Serie A, caso plusvalenze: la Procura chiede -15 per il Chievo Verona

Confermata la richiesta di penalità da applicare nella stagione 2018/2019. Chiesti anche 36 mesi di inibizione per il presidente dei clivensi, Luca Campedelli.

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Non ha pace la lunga estate del calcio italiano nei tribunali. In Serie A torna a tremare il Chievo Verona. Questa mattina la Procura Federale della Figc ha chiesto nel secondo processo davanti al Tribunale federale nazionale presieduto da Cesare Mastrocola una penalità di 15 punti da scontare nel corso della stagione 2018/2019 e 36 mesi di inibizione per il presidente dei clivensi, Luca Campedelli. Alla base della richiesta c'è la vicenda delle presunte plusvalenze fittizie che riguarda il club veneto e il Cesena.

La tesi esposta dalla Procura è la stessa del primo processo, annullato lo scorso 25 luglio per improcedibilità. La richiesta dell'epoca era che la penalizzazione fosse scontata con riferimento alla stagione 2017/2018, provvedimento che avrebbe provocato la retrocessione del Chievo in Serie B. Anche la richiesta di inibizione nei confronti del presidente Campedelli è rimasta inalterata.

L'accusa rivolta al Chievo Verona è di aver venduto e comprato calciatori per il settore giovanile dal Cesena, attribuendo ai cartellini degli stessi un valore molto più alto di quello reale. Per la stessa ragione il Tribunale aveva già condannato il Cesena con 15 punti di penalizzazione nella stagione in corso, provvedimento che la società romagnola non sconterà perché dichiarata fallita e costretta a ripartire dalla Serie D. 

Serie A, il Chievo Verona trema: rischio -15 dalla ProcuraGetty Images
Serie A, il Chievo Verona trema: rischia 15 punti di penalizzazione

Serie A, la Procura chiede 15 punti di penalizzazione per il Chievo: la difesa del club

Se applicata, la penalizzazione renderebbe molto complicati i piani di salvezza per la squadra allenata da Lorenzo D'Anna, oggi a quota un punto in classifica dopo tre turni di campionato. La posizione del club rispetto alla richiesta della Procura è stata espressa all'uscita dal Tribunale dal legale del Chievo, l'avvocato Marco De Luca:

Le contestazioni della Procura federale sono infondate. Per  i valori dei giocatori si fa riferimento a certi siti internet e valori che sono decisamente sbagliati per tutte le transazioni negli ultimi anni. I valori per ragazzi sotto i 15-16 anni sono valori soggettivi, non oggettivi.

In attesa della sentenza, il Chievo è stato nuovamente deferito per responsabilità diretta e oggettiva mentre per Samuele Mariotti e Guido Albini, dirigenti del Cesena, sono stati chiesti 16 mesi di inibizione. I risvolti del processo potrebbero però non essere esauriti: il club presieduto da Luca Campedelli ha infatti il chiesto l'improcedibilità del processo per un difetto di forma, legato all'assenza della firma del Procuratore Federale sul provvedimento che notifica il deferimento. Lo ha spiegato lo stesso De Luca:

Il deferimento non è firmato dal Procuratore federale. Oggi ci hanno detto che l'impedimento c'è perché era in ferie, il procuratore era al mare. Questo è un punto fondamentale sul quale avremo le nostre ragioni in questo processo, altrimenti in sede di appello. Il deferimento è firmato da aggiunti, che non sono titolati secondo il Codice di giustizia sportiva a firmare i deferimenti a meno che ci sia un caso di impedimento. 

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