Messi: "Non riguardo mai le mie partite. E devo ancora migliorare"

L'argentino si racconta in un'intervista a Catalunya Radio e rivela alcune curiosità: "Non mi piace rivedermi in azione, preferisco guardare altri giocatori".

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"Corri, c'è Messi in tv". Qualsiasi amante di calcio, ogni volta che accendendo la televisione si accorge della messa in onda di una partita del Barcellona o dell'Argentina, non può far altro che terminare il suo zapping e chiamare a raccolta gli amici con la sua stessa passione.

Messi d'altronde rappresenta la più bella espressione del calcio, insieme a Cristiano Ronaldo è l'uomo che ha segnato gli ultimi dieci anni di storia di questo sport e che certamente sarà ricordato per sempre come uno dei più forti di sempre, se non il più forte.

Questo desiderio di vedere in azione un fenomeno come lui, però, non riguarda la stessa Pulce, perché come rivelato in un'intervista rilasciata al giornalista Ricard Torquemada a Catalunya Radio, lui non ama rivedersi in televisione:

Io non riguardo mai le mie partite, non mi piace rivedermi in televisione. Preferisco guardare altro.

Il cruccio di Messi: "Devo migliorare sui rigori"

In compenso, però, Messi racconta di essere un vero e proprio malato di calcio, disposto a guardare (a parte le gare che lo coinvolgono direttamente) qualsiasi partita disponibile:

Mi piace tutto. Cerco di seguire tutte le gare della Liga, ma mi piace molto anche il campionato argentino e la Copa Libertadores. Anche se certe volte vengono trasmesse troppo tardi. Se studio i miei rivali? Non mi piace molto. In fondo già li conosco per averli visti in televisione o per averci giocato contro e non scendo in campo già con un'idea predeterminata di cosa fare: nel momento in cui tenti di mettere in atto qualcosa che hai studiato, questo non accade.

Calcio in televisione a parte, ovviamente il debole di Messi è sempre per quello giocato. E sotto questo punto di vita, l'argentino sente di dover ancora migliorare sotto alcuni aspetti:

Sono migliorato molto nella fase conclusiva, così come nelle punizioni e nell'uso del piede destro. Mi piacerebbe però essere più efficace nei rigori. È davvero molto difficile allenarsi in quell'ambito, perché calciarli in partita non è la stessa cosa che in allenamento. Puoi avere un piano d'azione o qualcosa del genere, ma è più difficile di quanto sembri. Se il portiere indovina l'angolo ha buone chance di parare. Mi piacerebbe diventare più forte dagli undici metri.

L'impossibilità di sostituire Xavi e Iniesta

L'argentino parla poi della sua evoluzione calcistica - "per forza di cose sono diverso rispetto a quanto avevo 17 anni" - e dello stile Barcellona

Siamo sempre il Barcellona, ma la verità è che avere un centrocampo con Busquets, Xavi e Iniesta ci permetteva di avere sempre il 90% di possesso palla. Oggi non esistono più giocatori come Xavi e Iniesta in tutto il mondo. Non voglio dire che quelli che abbiamo non siano buoni, anzi, sono fantastici. Ma Xavi e Iniesta erano unici. In ogni caso il nostro stile non è cambiato.

Perché anche se cambiano gli interpreti, finché ci sarà Messi il Barcellona avrà sempre un qualcosa in più. Leo non si riguarda, quindi non può saperlo. Ma quando c'è lui in campo è sempre tutta un'altra cosa.

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