Nations League: probabili formazioni Spagna-Croazia e dove vederla in TV

Con la sfida di Elche si chiude questo primo turno di Nations League. Luis Enrique con la Spagna deve continuare nella sua opera di riammodernamento, mentre Dalic deve riproporre la Croazia dei Mondiali.

Saul Niguez ha sostituito Iniesta con compiti totalmente differenti Getty Images

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La partita più intrigante di questo primo turno di Nations League, per tasso tecnico delle due squadre e anche per il momento storico che stanno vivendo, è senza dubbio Spagna-Croazia, in scena ad Elche (diretta TV dalle ore 20.45 su Canale 5 e in streaming su Mediaset Play). Le due squadre vengono fuori dai Mondiali di Russia in maniera completamente differente. La Spagna è entrata in un frullatore nel momento in cui il Real Madrid ha annunciato Lopetegui e la Federazione lo ha allontanato, dando la squadra a Hierro. Ha perso certezze e non è riuscita a fare il passaggio di consegne generazionale durante il torneo che forse il tecnico neo-madridista voleva impostare.

La Croazia invece è la squadra dei Mondiali, anche più della Francia campione che ha vinto grazie ad una serie di campioni fortissimi, con Deschamps molto bravo nel non inventarsi niente di strano, ma semplicemente farli giocare come meglio potevano esprimersi. La Croazia di Zlatko Dalic invece ha pensato calcio anche oltre i propri limiti, lottando con tutto quello che i calciatori avevano per superare scogli sempre più difficili. Tutti si sono messi in gioco e hanno creato un’alchimia di squadra centrale nel cammino glorioso di questa estate.

Adesso arrivano allo scontro però con strade davanti molto diverse davanti a loro. Luis Enrique è un ribelle della panchina, ovvero un personaggio che non sa scegliere il grigio, o bianco o nero e chi non è con lui non può restare nella rosa della Roja. Un esempio è Jordi Alba, con il quale ha avuto dissidi negli anni di Barcellona e subito è stato lasciato a casa per queste prime due partite da ct. In questo senso la Spagna dovrà cambiare pelle, perché è l’allenatore stesso a volere una squadra che non si guardi troppo allo specchio e imiti troppo se stessa. La Croazia deve invece mantenere lo standing a cui è assurta. Farlo con gli stessi calciatori è possibile, ma se ti iniziano a mancare alcuni di quelli che stavano per fare l’impresa, come Mandzukic che ha detto addio alla nazionale, tutto diventa più difficile. Ecco quello che potremmo aspettarci da questa grande sfida.

Nations League: la Spagna per un nuovo corso, la Croazia per ripartire dai Mondiali

La Spagna contro l’Inghilterra ha subito avuto momenti molto diversi rispetto a quello a cui eravamo abituati. Possesso palla mai cadenzato e mai per un lungo periodo di tempo sotto ritmo, accelerazioni costanti e centrocampisti bravi nell’inserirsi negli spazi, senza aspettare sempre la palla sui piedi. Il calciatore che sintetizza la piccola rivoluzione spagnola è Saul Niguez dell’Atletico Madrid. Gioca concettualmente al posto di Iniesta ma interpreta il ruolo in maniera totalmente diversa. Poche volte tocca palla in orizzontale, corre con la palla al piede e soprattutto entra negli spazi per farsi servire in verticale.

Insieme a Saul, anche altri giocatori sono molto diversi dai pari ruolo spagnoli delle squadre precedenti. Sulla fascia sinistra ad esempio, Marcos Alonso gioca in modo molto differente rispetto a Jordi alba, tende molto di più ad entrare in mezzo al campo e a fare anche regia, soprattutto se lo stesso Saul si sgancia in fascia e apre lo spazio.

Come centrali di difesa hanno giocato il capitano Sergio Ramos e invece di Inigo Martinez, molto più simile a Piqué, è stato scelto Nacho, un difensore bravo non tanto nell’impostare la manovra ma nel recupero sui contrattacchi avversari. Per Luis Enrique i due che devono iniziare il gioco devono essere i due metodisti, Sergio Busquets e Thiago, con l’utilizzo appunto di Marcos Alonso in caso di spazi intasati per le visioni dei due centrocampisti.

In attacco poi un tentativo di richiamare una vecchia idea di Del Bosque, con un nove leggero più che falso, come Iago Aspas e una mezzapunta che gli gira intorno senza fermarsi mai, come Rodrigo. Richiama alla mente l’accoppiata David Villa-Cecs Fabregas, che tanto ha dato alla nazionale spagnola negli anni addietro.

Se la Spagna riparte da nuove logiche, la Croazia dovrebbe non toccare niente, se solo tutto restasse come prima. A restare intoccabile è sicuramente il centrocampo, con Modric, Rakitic e Brozovic a scambiarsi posizioni e far impazzire gli avversari grazie alla loro tecnica e visione di gioco sopraffina.

Davanti a loro sulla sinistra non può che giocare Perisic, sulla destra potrebbe giocare bene come in Russia Rebic, ma è al centro che Mandzukic non può più essere schierato, avendo dato l’addio alla nazionale. In questo senso, la scelta di Livaja, come in amichevole contro il Portogallo, vuol dire avere una punta molto meno fisica, ma capace come lo juventino di fare più cose contemporaneamente. Un’idea interessante potrebbe essere proporre Rebic centrale, come in alcune partite con la Fiorentina, e Pjaca a destra, per sfruttare la sua imprevedibilità. Per il resto, al netto del portiere Subasic che ha dato anch’egli l’addio alla maglia croata, tutto dovrebbe restare come in Russia.

Per chiudere questo bellissimo primo turno di Nations League, ci aspetta forse la ciliegina sulla torta di un torneo che sta prendendo forma e che sta iniziando ad appassionare i tifosi. Spagna-Croazia può essere il degno arrivederci al periodo delle nazionali, per rituffarci a capofitto nel calcio dei club, che ci proporrà a partire dalla settimana prossima il primo turno di Champions League.

Probabili formazioni Spagna-Croazia

Spagna (4-3-3): De Gea; Carvajal, Ramos, Inigo Martinez, Marcos Alonso; Saul, Busquets, Thiago Alcantara; Asensio, Iago Aspas, Isco

Croazia (4-3-2-1): Kalinic; Vrsaljko, Lovren, Vida, Pivaric; Modric, Rakitic, Brozovic; Rebic, Perisic; Livaja

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