervista concessa a Marca. Tra le ragioni che l'hanno allontanato dal calcio portandolo nel mondo della musica, passando per le tante offerte respinte e il giudizio di alcuni celebri colleghi. Tra questi, Cristiano Ronaldo.

I migliori anni della carriera di Osvaldo sono quelli di Roma: due stagioni in giallorosso, tra il 2011 e il 2013, conditi da 28 reti in 57 partite nonostante un rapporto complicato con Luis Enrique e Zeman in panchina. Nella Capitale l'argentino era arrivato dopo l'esperienza con l'Espanyol nella Liga: 20 centri in un anno e mezzo, valsi un posto nel cuore dei tifosi dei Periquitos. Ora nel presente di Pablo Daniel c‘è la musica: suona nei "Barrio Viejo", una band fondata con Sergio, Taissen, Julen e Agustin. Formazione classica, con voce, chitarra, basso e batteria, che fonde rock e blues.

La scelta di abbandonare il calcio è maturata a Buenos Aires: troppo gossip, spiegò Osvaldo all'epoca, nonostante la Cina e diversi club impegnati in Champions League stessero suonando alla sua porta. Il Johnny Depp italo-argentino ha messo da parte gli scarpini per darsi alla sua più autentica vocazione: il rock. Una scelta che due anni dopo Osvaldo non rinnega affatto:

Sono più felice, soprattutto più tranquillo. L'ambiente del calcio non mi rendeva così. Tornavo a casa tormentato perché avevo sbagliato un rigore e venivo definito inutile. Ho sempre pensato di far parte di una band rock. Scrivevo testi musicali anche quando giocavo a calcio. Oggi tifo Boca e guardo le partite in TV o allo stadio. Non rinnego la mia vita da calciatore: mi ha dato tanto, ma spesso mi sentivo un pesce fuor d’acqua 

Pablo Daniel Osvaldo con la maglia del Boca Juniors nel 2016Getty Images
Pablo Daniel Osvaldo con la maglia del Boca Juniors: nel 2016 l'addio al calcio

Serie A, Osvaldo tra musica e Cristiano Ronaldo: "Non è nato per essere un genio come Messi"

Uno dei suoi brani si chiama "insoddisfazione". Per molti, una dedica sottintesa al calcio e a quello che il pallone ha lasciato in eredità a Osvaldo. Che della Serie A ricorda le tante battaglie sul campo, ma anche la pressione che precedeva e seguiva ogni partita. La stessa che in Argentina lo ha portato a cambiare vita:

Il giudizio della gente mi pesava. Tutto il mondo vuole parlare ed esprimere giudizi sulla vita degli altri. Sono andato in Europa a 19 anni e quando sono tornato in Argentina ho accusato il colpo. Vivere in Argentina non è semplice. Mi piace la strada che mi ha regalato il calcio, ma mi ha tolto la libertà. E la mia libertà non ha prezzo e non è negoziabile 

Dalle Top 11 sul campo alla squadra per dar vita alla miglior canzone il passo è breve: Osvaldo, spiega Marca, sceglie i Doors, Keith Richards, Muddy Waters, Jim Morrison e gli Who. Il punto di riferimento nella letteratura è Charles Bukowski. Sull'elezione del più forte calciatore al mondo, invece, nessun dubbio tra Messi e Cristiano Ronaldo.

Mi piacerebbe giocare come Messi, ma non vivere come lui: è il migliore del mondo e questo vale qualcosa. Però ti ci devi dedicare 24 ore al giorno, 365 giorni l'anno. Leo vive in una prigione d’oro, ci sono talmente tante pressioni su di lui che ha difficoltà a godersi quello che ha. Compri la più grande televisione del mondo e poi non puoi stare in salotto a godertela  

Della Serie A che per anni Osvaldo ha frequentato, oggi Cristiano Ronaldo è la stella indiscussa. Il modello di vita proposto dall'asso portoghese, tutto casa e palestra, è però lontano dalle idee dell'ex attaccante. Una battuta lo certifica:

Cristiano Ronaldo non è nato per essere un genio del calcio come Messi: è una macchina perfetta, è più forza che talento, ma il risultato è lo stesso. A lui piace tornare a casa e fare 150 addominali, a me piace accendere un fuoco per un barbecue 

Pablo Daniel Osvaldo ha parlato di Cristiano Ronaldo in un'intervista rilasciata a MarcaGetty Images
Cristiano Ronaldo esulta dopo una rete con la maglia della Juventus sul campo del Frosinone

Rockstar in campo e fuori, un po' indie e un po' mainstream. Osvaldo in carriera non ha avuto rapporti semplici con i suoi allenatori: non a caso, la rottura con il Boca Juniors è maturata dopo una discussione con Guillermo Barros Schelotto, l’allenatore degli Xeneizes che l’aveva sorpreso a fumare nello spogliatoio dopo una partita giocata contro il Nacional Montevideo. O ancora il rapporto con Mauricio Pochettino, positivo all'Espanyol e meno al Southampton. Su Antonio Conte, però, l'ex attaccante non ammette deroghe: lo definisce il migliore tra le guide che ha avuto in panchina. Genio e sregolatezza. Guai, però, a dubitare della sua professionalità:

Non volevo essere il migliore e nemmeno potevo esserlo, però mi sono sempre impegnato tanto. Mi ha sempre dato fastidio essere etichettato come uno a cui non piaceva allenarsi. Fosse stato vero, non sarei rimasto 10 anni in Europa e non avrei giocato con l'Italia.

In campo vestiva spesso la 9 ed era Pablo Daniel, alla chitarra oggi è Dani Stone. Che all'adrenalina del gol ha sostituito il palco e la luce dei riflettori.

La musica è come fare un gol dietro l’altro, con ogni tocco del mio chitarrista chiudo gli occhi e sento. È qualcosa di magico. Ogni secondo è unico e non diventa mai più lo stesso.

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