MotoGP, Valentino Rossi dà l'addio al Mondiale: 3° posto obiettivo possibile

Con 70 punti di differenza da Marc Marquez e 6 GP al termine Valentino Rossi rinuncia al sogno mondiale. L'obiettivo è salvare almeno il 3° posto in classifica MotoGP.

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Sei gare alla fine della stagione MotoGP, 70 punti di differenza dal leader Marc Marquez, una Yamaha M1 in apnea dal punto di vista elettronico. Valentino Rossi ha smesso di credere nel titolo iridato già dopo la pausa estiva, quando i tanto attesi aggiornamenti previsti a Brno non sono arrivati, lasciando intendere che non sarebbe stato facile fare un ulteriore step a breve termine. La conferma è arrivata dai test privati di Misano e Aragon, dai risultati deludenti in Austria e a San Marino, dallo strapotere Honda e Ducati in grado di scavare il vuoto nella seconda parte di gara.

Da Iwata si cerca di correre ai ripari con la creazione di un test team focalizzato su Jonas Folger, il tedesco ex Tech3 che ha stupito con il podio al Sachsenring nella scorsa stagione. A lui il compito di scrollare buona parte del lavoro dalle spalle di Rossi e Vinales, con Franco Morbidelli che potrà contribuire nella raccolta dati avendo a disposizione, dal prossimo anno, una MotoGP molto simile a quella ufficiale. È già tempo di pensare al 2019 e dopo il GP di Misano il Dottore ha fatto intendere che parte del team è già al lavoro sul futuro, visto che da qui a Valencia sarà praticamente impossibile e in parte inutile insistere sulla ricerca di aggiornamenti per la moto attuale. Dal test di Valencia di metà novembre è plausibile attendersi un prototipo 2019 se non si vuole rischiare di perdere tempo e fare un tonfo nell'acqua anche durante il prossimo inverno.

Resta da difendere il terzo posto in classifica generale, perché se è vero che Marc Marquez è ormai imprendibile per chiunque, Andrea Dovizioso (+3) e Jorge Lorenzo sono ad una spanna (-21), potendo però contare su una moto molto competitiva su qualsiasi circuito. Altro obiettivo da inseguire è la disperata ricerca di una vittoria che ormai manca da 23 Gran Premi e mettere fine ad uno dei periodi più bui di casa Yamaha. Servirà una gara perfetta, un set-up ideale e una buona dose di fortuna. 

Valentino Rossi in YamahaGetty Images

MotoGP, Yamaha ha piena fiducia in Valentino Rossi

In attesa di poter mettere in pista il nuovo motore quattro cilindri in linea (difficile ipotizzare un cambio strutturale al V4) bisogna salvare il salvabile. Valentino Rossi è chiamato ad una prova di orgoglio non facile dopo il settimo posto davanti al pubblico di casa. Dal 2010 ad oggi sul circuito MotorLand di Aragon il pesarese ha ottenuto solo tre podi e mai una vittoria, lasciando prospettare un altro week-end in salita.

Non abbiamo bisogno di parlare delle possibilità della Coppa del Mondo. Ma dobbiamo continuare a concentrarci e dare il massimo. Perché, miracolosamente, sono ancora al terzo posto in classifica e onestamente non capisco come sia possibile... Mantenere il terzo posto potrebbe essere molto difficile, ma quantomeno abbiamo almeno un obiettivo. Siamo solo tre punti alle spalle di Dovi, che ha già vinto tre volte! E abbiamo più punti di Lorenzo e più punti di Maverick. Quindi abbiamo bisogno di ottenere risultati decenti se vogliamo mantenere quella posizione.

I tecnici giapponesi sembrano muoversi un po' come in una caccia alle streghe, alla ricerca di soluzioni a problemi ancora non precisamente messi a fuoco. A Misano la medesima moto, con identica impostazione di assetto e a pari condizioni climatiche, ha dato risultati differenti dal sabato alla domenica. Nessuno ancora sa dare una spiegazione e allora si procede per confutazioni. Il malessere da gara potrebbe derivare dalla gommatura dell'asfalto dopo la gara di Moto2, ma in tal caso resterebbe da capire perché è la Yamaha a pagare il prezzo maggiore. Se il presente resta oscuro, il futuro ha le idee più chiare.

La collaborazione tra la VR46 e la fabbrica giapponese diventa sempre più solida con il passare degli anni e non è un mistero che il team con base a Tavullia abbia in programma l'ascesa in MotoGP (forse dal 2021). Lin Jarvis, Managing Directori Yamaha, stende un tappeto rosso al progetto dicendosi disponibile a schierare sei moto in pista. Iwata ha firmato un contratto triennale a marzo 2016 come partner ufficiale e fornitore della squadra junior VR46 e insieme organizzano il Master Camp Yamaha VR46, giunto alla sesta edizione conclusasi pochi giorni fa.

Se ci verrà chiesto serviremo il team VR46 con due MotoGP, andremo avanti con il team SIC-Petronas e il nostro team ufficiale.

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