Bari, è tornato Franco Brienza: il numero 10 scende in Serie D

Il fantasista scende per la prima volta tra i Dilettanti dopo una carriera spesa tra A e B: "I tifosi mi hanno scritto ogni giorno. Ripartiamo dalla polvere per tornare in paradiso".

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"Tu vedi nero io vedo Bali" cantano Elodie, Michele Bravi e Guè Pequeno. Prendete la parola "Bali" e sostituitela con "Bari". Otterrete la colonna sonora dell'estate 2018 di Franco Brienza. Il fantasista nato a Ischia e cresciuto a Cantù nel 1979 ha fatto una scelta di cuore, accettando per la prima volta di scendere in Serie D e accettando l'offerta della SSC Bari. Contratto annuale e futuro da dirigente, per ricominciare a scrivere la storia dopo l'addio alla B per ragioni economiche in estate e la ripartenza sotto la guida di Aurelio De Laurentiis.

Troppo profonda la ferita del 3 giugno, quando l'ex Fc Bari 1908 aveva salutato i playoff di Serie B con un pareggio che sapeva di eliminazione sul campo del Cittadella nei preliminari e Brienza lasciava il campo da espulso, complice un calcione a palla lontana rifilato al veneto Schenetti. Cartellino rosso, diverbio con la panchina avversaria e una domanda sul futuro: che ne sarà.

L'estate della Fc Bari 1908 ha preso la peggiore via immaginabile per piazza e tifosi: mancata iscrizione al campionato di Serie B, le chiavi della squadra affidate al sindaco Antonio Decaro e il passaggio di consegne nelle mani di Aurelio De Laurentiis. Che per la sua SSC Bari ha scelto nomi che poco hanno a che fare con il dilettantismo: Valerio Di Cesare, Francesco Bolzoni, Roberto Floriano e appunto Franco Brienza. Giusto per citarne alcuni.

Bari, la scelta di vita di Brienza: "Ripartiamo dalla polvere per tornare in paradiso"

Come l'araba fenice. Il Bari vuole rinascere dalle sue ceneri, con la fascia di capitano sul braccio del suo numero 10 Franco Brienza. Il simbolo richiesto a gran voce dalla piazza, che ha scelto di affrontare la sua second life in biancorosso cancellando con un colpo di spugna le 625 presenze e le 101 reti accumulate tra i professionisti, con ben 12 stagioni da protagonista in Serie A con Palermo, Siena, Atalanta, Cesena e Bologna. A Bari il 39enne è arrivato con un messaggio chiaro, espresso ai microfoni di Radio Selene:

Ora vogliamo ripartire dopo il caos che è successo, è stata un'estate traumatica: nessuno se l'aspettava. Ripartiamo dalla polvere per tornare in Paradiso. Con che spirito arrivo? Quello di sempre. Bari non merita questa categoria.

Qualcuno ha paragonato la scelta di Brienza a quella compiuta da Del Piero, Buffon, Nedved e Trezeguet nel 2006, quando la Juventus fu spedita in Serie B dopo i fatti di Calciopoli. Paragone ardito per gli anni di militanza a Bari (due stagioni con 60 presenze e 9 reti), ma che calza per il legame con la tifoseria. Determinante nella trattativa:

I tifosi mi hanno sempre scritto e sostenuto anche quando ero in vacanza. Questo ha inciso nella mia scelta, sono stati importanti perché giocherò in un campionato che non conosco e nel quale non ho mai giocato. 

Franco Brienza al suo arrivo a Bari lunedì 10 settembreTwitter
Franco Brienza al suo arrivo in hotel a Bari lunedì 10 settembre

Il presente di Brienza si chiama Bari, il futuro anche. Con un ruolo nella dirigenza pronto per lui. Prima, però, avrà il compito di guidare i pugliesi nella risalita dalla Serie D, dove la formazione allenata da Giovanni Cornacchini sarà impegnata nel girone I. A partire da Messina, sede dell'esordio in campionato domenica prossima. Il numero 10 non ci sarà, complici tre turni di squalifica da scontare, e la fascia da capitano terminerà sul braccio di un compagno. Prima, però, ci sarà un'altra partita da giocare: quella per il ripescaggio in Serie C, speranza ancora viva in attesa che il Collegio di Garanzia del Coni si pronunci sul format della B.

Tutti aspetteranno il Bari per la partita della vita. L'eventuale ripescaggio in C? Attendiamo speranzosi più che fiduciosi.

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