UFC, Inside the Cage: che succede fra Tyron Woodley e Dana White?

Cosa succede fra Dana White e Tyron Woodley, attuale campione dei pesi welter UFC? Incomprensioni? Antipatie? Incompatibilità? Woodley ha dato saggio del suo valore sabato notte e la sua prestazione è stata a senso unico.

UFC, Dana White consegna la cintura a Tyron Woodley ufc.com

9 condivisioni 0 commenti

di

Share

La notte precedente al dominio quasi imbarazzante da parte del campione dei pesi welter Tyron Woodley su Darren Till a UFC 228, BT Sport aveva chiesto a Dana White perché Woodley non era percepito come la star che invece avrebbe dovuto essere. Con la solita eleganza, White dichiarò che Woodley è un campione di bell'aspetto, con un fisico perfetto e potenza da KO in entrambe le mani.

Ma. C'è sempre un ma, quando a Dana White non va a genio qualcuno o qualcosa. Ma ogni volta che Tyron Woodley apre bocca, è come se si gettasse la zappa sui piedi. È antipatico ai fan, mentre Till è l'esatto opposto. White non le aveva certo mandate a dire. Aveva anche dichiarato che dei texani negli Stati Uniti che fischiano il campione di casa erano già una spiegazione sufficiente.

Vincente, perdente, o con pareggi alle spalle, questo sarà sempre ciò che il pubblico penserà di Woodley. L'ultima dichiarazione suona come la critica definitiva di un addetto ai lavori, il più importante, che preferirebbe vedere qualche altro atleta con la cintura alla vita. Non è certo la prima volta che White esprime delusione per un motivo o per l'altro verso un campione regnante in UFC.

UFC, che succede fra White e Woodley?

Ma Tyron Woodley è stato più volte bersaglio di White. Con tutta probabilità non per il colore della sua pelle, come più volte affermato da Woodley stesso, ma per una malsana antipatia che pubblico e presidente UFC hanno provato verso di lui. C'è stato un tempo in cui White lo ha definito un "pallonaro" per aver chiesto un match contro Nate Diaz, nonostante molte fonti avevano confermato che UFC avesse testato il terreno. Ha anche dichiarato che nessuno voleva pagare per vedere combattere Woodley, cosa vera in parte, visti i numeri di PPV venduti nelle card in cui era presente il campione dei pesi welter. Tutte frasi comunque provenienti da un uomo che è pagato per promuovere i campioni di categoria, i campioni della promotion per cui lavora. 
Per una notte però Woodley ha completamente annichilito tutte le critiche che gli erano state rivolte. Woodley ha messo a segno la sua prestazione più dominante dal match contro Robbie Lawler. L'annientamento di Darren Till è durato meno di 10 minuti. 74 colpi a 1, un dominio palese. E White, per quanto critico, non può far finta di non aver visto nulla. In nove vittorie nell'ottagono, sei sono arrivate per finalizzazione. Significa che il 66% delle sue vittorie sono arrivate prima del limite. Un dato inoppugnabile. Ha messo a segno knockdown in ogni singolo match titolato in UFC nel quale ha combattuto. Forse è ora di ammettere che tutte le preoccupazioni e le reazioni negative che precedono i suoi incontri siano un tantino esagerate. L'eccellenza non può certo essere ignorata.

Il regno di Woodley ha superato persino quello di Matt Hughes, già Hall of Famer UFC. Con quattro difese titolate all'attivo, è il regno più lungo fra i campioni attuali. Praticamente, parlando di numeri, Woodley rimane solo dietro Georges St-Pierre, il miglior welter di sempre. Forse è ora che UFC concentri la promozione dei propri match anche e soprattutto su di lui, un campione che tiene il proprio show settimanale anche su TMZ Sports e che è apparso in ben nove film dal 2015 ad oggi, oltre che nel nuovo singolo di Wiz Khalifa. Nonostante i numerosi dati a supporto, ancora UFC stenta a promuovere il campione più in evidenza. Con l'ultima vittoria però Woodley si è assicurato il match contro il suo acerrimo rivale Colby Covington, un fighter tanto talentuoso quanto controverso, che ha già passato il segno con dei commenti omofobi e xenofobi. Ma nonostante le numerose opposizioni ai classici ideali sportivi, Covington non è stato punito, ma premiato con un viaggio alla Casa Bianca. Assurdo, no?

Non sarà razzista, ma è quantomeno curioso il fatto che quando White vede Covington veda un assegno a sei zeri, mentre quando vede Woodley veda un problema. Sabato però ha vinto il professionismo. Hanno vinto i valori classici. Hanno vinto la voglia e le capacità di un campione che ha mostrato al mondo la categoria a cui appartiene: quella dell'eccellenza.
Sabato ha vinto Tyron Woodley.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.