NBA 2K19: Belinelli testimonial di gaming e carriera spettacolari

Non ci sono rivali per NBA 2K19 che con Marco Belinelli ha aperto il sipario su una nuova stagione di gioco e simulazione.

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I videogiocatori mettono da parte i soldi per un anno, vivono un'estate in attesa del trittico di nuovi titoli sportivi con la lotta Fifa-Pes, il football americano con Madden e il basket con NBA 2K. Noi ci soffermiamo sulla nuova edizione del gioco di basket NBA 2K19 che ha visto la luce sugli scaffali dei negozi nella scorsa settimana. Per celebrare l'arrivo del nuovo titolo, 2K ha organizzato un evento molto suggestivo ospitando il campione NBA Marco Belinelli e lanciando nel migliore dei modi un titolo che ormai gode della più completa egemonia all'interno dei giochi di basket.

La presenza anche di Rob Jones, senior producer di Visual Concept, ha illuminato alcune parti del gioco e soprattutto delle migliorie:

Siamo cresciuti a pari passo con la vendita delle nostre stesse copie. Da 400.000 a 10 milioni. Perché tutti tornano a giocare ad Nba 2K? Perché facciamo un’ottimo lavoro ispirandoci fedelmente alla realtà. Viviamo lo sport in modo molto passionale. Nel videogioco, infatti, il tutto è molto dettagliato. Solo chi segue l’NBA come fanno i ragazzi che collaborano assieme a me poi è in grado di produrre un videogioco del genere. Il nostro è un continuo migliorarsi, un cercare di arrivare dove nessuno è mai arrivato. E non si tratta solo di basket, ma di tutti gli sport. Forse l’unica pecca che potete trovare nel videogioco sono il numero di spettatori alle partite di G-League (ride), solitamente sono neanche tremila. Nel gioco sembrano il triplo.

Marco Belinelli è stata la guest star dell'evento e ha parlato un po' sia del suo rapporto col gaming in generale che della sua nuova avventura con i San Antonio Spurs che ha il sapore di dejavu. L'entusiasmo di Marco nel ritorno in Texas affonda le radici nella possibilità di giocare ancora al servizio di Gregg Popovich e provare a rivincere qualcosa con la maglia che gli ha dato il titolo qualche anno fa. Beli sarà ovviamente all'interno del gioco che, con l'anniversary edition ha in LeBron James il testimonial principe, mentre nella copertina della versione standard campeggia la figura di Giannis Antetokounmpo, scelto come volto di questa edizione dopo Kyrie Irving.

NBA: la modalità carriera parte dalla Cina

Abbiamo iniziato la nostra prova sul campo del gioco dalla modalità carriera e grazie all'applicazione scaricabile per cellulare è possibile, oltre che creare il proprio avatar con determinate caratteristiche tecniche, si può anche importare il proprio volto, infatti è possibile acquisirlo dall'applicazione che, scattando 14 foto, le applica al corpo del vostro "AI" tramite l'account e renderà ancor più fedele il personaggio nel viaggio verso l'MVP. Si parte con il video del draft dove AI non viene scelto, obbligandolo così alla prima esperienza di basket in Cina con un forzato esilio.

Presto arriva il ritorno negli Stati Uniti all'interno della G-League e da quel momento parte il crescendo della carriera che poi potrà magari sfociare in un avatar da 99 di media che potrà magari garantirvi i campionati mondiali di NBA 2K. Rispetto alla precedente versione ci sono più dialoghi e forse anche più momenti morti in cui è diventa tutto più storiografico e poco interattivo, ma la qualità delle immagini, del realismo e delle scelte che influiscono il vostro futuro sono sempre di ottimo livello e rimangono superiori sicuramente a longshot di Madden, in attesa di The journey di Fifa 19.

Gaming migliorato, sempre più vicino alla realtà

La novità più interessante nel gioco dal punto di vista arcade è la funzione impeto (o takeover nella versione americana) che enfatizza le qualità di un giocatore, infatti se segnerete due o tre tiri consecutivi con uno sharpshooter, la vostra striscia vi fara entrare "in the zone" e alzerà anche il livello di tutto il rendimento della squadra dandole una spinta ulteriore. Il nuovo caricatore di potenza e timing del tiro permette di avere sempre più sotto controllo le possibilità di realizzazione, anche se è più difficile cogliere esattamente il tempo perfetto del tiro, soprattutto quando si incomincia la modalità carriera e il giocatore è piuttosto scarso.

Ci sono un po' di riserve sulla modalità My GM che ha inserito alcune features che rallentano molto lo scorrere della giocabilità e appesantiscono un po' la simulazione. In molti che hanno recensito il gioco andando molto a fondo nella modalità GM lamentano una eccessiva lentezza nella progressione che rende questa parte il passo indietro più deciso (forse l'unico) di questo titolo. Come abbiamo detto per Madden, non ci sono reali antagonisti per l'egemonia di NBA 2K, perché con NBA Live il gap era talmente dilatato in partenza che è impossibile possa esserci un sorpasso in questa stagione. La modalità giocata è sempre più coinvolgente e regala a chi spende molte ore in campo, possibilità di gioco, trick plays e schemi praticamente infinita, così come la modalità carriera ha fatto un deciso passo in avanti diventando ancor più verosimile. Il gioco vale ogni euro che spenderete se siete fervidi appassionati di pallacanestro, in attesa di provare sino all'ultimo canestro le emozioni di una simulazione completa e spettacolare.

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