MMA: cosa è successo di bello durante l'evento UFC Fight Night Mosca?

La prima venuta di UFC in Russia si è conclusa con una card in chiaroscuro, con tante finalizzazioni e qualche momento un po' concitato.

Oleksiy Oliynyk sottomette Mark Hunt UFC official Twitter

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UFC chiude la sua prima storica serata in Russia, più precisamente a Mosca, marcando l'apparizione della più grande promotion di MMA in uno dei feudi europei per questo sport. In una terra in cui hanno da sempre proliferato card autoctone, Dana White e compagni portano un po' più di internazionalità rispetto alla concorrenza registrando il quinto afflusso di pubblico più grande della storia dell'Ultimate Fighting Championship. Ma, di concreto, cosa è successo a Mosca? Si è partiti subito con un'altra pesante sconfitta ai punti per l'infinalizzabile - se escludiamo la ghigliottina presa alla prima disfatta in carriera - Terrion Ware, che probabilmente saluta UFC pur avendo perso soltanto con nomi di rilievo come Cody Stamann, Sean O'Malley, Tom Duquesnoy e Merab Dvalishvili. Quest'ultimo, ieri sera, è lo ha annichilito a tal punto da portare i giudici a far registrare un unanime 30-25 ai cartellini.

Importante, senza dubbio, anche la prima discesa nei pesi medi dell'ex NCAA Jordan Johnson, che si sbarazza di Adam Yandiev con un arm-triangle choke agli inizi del secondo round. Tutto bello e tutto facile per il ventinovenne Big Swingin', che oltre ad avere un soprannome veramente pazzesco mette in mostra anche skills non indifferenti. Vince anche Mairbek Taisumov, che ha sconfitto Desmond Green per decisione unanime. Il prodigio della Tiger Muay Thai torna dunque ad imporre il proprio nome nelle MMA che contano, vincendo e convincendo al rientro dopo oltre un anno di assenza dalle scene. KO più bello della serata è stato senza dubbio quello dell'impronunciabile Magomed Ankalaev, che si sbarazza di Marcin Prachnio per KO al primo round chiudendo una splendida combinazione con un high kick a cui è seguito un breve ground and pound.

Gran bella guerra tra Petr Yan e Jin Soo Son, che beccano pure il bonus di Fight of the Night e 50mila dollari a testa, anzi no. Sono ben 100mila i dollaroni versati nelle casse del primo, vincitore dell'incontro, e questo a causa del peso mancato da parte del coreano. Pensate che sfiga: non solo sconfitto, ma pure beffato dal destino. La prossima volta, carissimo Jin, occhio alla bilancia. Poco da dire su Rustam Khabilov vs Kajan Johnson, con il padrone di casa che vince per decisione non unanime. Brutto, bruttissimo spot per le MMA nella finalizzazione di Khalid Murtazaliev su C.B. Dolloway, con quest'ultimo che non si rialza dopo una azione di ground and pound sulla quale Hearb Dean doveva necessariamente intervenire prima. Una roba veramente brutta da vedere, nonché l'ennesimo abbaglio di uno degli arbitri più discontinui dell'intero circuito.

MMA, UFC Mosca: la main card

A dispetto della posizione di rilievo rispetto ai match precedenti, Alexey Kunchenko vs Thiago Alves si è rivelato essere uno degli incontri più sottotono dell'intero evento. Non il più brutto, per carità, ma la vittoria per decisione unanime dell'ex campione pesi welter M-1 Global non ha brillato per dinamicità e spettacolarità. Palma di incontro peggiore della serata, nonché più inguardabile degli ultimi mesi, a Shamil Abdurakhimov vs Andrei Arlovski. Credeteci, lì - se non fosse stato per l'orario favorevole - abbiamo proprio rischiato di addormentarci. I due pesi massimi, la cui età complessiva toccava quota 76 primavere, sono riusciti ad annoiarci per ben 15 minuti. Alla fine dei giochi, però, a vincere è stato l'uomo dal cognome più impossibile, vale a dire Abdurakhimov.

Gran vittoria per il numero 4 dei ranking massimi-leggeri Jan Blachowicz, che dà il bentornato a Nikita Krylov finalizzandolo in casa propria con un triangolo di braccia. E pensare che, fuori da UFC, il buon Al Capone aveva anche racimolato 4 vittorie prima del limite. Provaci ancora Nik, con il polacco che - oltre ad avvicinarsi ad una title eliminator - sarà presente a ICF 4 del 29 settembre prossimo al Teatro Principe di Milano in qualità di ospite speciale. Poco da dire, infine, sul main event. Mark Hunt perde ancora, dimostrando di avere ormai poco da dire e da dare dopo anni di onorata carriera tra K-1, boxe ed arti marziali miste. Il quarantunenne Oleksiy Oliynyk, invece, bagna con una finalizzazione la sua centocinquantesima, cioè la sua sessantanovesima apparizione in un ottagono con una rear-naked choke che lo elegge ufficialmente al grado di gatekeeper della divisione.

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