Champions League, l'uomo nascosto in barriera non basta a fermare Messi

Inutile il tentativo del PSV di limitare l'argentino, a segno con una spettacolare tripletta che lo rilancia tra i migliori al mondo e gli permette di centrare un curioso record nella competizione.

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Forse solo tra qualche anno, quando avranno appeso gli scarpini al chiodo, ci renderemo conto dell'effettiva grandezza di Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, i protagonisti dell'ultimo decennio calcistico e da sempre rivali per il titolo virtuale di "miglior calciatore al mondo": al di là dei trofei vinti, al di là del numero di gol segnati, addetti ai lavori e semplici appassionati potranno realizzare che la grandezza dei due è stata anche e soprattutto nella capacità di mantenersi così a lungo a così alti livelli.

Prendiamo ad esempio l'argentino del Barcellona: dopo aver concluso una stagione, la scorsa, in cui aveva conquistato la Liga e la Coppa del Re - con 45 gol in 54 partite, 34 in campionato che gli erano valse la 5^ Scarpa d'Oro, la seconda consecutiva - erano bastate un'anonima prestazione in Champions League contro la Roma e un deludente Mondiale per dar voce a chi sosteneva che ormai il campione di una volta non esistesse più, che avesse intrapreso l'inevitabile fase calante che prima o poi tocca a tutti, grandi e non.

Ebbene, Messi è ancora Messi, e la dimostrazione arriva all'esordio stagionale del Barca in Champions League, avversario il PSV Eindhoven che non sarà uno squadrone temibile ma è pur sempre squadra insidiosa, leader del movimento calcistico olandese e capace nella prima mezz'ora di impensierire i ben più rinomati avversari. Almeno fino a quando l'argentino non decide di colpire su calcio di punizione: ai Boeren non basta mettere un uomo nascosto alle spalle della barriera, un trucco che il tecnico ospite Van Bommel spiega a fine partita, inchinandosi di fronte alla classe del campione.

Champions League, l'uomo nascosto in barriera non basta a fermare Messi

Abbiamo messo un uomo inginocchiato dietro la barriera per impedirgli una soluzione e cercare di fermarlo, ma lui ha colpito lo stesso. È soltanto il mio parere, ma la mia opinione è che Messi sia davvero il migliore al mondo, la sua tecnica è la migliore al mondo.

Van Bommel aggiunge che il PSV forse non meritava il 4-0 con cui poi si è conclusa la gara e non ha tutti i torti. Fino al vantaggio firmato da Messi su punizione i suoi tengono benissimo il campo, quindi arrivano anche a sfiorare più volte il gol del pari. Un capolavoro di Dembélé porta il Barca sul 2-0 e ancora gli olandesi non mollano: lo faranno solo dopo essere stati colpiti ancora due volte dalla Pulce di Rosario, che adesso è il calciatore ad aver realizzato più triplette nella storia della Champions League.

Sono 8, infatti, le volte che Messi ha colpito tre volte nella stessa gara in una partita della massima competizione europea - PSV, Viktoria Plzen, Manchester City, Celtic, Apoel, Ajax, Arsenal e Leverkusen le vittime - una in più dell'eterno rivale Cristiano Ronaldo. 48 in totale, giusto per dare l'idea di un campione assoluto, che ha segnato un'epoca in una delle squadre più forti di sempre e che ad appena 31 anni ha ancora tanto da dare a un mondo, quello del calcio, che troppo spesso sembra essere troppo rapido nel dimenticare quanto fatto prima dai suoi più grandi protagonisti.

Lionel MessiGetty Images

Messi è stato escluso, dopo 11 anni in cui era arrivato 5 volte primo e 6 secondo, dal podio per il The Best FIFA Football Award, superato da Modric, Salah e Cristiano Ronaldo. Una decisione legittima alla luce dei passi falsi in Champions League e ai Mondiali - dove però è utile ricordare come la Pulce sia stato uno dei numerosi protagonisti mancati e non certo l'unico - ma che certo non giustifica la fretta con cui tanti si sono affrettati a certificare la fine prematura di uno dei più forti di sempre. Che contro il PSV ha dimostrato di essersi messo alle spalle un'estate da dimenticare e di essere pronto a inseguire nuove vittorie. A suon di gol, naturalmente.

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