MotoGP, Valentino Rossi cosa succede in Yamaha? "Chiedete in Giappone"

Valentino Rossi soffre anche ad Aragon e chiude 8° con un pizzico di fortuna. A fine gara rivolge l'ennesimo appello a Yamaha: la stagione MotoGP 2019 potrebbe essere già a rischio.

Valentino Rossi ad Aragon Getty Images

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Un anno fa ad Aragon Valentino Rossi chiudeva al quinto posto, a poche settimane dall'intervento chirurgico alla gamba. A distanza di un anno, nonostante un periodo di ottima forma fisica, il Dottore lascia il MotorLand con l'ottava piazza e una grande delusione per l'incapacità della fabbrica di dare le dovute soluzioni ad una Yamaha M1 fossilizzata su un livello di sviluppo ormai stabile da oltre un anno a questa parte. Storicamente nel test di Brno il reparto tecnico di Iwata apportava aggiornamenti importanti, quest'anno qualcosa di nuovo ma irrilevante è giunto a fine agosto nel test privato di Aragon. Non abbastanza per poter sperare ina stagione MotoGP 2019 migliore.

Ad Aragon Honda e Ducati giravano con un 1,5" di differenza al giro, Valentino Rossi ha superato la bandiera a scacchi con 15" di gap da Marc Marquez, un abisso che rischia di diventare incolmabile da qui al prossimo anni se non inizieranno ad arrivare i primi step in termini di elettronica. Se da un lato fino a Valencia non si può mettere mano al motore congelato da regolamento, dall'altro nelle ultime cinque gare si potrà lavorare sulla centralina elettronica per tentare di trovare quel grip necessario per evitare l'eccessivo slittamento del posteriore e guadagnare in fase di accelerazione.

Si riprende dal Buriram fra due settimane, una pista dove nei test invernali di MotoGP le Yamaha hanno sofferto, ad eccezione della M1 satellite di Johann Zarco. L'evoluzione del motore ha mostrato in quel frangente di essere troppo aggressivo ai bassi regimi ed era ormai tardi per tornare indietro, dal momento che il propulsore della Tech3 era dell'anno precedente, quindi più in sintonia con l'intero pacchetto. Ma il GP di Aragon deve far riflettere non solo per il risultato finale, ma anche per i passi avanti compiuti da Suzuki e persino Aprilia: mentre tutti i team fanno un passo avanti, la casa di Iwata resta immobile, incapace di reagire, sorda ai continui appelli lanciati dal campione di Tavullia su cui ha scommesso a lungo termine per il futuro.

MotoGP, Yamaha in una crisi senza via di uscita?

Ad ogni fine Gran Premio assistiamo ad una sorta di litania di Valentino Rossi, incredulo davanti all'immobilità tecnica della sua fabbrica. Si tratta di un periodo di crisi, fa parte della storia, ma dal Giappone non arrivano chiarimenti e questo è l'aspetto maggiormente preoccupante. Jonas Folger è stato ingaggiato come collaudatore, in Brianza è stato creato un reparto specializzato sull'elettronica, eppure ancora nessuno sa dare spiegazione a certi difetti prestazionali della M1. Il gruppo è già al lavoro, si intravedono piccoli passi avanti, ma nulla che possa aiutare a raggiungere i livelli di Honda e Ducati.

Qui c'era qualcosa sull'elettronica studiata da Gadda che mi ha aiutato un po' nella fine della gara, per avere un passo costante, sono riuscito a sorpassare Miller... A Valencia non so cosa aspettarmi. Storicamente Yamaha portava la moto nuova nei test a Brno - ha ricordato Valentino Rossi -, ma è da due anni che non arriva niente, non so perchè, provate a chiederlo voi ai giapponesi.

C'è tanta amarezza per non riuscire a intravedere la luce in fondo al tunnel, ancor più per l'assenza di proposte da Iwata e nel vedere gli altri team evolversi di gara in gara. Ad Aragon la top-10 è arrivata sfruttando la sua esperienza pluriventennale, ma anche per un pizzico di buona sorte.

Considerando che sono caduti Lorenzo, Crutchlow e Bautista avremmo fatto fatica ad entrare nella top-10, questo è abbastanza preoccupante. Sono stato un po' veloce dell'anno scorso ma perchè ero infortunato, ma la moto è quella da un po' ed è preoccupante, invece gli altri hanno fatto un grande step, oggi anche Aprilia ci è arrivata davanti.

Nulla è cambiato in termini di feeling con le gomme da oltre un anno a questa parte, le alte temperature sono una variabile letale per le Yamaha e nelle quattro gare orientali potrebbe essere una costante di non poco conto. L'arrivo della piattaforma inerziale unificata nel 2019 non sarà la soluzione ai problemi e Iwata dovrà trovare le risposte indipendentemente e in tempi celeri, prima di ritrovarsi alla prossima stagione MotoGP ancora con l'acqua alla gola e le avversarie sempre e costantemente un passo avanti.

Le altre moto stressano meno la gomma dietro, quando aprono il gas i sistemi elettronici lavorano meglio, leggono che c'è più aderenza, la nostra moto continua a scivolare, le altre accelerano meglio. Questo è un commento di settembre dall'anno scorso, ed è sempre quello.

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