NFL: la storia di Shaquem Griffin, più forte di tutti i pregiudizi

Facile cadere nelle banalità e nella retorica, ma la storia NFL della stagione è di Shaquem Griffin e va raccontata come esempio per tutti.

Shaquem Griffin ha coronato il suo sogno Getty Images

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Lo sport è in grado di darci enormi insegnamenti, raccontarci storie che pensiamo incredibili e ogni tanto riesce anche a fondere questi due aspetti in una sola persona. Il caso di Shaquem Griffin che ieri ha fatto il suo esordio in NFL, potrebbe essere una delle storie più significative non solo della lega in questa stagione, ma bensì in tutta la storia recente, perché regala speranza anche a chi si fa opprimere dalle difficoltà nell’inseguire un sogno.

Mamma Tangie aspetta un bambino, ma dai primi esami la notizia è diversa, perché in grembo porta addirittura due feti. Con l’andare della gravidanza viene riscontrata a uno dei due una malformazione chiamata sindrome da banda amniotica che consiste in una membrana che avvolge la sua mano sinistra e che impedirà alle dita di svilupparsi correttamente. Non ci sono molte alternative se non quella di sperare o di provare a rimuovere chirurgicamente questa membrana con il rischio che possa contagiare altri organi vitali, complicando la situazione. I genitori decidono di sperare e tenere tutto così com’è regalando perlomeno al proprio gemello una vita potenzialmente normale. 

Purtroppo il “potenzialmente” è d’obbligo perché la mano non cresce, le dita rimangono non formate e il dolore (fisico e non) di un piccolo bambino che si affaccia sul mondo è fortissimo, tanto da portarlo a quattro anni a chiudersi in cucina per provare a tagliarsi le dita con un coltello da cucina. Mamma e papà optano per l’amputazione che apre un nuovo capitolo della vita di Shaquem, fatto di sacrificio, voglia di lottare senza nascondersi dietro a semplici scuse e con un sogno: l’NFL. Il lavoro esemplare dei genitori nel non fornirgli scusanti essendogli sempre vicino sono il primo insegnamento, che viene poi unito alla fortissima unione con il gemello Shaquill che li fa giocare insieme praticamente per tutta la vita.

La voglia di non mollare di GriffinGetty Images

NFL, la storia di Shaquem Griffin

Questo si può dire essere il suo motto di una vita che il papà gli ha ripetuto da subito, perché già sin dai primi vagiti di football in cortile con lui, niente è mai stato guadagnato senza il sudore della fronte. Pian piano che i ragazzi cominciavano a prendere consapevolezza della loro forza nel football, aumentava sempre di più la potenza dei lanci di papà, dritti nel petto, che fanno sempre più male. Più volte Shaquem avrebbe voluto mollare, dubitando di se stesso e credendo di non farcela, ma papà gli ha sempre ripetuto:

Un giorno mi ringrazierai per tutto questo

E anche se al momento non poteva capirlo è proprio ciò che sarebbe successo. Quando Shaquill ha fisiologicamente avuto un percorso di football universitario più facile, Shaquem si è sentito un passo indietro rispetto al gemello, che ha sempre sostenuto con tutto il cuore, ma senza nascondere la propria delusione, sino a quando in una partita che li avrebbe portati ai playoffs, non è stato escluso per un truccato peso corporeo (in alcune competizioni c’è un range di peso limite per cui si possa prendere parte alla partita).

Lui sapeva di non essere sovrappeso e, richiedendo una verifica con il suo coach, ha capito che il suo corpo non c’entrava… o perlomeno c’entrava solo una parte in quella esclusione e non era l’adipe addominale. Da lì’ accresce ancora di più la sua etica del lavoro, l’abnegazione e il sacrificio. Lavora per un’estate all’autolavaggio con suo papà e un giorno un signore gli porge cinque dollari di mancia, ritraendoli a metà appena Shaquem porge la mano per prenderli dicendogli:

Continua a lavorare figliolo, perché nulla sarà facile

Un dejavu delle parole di papà, espresse esattamente nello stesso modo, ma lui sa che alle 18, smontato dall’autolavaggio, sarebbero arrivate le sessioni di allenamento fino a mezzanotte, per poi ripartire la mattina dopo con questo ciclo per un’estate intera. Senza sosta.

Shaquem Griffin in maglia SeahawksGetty Images

La lettera ai GM e le prove del lavoro

Dopo la carriera universitaria si presenta alle combine per trovare un posto in NFL. Papà gli ha creato una catena da polso per attaccarci i pesi e fare tutti i tipi di push up muscolari, oltre a un supporto artificiale per poter fare anche i sollevamenti con il bilanciere.

Sono arrivato alla combine sapendo che tutti gli occhi fossero su di me - dice - e tanti erano certi che sarei arrivato a tre alzate massimo di bilanciere. Quando sono arrivato a venti nello stupore generale, sapevo che tutti i dubbiosi erano diventati credenti in me, perché non importa se hai una mano, due o tre perché giochiamo tutti a football e solo a fine giornata si vede chi vince davvero. 

Su Players Tribune esce la lettera indirizzata ai GM NFL dove spiega la sua storia e perché dovrebbero credere in lui, così non solo i Seattle Seahawks ci puntano scegliendolo, ma lo vedono lottare per un posto nel roster durante tutta l’estate. Carroll lo vede migliorare di giorno in giorno, ne fa un componente della formazione per il 2018 e ieri lo ha reso addirittura titolare nella prima partita della stagione

Nella sconfitta dei suoi Seahawks contro i Denver Broncos, la sua prestazione davanti alla mamma in prima fila ha portato a due tackle messi a segno. Potrebbe essere l'inizio di una ridente carriera, anche se nella NFL, si sa, le cose possono cambiare molto presto come il nostro Giorgio Tavecchio ben sa, ma di certo quando Michael Jordan diceva che i limiti, come le paure, sono spesso un’illusione, non si riferiva direttamente a Shaquem, anche se oggi potrebbe essere diventato l'esempio più calzante.

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