Serie A, Roma: Pallotta "disgustato", Di Francesco rischia

Il presidente giallorosso tuona e il mister ora è in seria discussione dopo la disfatta del Dall'Ara. Il sogno resta Conte, ipotesi Montella e Donadoni.

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Eusebio Di Francesco sta probabilmente attraversando il periodo più difficile da quando siede sulla panchina della Roma. Il tecnico giallorosso infatti è finito sul banco degli imputati dopo la disfatta dello stadio Renato Dall'Ara, con il 2-0 patito contro gli uomini di Filippo Inzaghi - che, fino ad allora, erano rimasti a secco di reti da inizio campionato - che ha risollevato prepotentemente dei dubbi sul suo futuro all'ombra del Colosseo. Ecco perché al netto delle smentite, l'ex Sassuolo sarebbe finito sotto attenta osservazione da parte della dirigenza, che non concederà alibi qualora si trovasse di fronte ad ulteriori passi falsi. Intanto, nel post-partita, Di Francesco ha criticato pesantemente i suoi uomini ai microfoni di Sky Sport.

Certe cose devi avercele dentro. La voglia di vincere un tackle, di metterci il piede. Oggi abbiamo sbagliato dei gol a distanza di un metro, facendo 280 cross dai 25 metri pur avendo il solo Dzeko con determinate caratteristiche. Squadra che non si è rimessa in discussione dopo l'annata scorsa? Nel calcio bisogna dimostrare stagione dopo stagione, tutti lo scorso anno si sacrificavano. In questo momento tutto è contro di noi, e i fatti ci condannano: bisogna star zitti e pedalare. Non so dire con quale modulo continuerò, dovrò cercare gli uomini giusti più che i calciatori giusti.

Ecco perché qualora le cose degenerassero la Roma correrebbe ai ripari puntando ad un cambio di guida tecnica. Si parte, probabilmente, da un sogno impossibile: al netto delle ipotesi e delle speranzosissime previsioni, infatti, Antonio Conte difficilmente subentrerebbe a stagione in corso in una situazione del genere.

Bisogna considerare, inoltre, come l'ex ct della Nazionale sia ancora sotto contratto con il Chelsea, con cui dovrebbe eventualmente discutere una risoluzione con lauta buonuscita a seguito. Ragion per cui potrebbero prendere campo due ipotesi low cost, vale a dire Roberto Donadoni e Vincenzo Montella. Più defilati invece Paulo Sousa (pronto a rescindere con i cinesi del Tianjin Quanjian) Laurent Blanc e Cesare Prandelli.

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Il primo, reduce dal burrascoso divorzio col Bologna al termine della scorsa stagione, rappresenta forse la candidatura meno gradita ai tifosi della Roma. Noto per lo stile di gioco pragmatico ma decisamente non spettacolare, l'ex Parma e Napoli è ambito anche nel Sol Levante, con la Federcalcio locale che vorrebbe affidargli il ruolo di ct del Giappone. Montella, invece, è riuscito a siglare più di 80 gol in quasi 200 presenze con la maglia giallorossa, da calciatore, ed ha anche cominciato la sua carriera da tecnico nelle giovanili capitoline.

Fu, inoltre, promosso a tecnico della prima squadra nel febbraio 2011 dopo l'esonero di Claudio Ranieri. Chiuse quella stagione al sesto posto in campionato. Oggi, invece, l'Areoplanino è reduce dal doppio esonero della scorsa stagione, dove è stato allontanato dalle panchine di Milan e Siviglia. Flebile, al momento, la candidatura dell'ex ct della Francia, nonché ex PSG, Laurent Blanc.

Intanto, però, l'eco della disfatta in terra emiliana ha già scosso la dirigenza romanista, con il presidente James Pallotta che ha manifestato tutto il suo sdegno. Intercettato da RomaPress, il n.1 giallorosso ha proferito la stessa frase che precedette l'esonero di Rudi Garcia nel gennaio 2016.

Sono disgustato.

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