Ecco CR1°: il primo gol di Cristiano Ronaldo con la Juventus è realtà

Tre giornate a secco, l'attesa che si faceva sempre più impaziente: ma contro il Sassuolo il portoghese si è sbloccato e promette di non fermarsi.

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L'ordinario che si fa straordinario, il consueto che diventa notizia. E il primo "Eu estou aqui" italiano, impossibile da dimenticare. Signore e signori, Cristiano Ronaldo ha segnato. Scordatevi le tre giornate di digiuno, cospargete di polvere estinguente ogni riflessione sul blocco del fuoriclasse: è il giorno di CR1°. Il primo gol in Serie A (sicuramente non il più bello della sua carriera), il primo sigillo con la maglia della Juventus, è realtà. Dopo settimane di arrovellamenti sul perché fosse ancora a secco, il cinque Pallone d'Oro ha risposto nel migliore dei modi possibili: segnando. Quello che gli riesce meglio, da sempre: semplicemente, la prima rete italiana contro il Sassuolo è anche la numero 659 della sua carriera (Nazionale compresa).

È il paradosso dei paradossi: come può far rumore un evento che si ripete in maniera così ossessiva? Un gol del portiere può sbalordire, al massimo quello di un difensore che se ne sta sempre rintanato nella propria area: che CR7 segni, non è forse la normalità? Eppure è proprio questo che rende storica la sua prima rete in bianconero: anche tre partite a bocca asciutta, per un extraterrestre come lui, sembrano un'infinità.

L'attesa ora è finita, i tifosi della Juventus e quelli del cannibale di Funchal possono esultare: Cristiano è tornato, anche se probabilmente non se n'era mai andato. Contro Chievo, Lazio e Parma, aveva fatto registrare il record dei tiri effettuati (17): a Roma lo chiamano ajetto, il misero oggetto di consolazione a cui aggrapparsi in tempi di magra. Siamo sicuri però che il diretto interessato, quest'ajetto, non l'abbia neanche voluto vedere da lontano: crogiolarsi in vuoti riempitivi non è proprio nello stile del lusitano. Metterla in porta, invece sì, è la sua priorità assoluta.

Juventus-Sassuolo: ecco il primo gol di Cristiano Ronaldo

Sporting, Manchester United, Real Madrid e ora Juventus: è con la quarta maglia della sua carriera, che Cristiano Ronaldo vuole sfondare il muro dei 600 gol a livello di club. La sua prima gioia torinese lo porta a quota 574 in 756 partite ufficiali. Carico di questo bagaglio straboccante, il numero 7 è atterrato sul nostro pianeta a forma di Stivale. E ha trattenuto il fiato, mentre prendeva le misure del suo nuovo habitat. Alla quarta giornata si è tolto il casco, ha aperto i polmoni e ha dato sfogo al suo tradizionale acuto di trionfo. Un suono che promette di diventare familiare per la Serie A e che è stato ripetuto solo pochi minuti dopo.

Tutto sommato, non è così lontano dal suo trend al Real Madrid

Delle prime settimane a digiuno, rimane solamente la parte buona per le statistiche. Quelle che ricollega il suo esordio italiano all'ultima Liga: anche lo scorso anno il portoghese impiegò quattro partite per trovare la rete, dopo le prime quattro giornate trascorse in tribuna per via della mano pesante del giudice sportivo. La stessa cosa gli era successa nel 2010/11, seconda stagione al Real Madrid: tre turni a secco, poi la rete liberatoria contro l'Espanyol. Per il resto, aveva preso una certa confidenza con lo sbloccarsi alla terza giornata: doppietta nel 2012/13, un gol nel 2013/14, addirittura 5 tutti insieme all'Elche nel 2015/16 e una rete nel 2016/17, giusto il tempo di rientrare dall'infortunio subito nella finale degli Europei.

Le sue partenze migliori: numeri da capogiro

Solamente - si fa per dire - in tre campionati, Cristiano Ronaldo era andato a segno già alla prima giornata. Nel 2009/10, all'inizio cioè della sua avventura blanca, si presentò al mondo madridista con 5 gol nelle prime quattro partite di Liga, oltre ad altri 4 centri nei primi due match di Champions League. Nel 2011/12 si "limitò" invece a firmare 4 gol nelle prime due giornate di campionato. La partenza più roboante rimane però quella del 2014/15, anno in cui il portoghese festeggerà il record personale di 61 reti stagionale: nelle prime 12 giornate infilò qualcosa come 20 gol. Il Real Madrid però fa parte del passato: la sua sfida, adesso, è mantenere il prestigio di quei numeri bestiali. E far sì che lo straordinario, con lui, torni a essere ordinario.

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