Premier League, Kompany: "Ho scoperto Robertson a Football Manager"

Il difensore del Liverpool è diventato capitano della Nazionale scozzese. Il centrale belga del Manchester City rivela: "Gioco spesso a FM ed ero consapevole del suo valore".

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In principio fu il celebre motto "l'ho inventato io", coniato da Pippo Baudo. Dagli schermi televisivi al rettangolo di gioco, però, gli aneddoti sulla scoperta dei talenti mantengono intatto il proprio fascino. L'ennesima conferma arriva dall'Inghilterra: Vincent Kompany, difensore belga alla sua undicesima stagione da pilastro del Manchester City, ha rivelato pubblicamente la sua stima per il collega del Liverpool Andrew Robertson. Un apprezzamento tecnico nato ancor prima di sfidare lo scozzese in campo.

Quando Robertson non era ancora una realtà della Premier League, infatti, Kompany già conosceva le qualità del laterale mancino, passato dagli sfoghi postati su Twitter nel 2012, quando a 18 anni il giovane Andrew era alla ricerca di un lavoro, alla finale di Champions League giocata con la maglia del Liverpool contro il Real Madrid lo scorso 26 maggio a Kiev. Galeotto fu Football Manager, il noto videogame di simulazione manageriale calcistica.

L'aneddoto è stato rivelato dopo la partita Scozia-Belgio, giocata all'Hampden Park di Glasgow venerdì 7 settembre e vinta per 4-0 dai Diavoli Rossi con i centri di Lukaku, Hazard e Batshuayi, autore di una doppietta. Nell'occasione Robertson ha indossato la fascia di capitano della Scozia, scambiando il gagliardetto della propria nazionale con Kompany, arrivato a quota 83 presenze con la selezione belga. Il difensore 32enne di origini congolesi ha raccontato la genesi della stima per il collega del Liverpool:

Lo conoscevo da quando giocava in Scozia e non ancora approdato all'Hull City. Io gioco spesso a Football Manager ed ero consapevole del valore di Robertson. I terzini mancini bravi non sono facili da trovare, avevo puntato su di lui e la mia scommessa era stata ripagata.

Scozia-Belgio, che incrocio tra Kompany e Robertson: una stima nata grazie a Football Manager

Dalla simulazione alla realtà il passo è stato breve, anche se non brevissimo. Nel 2013 Kompany e Robertson si erano già incrociati prima di una partita tra le rispettive nazionali, ma con ruoli differenti: il belga era già una realtà del calcio mondiale, mentre il laterale scozzese giocava nel Queen's Park in terza divisione e per sbarcare il lunario si occupava di consegnare il match-day programme nell'area Vip di Hampden Park. In quei tempi Andrew meditava ancora l'addio al calcio: ricordi che oggi sembrano appartenere a un'altra epoca.

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Pensieri che subirono una brusca virata verso il calcio grazie alla chiamata del Dundee United, seguita dalla cessione all'Hull City, club con nel quale Robertson ha giocato per tre stagioni prima di passare al Liverpool per 10 milioni di euro. Il resto è storia recente: l'esplosione sotto la guida di Klopp, attestata da 34 presenze e 5 assist complessivi nella scorsa stagione, gli ha riaperto le porte della nazionale scozzese. Questa volta con fascia da capitano al braccio, guardando negli occhi quel Vincent Kompany che in lui ha creduto da sempre. Sin dai tempi di Football Manager. Parola del centrale del Manchester City:

Andy è un grande esempio per gli altri. Se hai un ritmo di lavoro come il suo, lo stesso desiderio e quelle capacità non è una sorpresa poi centrare l'obiettivo. La maggior parte di noi calciatori ha origini umili, per cui è sempre bello arrivare ad alti livelli, qualunque sia il modo in cui ci si arriva.

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