Barcellona, il candidato alla presidenza: "Rischiamo la fine del Milan"

Si chiama Victor Font e sogna di diventare presidente del club blaugrana nel 2021. Con un obiettivo: "Cambiare rotta per non diventare il nuovo Milan".

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Uno come Victor Font è destinato a spaccare l'opinione pubblica. In questo caso, è quella del Barcellona a dividersi in due. Da una parte, quelli che condividono i suoi SOS, gli appelli a cambiare rotta finché si è in tempo. Dall'altra, chi lo considera un novello Lacoonte o una Cassandra. Le sue previsioni sul futuro del club, del resto, vogliono suonare volutamente estreme: se non riformiamo la gestione della società, scordatevi il Barça che vince tutto e incanta il mondo. Come quello dell'epopea Guardiola, ma anche dell'era Luis Enrique: modelli virtuosi che però, sostiene il candidato alla presidenza per le elezioni del 2021, potrebbero essere seguiti da tempi più cupi.

Fin dal momento in cui ha presentato la sua candidatura, lo scorso giugno, Font ha messo in guardia i soci cules: "Rischiamo di fare la fine del Milan". Un paragone che non farà certo piacere ai tifosi rossoneri, ma che rende bene l'idea dalle parti della capitale catalana: se l'ex club di Silvio Berlusconi è passato dalla gloria dei trionfi in Champions League al limbo della lotta per l'Europa minore, lo stesso potrebbe accadere al Barcellona.

È questo il quadro presentato da Font, che già nel 2010 aveva partecipato - insieme a Marc Ingla - alla corsa elettorale che portò invece all'investitura di Sandro Rosell. E che ora, a otto anni di distanza, ha deciso di riprovarci da solo: il cofondatore della multinazionale Delta Partners (specializzata nel campo della finanza aziendale e delle telecomunicazioni) sembra avere le idee chiare su come garantire un futuro ancora radioso agli azulgrana. Il suo slogan è appunto "Sí al futur" e il suo programma è simboleggiato da quattro imperativi: Competere, Decidere, Vincere ed Essere Unici.

Barcellona, Victor Font è il candidato alla presidenza per il 2021sialfutur.cat
Barcellona, la home page del sito che sostiene la candidatura di Victor Font alla presidenza del club

Barcellona, il candidato Font lancia l'allarme: "Rischiamo di diventare il nuovo Milan"

Le elezioni per la successione a Bartomeu sono ancora lontane. La formazione allenata da Ernesto Valverde, poi, è sempre ben salda ai vertici del calcio spagnolo e internazionale (flop Champions dello scorso anno a parte). Ma per Font, intervistato dal quotidiano iberico Marca, il tempo stringe e i risultati di oggi non possono bastare:

Da un punto di vista sportivo e a breve termine, le cose vanno molto bene. Se intendiamo perseverare nel modello attuale di proprietà del club, però, la nostra preoccupazione sarà per il Barça del 2025. Le soluzioni per generare introiti, oggi, ci rendono inquieti: in questo modo sarà difficile continuare a competere ad alto livello.

Per l'imprenditore nato nel 1972 a Granollers, a 30km dal capoluogo, il rinnovamento dovrà partire da un fondamento iniziale:

Il governo del club deve stare in mano a gente con esperienza e capacità. La gestione ha fatto sì che le persone più dotate, cresciute in casa, se ne andassero in altre parti del mondo. È per questo che, continuando così, rischiamo di diventare un altro Milan. È una possibilità concreta. Oggi il Barça non attrae i profili maggiori, anzi li allontana: ci sono molti barcelonistas che non vogliono lavorare con questa dirigenza.

Ecco, una delle priorità di Font sembra proprio essere quella di puntare su chi, in campo prima che dietro una scrivania, ha già reso grande i blaugrana:

Gli ex calciatori devono essere responsabili delle decisioni strategiche. Il calcio ha bisogno degli ex calciatori, ma non solo dei nomi: serve gente che sappia analizzare, comprendere e conoscere il modello di gioco che vogliano salvaguardare. Piqué? È un esempio di chi possiede grande talento, non solo in campo, e che coltiva altre preoccupazioni che dovrebbero essere incanalate per il bene del club. È uno mosso dalla passione per questa squadra.

"Il Barça deve fatturare molto di più"

Dalle figure che bisognerebbe coinvolgere alle idee per aumentare i ricavi, Victor Font dipinge un quadro abbastanza critico:

Negli ultimi dieci anni non abbiamo innovato. I club di calcio non sono stati gestiti in maniera professionale e altri attori, come le varie leghe, le Federazioni o le grandi multinazionali, si sono appropriate di gran parte del valore generato dalle società. Non vogliamo fatturare 600 o 700 milioni, ma molti di più. E dobbiamo eliminare gli intermediari.

Il candidato alle elezioni del 2021 entra nello specifico:

Faccio un esempio: la produzione di contenuti audiovisivi, da distribuire e monetizzare tra i nostri tifosi. Un altro esempio: il merchandising del brand Barça. A livello di distribuzione, se vendi una sciarpa in Brasile, ci sono sei livelli di intermediari prima di arrivare al consumatore finale. Invece abbiamo 400-500 milioni di appassionati nel mondo a cui vendere i prodotti in maniera diretta. Il futuro passa per loro, sono loro la nostra forza.

"Fedeli al modello Cruijff. La Masía? Non è malata, ma..." 

Nella sua intervista a Marca, Font torna poi ad affrontare un totem assoluto dello stile Barcellona: il modello di gioco impiantato negli anni Ottanta-Novanta da Johan Cruijff:

Non credo che sia stato abbandonato, ma spesso sono state prese decisioni incoerenti. Negli ultimi anni abbiamo avuto allenatori che non avevano un profilo da Barça e, ai piani alti della gestione sportiva, sono state scelte persone che non crede o non conosce questo modello.

Quando si parla della crisi del modello Cruijff, il pensiero corre diretto alla Masía. La cantera blaugrana sembra non coltivare più i talenti luminosi di un tempo:

Non credo che sia "malata", ma molti responsabili della formazione dei giovani calciatori se ne sono andati. Per far sì che la Masía sia fertile, devi prendertene cura per davvero, non solo a parole. In che modo? Scegliendo persone che conoscano il modello Cruijff, dalla prima squadra fino all'ultimo livello giovanile.

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