MotoGP, Ducati rischia di perdere Casey Stoner: Honda tenta il colpo

Ducati rischia di perdere anche Casey Stoner dopo l'addio di Jorge Lorenzo. Il collaudatore australiano potrebbe ritirarsi a vita privata o ritornare in Honda.

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Dopo le titubanze nel mercato che hanno portato all'addio di Jorge Lorenzo, Ducati rischia di perdere un'altra pedina fondamentale del suo scacchiere. Il contratto 2+1 di Casey Stoner scade a fine anno e non sembra destinato ad essere rinnovato, tant'è che durante il World Ducati Week tenutosi a Misano meno di due mesi fa vertici dell'azienda e pilota non hanno aperto l'argomento. Nel febbraio scorso, subito dopo il primo test invernale MotoGP a Sepang, per proseguire lo sviluppo della GP18, è stato operato alla spalla: un vecchio problema causato da una caduta che aveva compromesso il corretto funzionamento della cuffia del rotatore, con la spalla che continuava a lussarsi e provocare dolore.

L'intervento perfettamente riuscito ha richiesto un lungo periodo di riabilitazione, dietro cui si è nascosta la mancata decisione della Casa di Borgo Panigale fino a questo momento. Pochi giorni fa l'australiano ha però svelato gli altarini: "La spalla non è un problema, mi sto allenando in motocross", segno di una chiara intenzione di volersi mantenere in forma per essere pronto ad un'eventuale chiamata in pista. Dai vertici Ducati nessun chiarimento al riguardo, la sensazione è che il rapporto di collaborazione sia giunto al capolinea, lasciando l'intero lavoro di sviluppo al tester Miche Pirro.

Dopo aver appeso il casco al chiodo alla fine del 2012, dopo due titoli MotoGP con la Desmosedici e la RC213V, Casey Stoner non è mai riuscito ad allontanarsi definitivamente dall'asfalto della pista, iniziando un nuovo ruolo di collaudatore con HRC, fino a quando la nuova direzione Ducati diretta da Gigi Dall'Igna non ha assestato il colpo vincente per riportare l'ex campione al suo primo nido d'amore. Un investimento importante che ha portato gradualmente i suoi frutti, fino a quello che oggi può considerarsi il prototipo MotoGP più completo e competitivo in griglia. Grazie anche al contributo di Jorge Lorenzo la Rossa è diventata un'ottima base accessibile a tutti, su cui basta apportare le necessarie e progressive modifiche per dettare il ritmo in classe regina.

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Come ogni passione anche questa sembra essere giunta alla sua conclusione. Casey non sembra per nulla intenzionato a proseguire la partnership con Ducati per incomprensioni con tecnici e vertici. 

Io sono tornato in Ducati per lavorare duro e aiutare la Rossa a vincere un altro titolo, non certo per essere un ragazzo da poster per l’azienda... Purtroppo sento di non poter dare più di quello che loro già hanno, visto che non utilizzano i dati e le indicazioni che ho dato loro... Ho suggerito da tempo dei cambiamenti che loro sembrano riluttanti a seguire. Se non usano i miei dati e i miei feedback non voglio rischiare facendo dei test, visto che per ottenere dei risultati devi avvicinarti al limite.

Nessuna parola è stata proferita fino a questo momento dai vertici di Borgo Panigale. Andrea Dovizioso, trascinato nell'argomento, ha preferito mantenere le distanze. Già compagno di Stoner ai tempi della Honda, conosce perfettamente il suo potenziale, ma preferisce come sempre dosare le parole. Del resto nel box emiliano cova un certo malumore tra DesmoDovi e una parte dell'azienda, che è meglio tenere diplomaticamente in archivio per non scatenare pericolosi incendi.

Non so tutto sui dettagli, ma quello che so è che ciò che abbiamo visto da Casey è sempre molto interessante... Dall’altra parte ogni pilota ha uno stile diverso e non significa che dobbiamo seguire una sola strada... Tutti vogliono vincere, tutti hanno idee diverse, quindi non conosco i dettagli di Casey, questo non è mia competenza, perché sono cose tra Casey e Ducati.

Intanto c'è chi sorvola intorno al momento di crisi e tenta l'affondo. Alberto Puig ha un ottimo rapporto con il tester oceanico: arrivato in Europa nel 2001 con il Movistar Junior Team, Casey ha lavorato proprio al fianco del manager spagnolo che allora ne era il direttore.

Ho passato molto tempo con lui e l'unica cosa che posso fare è mostrargli tutto il mio rispetto - ha confessato qualche mese fa -. Honda ha preso un'ottima decisione mettendolo in quella posizione e sono davvero felice per lui.

Il team manager HRC non nasconde il sogno di portare sotto un unico tetto Marquez, Lorenzo e Stoner, sarebbe una line-up di lusso difficile da scalfire per chiunque. L'ultima parola resta adesso a Casey: ritirarsi definitivamente a vita privata o cominciare una nuova avventura con la sua mai dimenticata RC213V? Ci sarebbe una terza via da poter seguire: il ruolo di ambasciatore nel mondo per Ducati sul modello di Max Biaggi con Aprilia. Ma il selvaggio Casey non sembra portato per questi ruoli di comodo.

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