Serie B, il Lecce mette Chiricò fuori rosa. L'ag.: "Hanno ceduto alle minacce"

L'attaccante viene messo ufficialmente fuori rosa, l'agente dell'attaccante sbotta contro la società: "Sono sbalordito e disgustato".

Serie B, Lecce: Cosimo Chiricò messo fuori rosa Getty Images

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Aria pesante in casa Lecce. Nasce tutto dalla decisione della società di mettere fuori Cosimo Chiricò. Il motivo? "La società - recita il comunicato ufficiale - tutta ritiene opportuno, per preservare il clima di serenità e unità (anche tra gli stessi tifosi) che è stato determinante, nell’ultimo anno, per raggiungere gli obiettivi prefissati, di non rendere disponibile il calciatore Chiricò, nella speranza che questa situazione possa essere definita nel modo migliore. Pensare di affrontare l’intero campionato di serie B (definitivamente a 19 squadre e con ben 4 retrocessioni) in un clima di profonda divisione ridurrebbe drasticamente le possibilità di raggiungere il risultato sportivo, vanificando gli sforzi compiuti da tutte le componenti fino a questo momento”.

Bisogna però fare un passo indietro per capire interamente la vicenda. Chiricò è stato messo sotto contratto dal Lecce lo scorso 1° febbraio ma il suo arrivo non è stato accolto bene dai tifosi pugliesi che si ricordavano quanto successo nella stagione 2012/13, quando l'attaccante vestiva proprio i colori giallorossi. Dopo l'eliminazione del Lecce dai playoff di Serie C contro il Carpi, il giocatore non si presentò all'allenamento facendo infuriare la tifoseria. Successivamente ci sono stati altri episodi, come botta e risposta sui social, che hanno inasprito il rapporto. 

A nulla sono servite le scuse recenti di Chiricò che ora è stato messo fuori rosa. La reazione dell'agente del classe '91 è stata furente: "Sono sbalordito e disgustato. Dopo aver appreso che il presidente Saverio Sticchi Damiani e la sua famiglia sono stati oggetto di minacce per aver fatto giocare il mio assistito Chiricò nella partita Lecce-Salernitana, oggi ci viene riferito che il giocatore è fuori rosa per preservare il quieto vivere e l’incolumità dei componenti della società. Rammento che il giocatore è venuto a Lecce su espressa richiesta del presidente, che garantiva personalmente che non ci sarebbero stati problemi ambientali. E che il ds e l’allenatore erano strafelici di averlo in gruppo Questi sono atteggiamenti da codice penale, da condannare assolutamente, che non vanno assecondati".

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