Moto2, Stefano Manzi: "Sono pronto a perdonare Romano Fenati"

Stefano Manzi si dice pronto a perdonare Romano Fenati, ma respinge le accuse: "L'infilata e la bagarre non sono provocazioni". Sabrina Fenati annuncia azioni legali.

Stefano Manzi pilota Moto2 Getty Images

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A distanza di quattro giorni dal GP di Misano tiene ancora banco la vicenda tra Stefano Manzi e Romano Fenati, con il pilota del team Marinelli Snipers che si è visto chiudere le porte del Motomondiale in maniera definitiva. Come se non bastasse la Federazione Motociclistica Italia gli ha disposto la sospensione di ogni attività sportiva e federale con conseguente ritiro della tessera e della licenza velocità, fissando l'audizione per il 14 settembre. Inoltre Elisabetta Melotti, procuratore capo di Rimini, ha acquisito tutti gli atti, aprendo d’ufficio un’inchiesta per tentato omicidio o, fattispecie più leggera, per tentate lesioni gravi. 

Di ieri la notizia che il pilota di Ascoli Piceno è stato convocato per la prossima settimana a Mies, in Svizzera, quartier generale della Federazione Internazionale Motociclistica, per discutere la situazione con lui prima di intraprendere qualsiasi azione che possa ritenere appropriata. Il presidente Vito Ippolito ha premesso di non voler punire a priori Romano Fenati, ma di voler ascoltare la sua ricostruzione dei fatti prima di prendere la miglior decisione. Dopo giorni di aspre critiche nei suoi confronti inizia ad alzarsi qualche voce fuori dal coro che chiederebbe di dare una seconda possibilità al marchigiano dopo che avrà scontato la sua pena sportiva.

Sull'altro fronte Sabrina Fenati, madre e manager del giovane pilota, ha annunciato azioni legali contro quelle persone che hanno avanzato minacce di morte o offese nei confronti di Romano. Non intende giustificare il gesto di suo figlio, ma chiede che paghi le conseguenze nelle sedi competenti e non sui social o attraverso i mass media che, a suo dire, avrebbero allestito un'autentica gogna mediatica.

Da questa tempesta tireremo fuori qualcosa di buono. Abbiamo formato una grande squadra che volontariamente sta raccogliendo tutto ciò che di violento e minaccioso abbiamo ricevuto. Raccoglieremo tristemente tutto e denunceremo alle autorità competenti tutti coloro che hanno ferito e minacciato. Chiederemo il risarcimento dei danni subiti soprattutto morali oltre che di immagine. Il tutto sarà devoluto alle vittime del cyberbullismo!

Stefano manzi e Romano Fenati a MisanoGetty Images

Moto2, Stefano Manzi pronto a perdonare Romano Fenati

Nei momenti immediatamente dopo la gara di Moto2 Stefano Manzi aveva dichiarato che non avrebbe mai perdonato Romano Fenati per quella pinzata che ha messo a rischio la sua vita. Ora che gli animi si sono sbollentati il pilota della VR46 Academy si dice pronto a tendere la mano all'avversario, pur sottolineando che la condivisione del medesimo box sia impossibile.

Quando ha allungato il braccio ho avuto quel mezzo secondo di riflessione per dire 'forse qui sta succedendo qualcosa' - ha raccontato a Sport Mediaset -. Non voleva farlo con cattiveria, diciamo. Però é stato visto come un brutto gesto, ma forse da lui non è partito con questo intento qua. L'unica cosa che non sono d'accordo è quella della provocazione, perché l'infilata, la sportellata o la bagarre non sono fatte per provocare, non viene provocato in pista, non è provocare quello che ho fatto prima. Ho avuto paura? È stata solo una sbacchettata, se si complicavano le cose avrei avuto paura

Dal prossimo anno i due piloti, per ironia della sorte, avrebbero dovuto condividere lo stesso box nel team Forward Racing in sella alla MV Agusta. In seguito a questo episodio le loro strade si divideranno e forse in un futuro prossimo potranno ritrovarsi in pista, ma come alfieri di due squadre differenti. Si dice pronto a tendere una mano a Fenati, anche se una richiesta di scuse ancora non è arrivata.

Prima non c'era mai stato nulla tra noi, non c'erano mai stati contatti o litigi, quindi fino a prima di Misano era il nostro futuro (condividere il box, ndr). Sono pronto a perdonarlo, diamo tempo al tempo, facciamo sbollire un po' le cose e magari un giorno lo perdonerò. Non ho fatto causa, non mi sono abilitato per questa cosa, ma sono rimasto nel mio - ha concluso Stefano Manzi -. Non ho rilasciato interviste, questa è la prima, vorrei metterci una pietra sopra e andare avanti

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