Spagna, mai così "blanca": ben sei titolari sono del Real Madrid

Contro la Croazia Luis Enrique si è affidato al blocco delle merengues: "Non mi interessa il club di provenienza dei calciatori, qui conta solo la maglia delle Furie Rosse".

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Se le due reti all'Inghilterra erano state un indizio, la sestina inflitta alla Croazia vicecampione d'Europa è stata la prova. La Spagna sta tornando: dopo la doppietta Mondiali-Europei tra il 2010 e il 2012, le Furie Rosse hanno avviato un doloroso processo di ricambio generazionale, passato per un'eliminazione al primo turno nella Coppa del Mondo 2014 e lo stop agli ottavi di finale in Euro 2016 e in Russia 2018. E i primi passi compiuti sotto la guida di Luis Enrique rappresentano un deciso segnale al calcio mondiale.

Sul terreno di gioco di Elche, contro una Croazia che sta dimostrando di pagare gli addii alla nazionale di Subasic, Corluka e Mandzukic, il ct spagnolo si è affidato a due esordienti: Gayà e Ceballos hanno preso il posto di Alonso e Alcantara, mentre Marco Asensio è stato lanciato nel ruolo di Iago Aspas. Scelte che hanno pagato, attestate dal 6-0 sul tabellino. Merito dei centri di Saul, Asensio e dell'autorete del portiere Kalinic, ripresa Rodrigo, Sergio Ramos e Isco.

Oltre che per il punteggio finale, la serata di Elche sarà ricordata per una statistica indicativa: nell'undici di partenza proposto da Luis Enrique ben sei titolari erano calciatori del Real Madrid. Carvajal, Sergio Ramos, Nacho, Ceballos, Isco e Marco Asensio: punti di forza della casa blanca guidata da Lopetegui, pronti a conquistarsi un ruolo da protagonista con la Spagna. Una presenza così intensa delle merengues nelle Furie Rosse non si verificava dal 12 ottobre 2002, quando nella sfida contro l'Irlanda del Nord ad Albacete scesero in campo dal primo minuto Casillas, Helguera, Salgado, Raul Bravo, Guti e Raul. Un dato che per il ct non vale più di una semplice curiosità:

Sei madridisti nell'undici di partenza? Non mi interessa, sono tutti calciatori della nazionale spagnola. Non sono di una squadra o dell'altra. La base è del Real Madrid e mi sembra che sia andata bene.

Spagna, si riparte dal blocco Real Madrid: Asensio la nuova stella

Se la presenza di sei titolari del Real Madrid ha fatto notizia, a stupire è stato anche il numero di calciatori del Barcellona in campo dal primo minuto: uno solo. Sergio Busquets. Un'inversione di tendenza dettata dall'addio di Piqué alla nazionale, dal trasferimento di Iniesta in Giappone e dalla scelta di Luis Enrique di rinunciare a Jordi Alba. Nell'ultima mezz'ora di gioco, poi, con l'uscita di Busquets per Rodri la Spagna non ha avuto calciatori blaugrana in campo. Non succedeva dal 2006.

La notte di Elche è stata però soprattutto la notte di Marco Asensio. Il numero 20 del Real Madrid, nel quale tanti individuano il sostituto ideale di Cristiano Ronaldo, ha segnato, propiziato l'autorete di Kalinic e offerto gli assist per le reti di Rodrigo e Isco. Tracce di classe distribuite sul terreno del Martínez Valero, che dimostrano la graduale crescita di un talento che ha festeggiato il primo centro con le Furie Rosse:

Avevo grande voglia di vincere e segnare, è stata una bella ricompensa per il lavoro fatto. Ora voglio crescere e continuare a dimostrare di poter essere un calciatore importante per la Spagna e il Real Madrid.

Se i numeri non mentono, la stagione 2018/2019 è destinata ad essere quella di Marco Asencio. Titolare in 19 incontri nella stagione 2016/2017, conclusa con la rete nella finale di Champions League vinta a Cardiff contro la Juventus, in campo dal primo minuto in 28 partite nella scorsa annata, scelto nell'undici di partenza da Lopetegui nelle prime quattro partite ufficiali. Ora la sua classe è pronta a occupare i vuoti lasciati da Iniesta e David Silva nella Spagna e CR7 al Real: è arrivata l'ora della consacrazione.

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