Simon Yates vince la Vuelta Espana 2018 e punta i Mondiali in Austria

L'ultima terribile tappa della Vuelta, con 6 GPM, non cambia le cose in classifica. Simon Yates tiene anche nella terza settimana e vince. Per i Mondiali di Innsbruck, segnali intermittenti da Nibali e Aru.

Simon Yates, dopo la delusione al Giro d'Italia, tiene anche nella terza settimana e vince la Vuelta Getty Images

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Di fronte all'ultimo e terribile ostacolo della tappa Escaldes-Engordany-Coll de la Gallina, Simon Yates ha risposto di nuovo presente, controllando la corsa come nelle giornate precedenti, riuscendo a gestirne ogni momento e a rispondere ad ogni attacco avversario. anche in questa penultima tappa, ha messo alla frusta la squadra, ma quando c'era da intervenire in prima persona la ha fatto, dimostrando una forma e una personalità da grande campione. Domani passerella sulle strade di Madrid.

La tappa richiamava alla mente quella del Tour de France di quest’anno Bagnères-de-Luchon-Saint-Lary-Soulan, di soli 65 chilometri con tre salite dure che il gruppo ha fatto a tutta. Questa tappa alla Vuelta Espana, con partenza da Andorra Escaldes e arrivo in vetta al Coll de la Gallina, è stata di 97 chilometri, con ben sei GPM da affrontare. Una tappa in cui non ci poteva essere un secondo per rifiatare.

E come per la tappa al Tour, anche in questa un gruppo folto di corridori è partito subito. Sedici corridori molto forti, tra cui Gorka Izagirre, Dario Cataldo, Rafal Majka, Michal Kiawtovski, Bauke Mollema e il nostro Vincenzo Nibali, che ha corso una Vuelta in preparazione dei Mondiali di Innsbruck, ma alla fine non ha dimostrato e in varie interviste espresso la consapevolezza che l’infortunio del Tour sia stato realmente superato.

La Movistar ci prova, ma Valverde frana e Simon Yates vince la maglia rossa alla Vuelta Espana 2018

Dopo la fuga pronti-via, sedici fuggitivi hanno raggiunto un vantaggio sempre gestibile dalla Mitchelton-Scott della maglia rossa Simon Yates, mentre i suoi grandi avversari Valverde, Kruijswijk e Miguel Angel Lopez restavano coperti per le ultime due salite, quelle più dure. Lopez ha provato ai -33km dall'arrivo ma lo stesso Simon Yates, insieme al gemello Adam hanno chiuso subito il buco. Ripresi tutti i fuggitivi, il colombiano poi riparte ai -20km, seguito anche da Quintana, che avrebbe dovuto fare da ponte per il capitano Valverde. Ma invece dello spagnolo si muove proprio la maglia rossa per chiudere sulla fuga, senza dare speranze agli avversari. Valverde frana sull'ultima ascesa e la tappa viene vinta da Enric Mas su Angel Lopez, secondi e terzi in classifica generale.

Simon Yates alla fine ha vinto una Vuelta dominata con il relax di chi era chiaramente più forte soprattutto in montagna e anche grazie ad una squadra che ha risposto sempre presente su ogni campo e in ogni momento di difficoltà del proprio capitano. Bellissima la sua vittoria sulla Les Praeres, che ha messo la ciliegina sulla torta rossa della corsa spagnola. Il grande dubbio su Simon Yates, ovvero quello per il quale ha dovuto dire addio alla vittoria della maglia rosa a maggio nel Giro d'Italia, la resistenza anche nella terza settimana, si è dissolto con una forma che invece è andata migliorando nel corso della Vuelta.

Gli avversari più pericolosi sono stati Valverde, che nella prima parte ha piazzato un paio di acuti interessanti, dimostrando ancora una volta che su alcuni terreni è davvero imbattibile, e Thibaut Pinot, entrato in forma nella terza settimana e anche lui sarà un avversario molto temibile per i Mondiali. 

I due grande delusi della Vuelta 2018 sono da una parte Nairo Quintana, il quale è da un paio di anni che tiene un livello alto, ma non ha più quei momenti eccelsi che lo hanno portato a vincere i grandi giri, e dall’altra Fabio Aru, arrivato in Spagna come chi doveva assolutamente rimettere a posto la stagione, se non la carriera, dopo la brutta figura al Giro, ma che in fondo ha fatto poco, ottenendo ancora meno.

Adesso tutti penseranno ai Mondiali di Innsbruck, per la prima volta dopo anni con grandi salite e un percorso durissimo, ottimo per scalatori puri. Il borsino azzurro ad oggi dice cose molte diverse. Dalla Vuelta escono alla grande quelli che dovrebbero essere gregari in Austria, come Cataldo e De Marchi, che hanno fatto una corsa davvero fantastica, in appoggio ai loro capitani, con De Marchi che ha vinto anche la tappa con arrivo a Luintra, mentre i due capitani designati, Nibali e Aru, hanno perso subito tanto e hanno avuto giorni di grande gamba,seguiti da altri giorni in cui non andavano. Per Innsbruck bisogna lavorare ancora tanto.

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