MotoGP, Ducati alla svolta storica. Marc Marquez resta l'incubo

La vittoria di Andrea Dovizioso a Misano è fortemente simbolica per Ducati. La Desmosedici ha raggiunto un'evoluzione superiore alla Honda, ma non basta a detronizzare Marquez.

56 condivisioni 0 commenti

di

Share

Ducati non vinceva a Misano dal 2007, dai tempi d'oro di Casey Stoner. Un trionfo che ha un forte potere simbolico perché il tracciato sanmarinese, con i suoi frequenti cambi di direzione che richiedono una certa agilità in curva, non è mai stato favorevole alle Rosse. Dalla pausa estiva in poi Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo si sono divisi tutte le vittorie del Mondiale MotoGP, peccato che a Silverstone la gara sia stata annullata dopo la doppia pole del sabato. I tecnici di Borgo Panigale meritano la medaglia d'oro per la velocità dello sviluppo e la capacità di evolversi in tempi più celeri degli avversari, realizzando differenti evoluzioni di telai dai test invernali ad oggi.

Stabilità, frenata e accelerazione sono i punti forti della Desmosedici, in questi settori neppure la Honda ufficiale può osare così tanto. Merito innanzitutto di un grande investimento e lavoro sulla centralina elettronica, con l'introduzione nello staff di ingegneri della Magneti Marelli. Ma anche di un certosino lavoro intrapreso con l'arrivo di Gigi Dall'Igna nel 2013, che ha saputo fare leva sull'innovazione aerodinamica, ergendo la casa di Borgo Panigale ad avanguardia di questa aerea tecnica, prima con le winglets (in breve vietate dal regolamento su pressione HRC), poi con le carene alate. Ogni anno la Rossa era uno step avanti rispetto al passato, tanto da poter lottare per il titolo mondiale nella scorsa stagione fino all'ultima gara e a diventare l'unica anti-Marquez nel 2018. Resta qualche rammarico per la caduta involontaria a Jerez e gli errori di Le Mans e in Catalunya, altrimenti oggi staremmo qui a parlare di un Dovizioso in testa al campionato.

È pur vero che nella prima parte del Motomondiale la GP18 montava un telaio troppo flessibile con l'obiettivo di migliorare la percorrenza in curva, apportando di riflesso una tendenza all'impennata sui rettilinei che non poteva essere facilmente risolta con l'aerodinamica, in quanto le nuove carene tendevano a chiudere le traiettorie in curva. Dal GP di Assen Ducati ha introdotto una piccola fodera in carbonio sul telaio per aumentarne la rigidezza e dare maggiore confidenza ai piloti in moto. Piccoli particolari visibili cui vanno sommati altri aggiornamenti che restano un segreto di scuderia, ma il dato certo è che adesso sembra la moto più competitiva della MotoGP.

MotoGP, Ducati scrive un nuovo capitolo di storia

Nel box emiliano nessuno vuole ammetterlo, ma la Desmosedici sta per diventare la moto da battere. A Marc Marquez il merito di non aver commesso errori, salvo che in Argentina, riuscendo a contare su una RC213V più che affidabile. Ma la Rossa è in grado di portare alla vittoria entrambi i piloti, dettaglio non da poco che in casa Honda stanno tenendo in grande considerazione. Da qui l'ingaggio di Jorge Lorenzo, al fine di diversificare e migliorare lo sviluppo del prototipo, e si vocifera di un tentativo di riportare Casey Stoner nella scuderia dell'ala Dorata, non solo per contribuire all'evoluzione, ma magari sottrarre qualche segreto alla Ducati.

Durante i test di Misano e Aragon la Rossa non ha beneficiato di un componente specifico né di grandi aggiornamenti, ma sono state due tappe importanti per equilibrare l'intero pacchetto e focalizzare l'attenzione su quei dettagli che possono fare la differenza migliorando il feeling con le gomme. Resta il piccolo neo del sottosterzo, ma con una Desmosedici che vanta la migliore accelerazione diventa difficile migliorare in certe aree senza perdere qualcosa in altre.

Se hai una buona base, è difficile fare un grande salto - ha spiegato Andrea Dovizioso -. Ma puoi procedere passo dopo passo, lavorando su ogni dettaglio. Se riesci a migliorare alcuni dettagli, questo fa molta differenza alla fine della gara. Questo è quello che è successo. I pneumatici e l'elettronica hanno le loro caratteristiche. Il pilota deve adattarsi a questo. Le gomme funzionano diversamente ora, l'anno scorso le abbiamo usati in un modo diverso. Ci sono sempre piccoli cambiamenti in atto. Se riesci a mettere tutto insieme, questo fa la differenza. Quindi non si tratta di un componente specifico, come ha detto Jorge al Mugello. Il lavoro di tutti in ogni area ci ha fatto lottare per la vittoria.

L'amministratore delegato Claudio Domenicali è consapevole di essere arrivato ad un punto importante nella storia dell'azienda. Mettersi alle spalle la Honda sul tracciato di Misano, dal primo all'ultimo giro, significa tanto dal punto di vista tecnico e del morale.

Non posso dire che è la migliore in griglia, ma sicuramente è la migliore Ducati mai vista... È un grande orgoglio perché dopo tanto lavoro raccogliamo grandi risultati e questo ricompensa i tuoi sforzi. Anche per i tifosi che erano lì durante i momenti difficili... Ducati è una buona squadra, che sta lavorando bene sul mercato e in pista, che è un incoraggiamento per tutti, anche per le altre aziende italiane a lavorare bene. Qualcosa di complicato non si risolve in pochi mesi, ma in anni, lavorando in silenzio e senza polemiche.

Probabilmente è troppo tardi per rubare la corona al leader di Cervera, almeno in questa stagione MotoGP, e nel 2019 non gioverà dover fare a meno di Jorge Lorenzo che lascia la Rossa nel suo momento migliore. L'anno scorso a questo punto del campionato Marquez e Dovizioso erano a pari punti (199) in testa alla classifica alla classifica, una situazione molto diversa da quella attuale. La filosofia di Ducati resta la medesima e consiste nel cercare e implementare costantemente nuovi elementi per migliorare le prestazioni della sua moto, basta vedere lo stato di salute della Yamaha per capire come non sia scontato. Ancora una volta non sarà sufficiente per detronizzare El Cabroncito che resta l'incubo di Borgo Panigale. Ma un passo avanti potrebbe essere il titolo costruttori che sarebbe sicuramente un'iniezione di fiducia per il futuro prossimo.

È il nostro peggior incubo [Marquez]. Si merita dov’è e per noi è un peccato aver perso i punti a inizio stagione - ha ammesso Paolo Ciabatto -. Ma ormai è fatta e dobbiamo guardare avanti.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.