MotoGP: Marquez padrone di Aragon. Dovizioso da applausi, Valentino 8°

Marc Marquez vince la 14esima gara di MotoGP ad Aragon e mette una serie ipoteca sul titolo iridato. Ko di Jorge Lorenzo alla partenza, Rossi 8°.

Marc Marquez e Andrea Dovizioso Getty Images

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Davanti al pubblico di casa trionfa Marc Marquez che stavolta in modalità 'attack' non solo ha saputo gestire meglio la gomma, ma ha saputo sfruttare al massimo le caratteristiche tecniche del circuito che si abbinano armoniosamente al suo stile di guida e alla Honda RC213V. Sono 25 punti che pesano tanto in termini di corsa iridata e smorza un po' le ultime speranze degli uomini di Borgo Panigale.

Nulla da rimproverare ad Andrea Dovizioso, bravo a gestire il posteriore fino alla fine, lottando palmo a palmo con il leader della MotoGP. La Ducati Desmosedici riconferma di essere la MotoGP più competitiva della classe regina, non esistono più circuiti sfavorevoli, solo la sfortuna e gli errori possono frenare gli alfieri della Rossa. Gli zero punti di inizio campionato pesano come un macigno sulle spalle di Dovizioso, senza le quali assisteremmo ad una sfida epica per il titolo mondiale. Jorge Lorenzo cade subito dopo la partenza nel tentativo di chiudere la traiettoria a Marc Marquez, ma colleziona la seconda caduta consecutiva che fa dormire sonni più tranquilli a Valentino Rossi.

Il pesarese ha guadagnato posizioni nei primi giri, ma viaggiando sull'1'50" non è riuscito a dare l'assalto a Petrucci e Miller. Conquista qualche punticino prezioso nella lotta al terzo posto finale, ma la M1 ha fatto riemergere tutto il suo ritardo tecnico in accelerazione e grip al posteriore. Ottime le prestazioni delle Suzuki di Andrea Iannone e Alex Rins, con il pilota di Vasto che cerca di introdursi nella sfida per la vittoria, ma deve fare i conti con i seppur lievi limiti della sua GSX-RR.

MotoGP, Marc Marquez stacca il biglietto mondiale

Sotto un sole impavido nei cieli di Aragon e temperature dell'aria a 34°C prende il via la 14esima tappa del Mondiale di MotoGP, su un asfalto rovente che porta sotto stress le gomme. Si gioca tutto sull'usura del posteriore, con gran parte dei piloti che hanno adottato la mescola hard Michelin. Le emozioni iniziano subito dopo il semaforo verde con Jorge Lorenzo, partito dalla pole, resta vittima di un high-side che lo costringe al ritiro dopo pochi secondi. Per lui lussazione all'alluce del piede destro e qualche lieve contusione. Cadute anche per Alvaro Bautista al secondo giro e Cal Crutchlow al quarto.

Andrea Dovizioso guadagna subito la testa del gruppo, inseguito da Marc Marquez e dalle Suzuki di Andrea Iannone e Alex Rins, mentre nelle retrovie Valentino Rossi rosica qualche posizione e si mette a ridosso della top-10, pur impantanandosi dietro Petrucci e Miller. Il forlivese della Ducati con doppia hard intraprende le curve con uno stile di guida vellutato per preservare la gomma nel finale e viaggia tra l'1'48" alto e l'1'49" basso, seguito dal Cabroncito (soft-hard) a oltre quattro decimi. DesmoDovi stampa il 'fastest lap' in 1'48"3 al dodicesimo giro, ma non riesce a togliersi dagli scarichi il diretto avversario per il titolo MotoGP che, a dieci giri dal traguardo, riesce ad infilare la Rossa con disinvoltura e massimo controllo.

Il finale di gara si trasforma nel solito duetto elastico tra i due, con la Ducati che sfrutta la potenza in rettilineo e la Honda che cerca il tocco magico in staccata, mentre alle loro spalle resta in agguato Andrea Iannone. Marc Marquez riesce alla fine ad avere la meglio approfittando anche di qualche piccolo errore del Dovi, porta a casa 25 punti e mette una seria ipoteca sul titolo mondiale davanti al pubblico di casa. Sul podio anche Andrea Iannone autore di uno spettacolare finale di gara. Valentino Rossi deve accontentarsi dell'ottava piazza ma, viste le qualifiche di ieri, è quasi oro colato in termini personali.

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