Ciclismo, Aru 'no' al Mondiale: storia di una promessa (quasi) incompiuta

Fabio si chiama fuori dai convocati, il ct Cassani accetta la scelta: "Non c'è la condizione giusta". Dalle vittorie alla Vuelta al Tour, il 2018 è stato un disastro. Serve ritrovarsi.

Ciclismo, Aru non va al Mondiale: decisione presa Getty Images

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Fabio Aru rinuncia al Mondiale. Il sardo chiude così una stagione che doveva consacrarlo e che invece tra sfortuna e una condizione mai al top lo relega a promessa non mantenuta. Niente Innsbruck, niente chance per vincere con l’Italia di Davide Cassani. Il corridore, dopo aver parlato con il ct, si è tirato fuori tramite un messaggio social.

Manca la condizione, che sia al Giro d’Italia che alla Vuelta è mancata. La situazione poi è peggiorata dopo la caduta nella corsa spagnola, che in classifica lo ha visto 23esimo. Si aspettava ben altri risultati.

Prometteva, e tanto, Fabio Aru. In realtà poi, è stato schiacciato dalle troppe pressioni che solo l’ambiente del ciclismo può mettere. Perché sei solo, tu e la bicicletta. Sui pedali metti muscoli e testa. Quando mancano crolla tutto. Un anno da dimenticare aspettando il prossimo a caccia di rivincite.

Ciclismo, Aru con la sua squadra alla VueltaGetty Images
Ciclismo, Aru con la sua squadra dell'UAE Emirates

Ciclismo, Aru e il no al Mondiale: il sardo deve ritrovarsi

Va dato atto a Fabio Aru che la rinuncia al Mondiale è un grande gesto. Il ciclismo, sport sì di squadra ma soprattutto fatto di singoli, egoistico per certi versi, non regala mai queste uscite. E invece il sardo, un po’ a sorpresa, tramite i social si è sfilato dalle convocazioni di Cassani.

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Nelle ultime settimane e nelle recenti gare ho cercato di fare del mio meglio per dare segnali significativi, in vista del Mondiale. Purtroppo, la mia condizione non è quella che vorrei e, con ogni probabilità, non mi consentirebbe di onorare al meglio la convocazione in Azzurro. A malincuore, dopo essermi consultato con il commissario tecnico Davide Cassani, ho preso la decisione di rinunciare alla convocazione della Nazionale Italiana per i Campionati del Mondo di Innsbruck. È una scelta sofferta ma basata sul mio amore e rispetto verso la Maglia Azzurra. Credo sia giusto lasciare spazio a chi, in questo momento, può contare su una condizione migliore. Auguro il meglio ai miei colleghi che cercheranno di tenere in alto i colori dell’Italia sul tracciato di Innsbruck. Fabio Aru -ENG- In recent weeks and in recent races I have tried to do my best to give meaningful signals, in view of the Worlds. Unfortunately, my condition is not the one I would like to have and it would not allow me to best honor the convocation in the National Representative. Reluctantly, after consulting with Davide Cassani, I made the decision to renounce the call of the Italian National Team for the World Championships in Innsbruck. It is a painful choice but based on my love and respect for the Italian Jersey. I think it is right to leave room for those who, at this moment, can count on a better condition. I wish the best to my colleagues who will try to keep the colors of the Italian flag high on the Innsbruck race route. Fabio Aru

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A 28 anni, Aru rappresentava ancora la promessa del ciclismo italiano. Insieme a Giovanni Moscon, il più giovane del gruppo con i suoi 24 anni, abbassavano l’età media degli otto titolari. Ci saranno allora Vincenzo Nibali (33 anni), Damiano Caruso (30 anni), Alessandro De Marchi (32 anni), Franco Pellizotti (40 anni), Domenico Pozzovivo (35 anni), Dario Cataldo (33 anni) e Gianluca Brambilla (31 anni). E pensare che il tracciato di domenica poteva essere perfetto per uno come Fabio. Tutte le speranze sono ora su Vincenzo Nibali.

Un brutto anno

L’ultima vittoria di Fabio Aru risale al 5 luglio 2017. Più di un anno fa, stupendo il suo trionfo a La Planche des Belles Filles al Tour de France. Nel 2018 non ha mai concluso una corsa sul podio. E pensare che di successi importanti ne ha raccolti in carriera: la Vuelta nel 2015, tre tappe al Giro d’Italia, due sempre nella corsa spagnola più un titolo nazionale nel 2017. Ha indossato la maglia rosa e pure quella gialla.

A 28 anni sembra di assistere ad una promessa non mantenuta del ciclismo. Ma Aru è uno che non molla mai, ha il carattere del campione. Deve ritrovarsi, deve farlo in fretta. Ha ancora il tempo dalla sua parte per entrare nella top dei ciclisti di tutti i tempi. 

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