Nations League, Portogallo-Italia: probabili formazioni e dove vederla in TV

L’Italia di Mancini è subito di fronte ad un’altra prova importante contro il Portogallo campione d’Europa in carica. Dopo la Polonia ripartiamo da piccoli segnali che speriamo diventino qualcosa di più grande.

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Contro il Portogallo, all’Estadio Da Luz di Lisbona, l’Italia di Roberto Mancini scenderà in campo per la seconda partita della Nations League dopo quella di Bologna contro la Polonia. Sarà una partita chiaramente difficile, sia per il valore degli avversari, campioni d’Europa in carica, che hanno ormai un gruppo affiatato e un modello di gioco molto lineare ma anche ben conosciuto ed applicato alla perfezione dai diversi interpreti, che per il nostro stato attuale. L’eliminazione da un Mondiale non è una pioggia passeggera, ma una tempesta che spazza via tutto, certezze e consapevolezze prima di tutto. I calciatori italiani che hanno vissuto quell’eliminazione, i quali dovrebbero poi guidare i più giovani che piano piano stanno entrando nelle rotazioni, sono ancora in una sorta di stato confusionale da cui sembra difficile escano fuori.

Allo stesso tempo i nuovi innesti sono da una parte molto positivi, come quelli di Chiesa e Donnarumma, ma la maggior parte di loro stanno dando davvero poco in termini di vera ripartenza del ciclo. Contro il Portogallo (alle ore 20.45 in TV in chiaro su Rai Uno e in streaming su Rai Play) sarà un test molto interessante, in quanto una grande prestazione, magari con vittoria contro una delle squadre migliori al mondo, potrebbe diventare lo schock positivo che inizia ad allontanare la mente da quei giorni di novembre, in cui molti di questi calciatori oggi convocati anche da Mancini hanno fatto la storia in negativo, uscendo dai Mondiali di Russia allo spareggio contro la Svezia.

Dal canto suo il Portogallo, senza Cristiano Ronaldo squalificato, deve anch’esso iniziare a pensare al futuro, prima di tutto senza il campione più grande della sua storia, insieme al mito Eusebio, per non farsi trovare impreparato in un momento in cui anche i lusitani subiranno a loro volta il loro piccolo shock. Inoltre devono iniziare a correre se vogliono entrare nella Final Four di Nations League, in quanto il pareggio polacco in Italia, mette la squadra di Lewandovski in una buona posizione per poter puntare forte al primo posto nel girone. Ecco le chiavi di una sfida che fin da subito può essere considerata uno spareggio per poter ancora pensare al passaggio del turno nella manifestazione.

Italia contro Portogallo in Nations League: due squadre con un futuro tutto da costruire fra certezze ed esperimenti

La partita di Bologna contro la Polonia ci ha detto pochissime cose “a tempo indeterminato”, mentre tutto il resto è ancora fumoso e poco chiaro. Ci ha detto prima di tutto che puntare su Gianluigi Donnarumma come titolare della squadra è corretto. Un classe 1999 che in porta dimostra le potenzialità del portiere del Milan in giro non ce ne sono. La parata su Zielinski non è estemporanea, dietro c’è davvero il progetto di un grandissimo portiere. Prima di ora gli errori sono stati anche grandi, ma tutti entrano nel processo di maturazione di un portiere così giovane. Il problema è che sia nel Milan che in Nazionale Donnarumma deve iniziare a sbagliare il meno possibile, perché ha l’attenzione di tutti addosso e un errore, anche piccolo, viene mille volte amplificato.

In difesa i terzini hanno giocato male, ma in questo momento non possiamo aspettarci di più. Le altre grandi squadre hanno laterali di tutt’altro genere e noi sembriamo essere rimasti molto indietro nel loro percorso tattico e soprattutto tecnico, cosa che invece ci vedeva sempre al top in passato. I nostri laterali non hanno la dimestichezza tecnica per poter entrare negli spazi di mezzo del centrocampo e proporre gioco direttamente, senza dover passare per forza di cose dal regista e dalle mezzali. Un esempio semplice è Marcelo, il quale dialoga direttamente con la punta esterna sul suo lato di campo, Neymar, ed è pericoloso sia come rifinitore che come uomo pronto a concludere direttamente.

Nella partita contro la Polonia, Zappacosta e Biraghi hanno corso tanto, hanno cercato di mettere tanti cross, non riuscendoci sempre, hanno difeso con ardore, ma mai hanno creato una triangolazione tecnicamente sotto controllo in fascia con la punta esterna di turno. A Lisbona molto probabilmente a destra rivedremo il calciatore del Chelsea, mentre a sinistra dovrebbe giocare Criscito.

A centrocampo Mancini punta ancora sul doppio regista, come fatto a Bologna. Conscio che il gioco dell’Italia inizia così lentamente che un metodista solo sarebbe assaltato in pressing dalla mezzala e dalla punta centrale avversaria, come è successo proprio con Lewandovski e Zielinski, che hanno tolto ogni possibilità di manovra a Jorginho, l’idea manciniana era di far seguire Jorginho dagli avversari, mentre Gagliardini, dalla posizione laterale entrasse in campo e svolgesse i compiti di regia al suo posto. Nel primo tempo questa idea è stata pessimamente portata avanti dai due, tanto che Jorginho ha sofferto tantissimo e si è fatto anche rubare la palla per lo 0-1 della Polonia, mentre nel secondo qualcosa di più si è visto. Si riparte da lì, nella speranza che tutto diventi velocemente un automatismo collaudato.

A deludere, per demeriti anche altrui, perché la manovra era davvero troppo confusa per ritrovarsi nelle linee di passaggio ed essere pericoloso, è stato Pellegrini, che a Lisbona dovrebbe essere sostituito da Benassi, forse il calciatore più in forma del campionato. Con lui cambia molto poco in senso tattico, mentre può cambiare tanto se dalla sua parte la punta esterna, invece di Insigne sarà Bonaventura.

L’Insigne di Bologna è davvero un pesce fuor d’acqua, inutile in un sistema che gli da metri di spazio in cui correre, ma anche tre avversari che lo contornano e nessun sostegno. Molto meglio giocare con Bonaventura, che rafforza il centrocampo e magari lascia lo spazio esterno per il laterale di difesa, bravo nel correre in avanti e farsi trovare in verticale. Con Bonaventura giocheranno molto probabilmente Immobile centravanti e Federico Chiesa a destra.

Troppo evidente la scossa data dal calciatore della Fiorentina per non ripartire dalla seconda vera notizia a lunga scadenza della partita di Bologna. Lui deve entrare in pianta stabile e iniziare a crescere ad un livello molto superiore alla sua età e al suo standing in questo momento, anche rispetto alla squadra di club di provenienza. Vanno in tribuna Cragno, Biraghi, Rugani, Zappacosta, Pellegrini, Zaniolo e Balotelli.

Il Portogallo di Santos, con o senza Cristiano Ronaldo, gioca sempre allo stesso modo. La difesa a 4 esalta due terzini tecnici e bravissimi a sganciarsi, come Cancelo e Guerreiro, mentre il cuore della manovra è nelle gambe di William Carvalho. Lui è il motore cerebrale della squadra, e fermarlo è sempre difficile. Pensa molto veloce e vicino ha compagni che lo sostengono in ogni momento.

Insieme a lui a centrocampo dovrebbe tornare uno dei calciatori con la traiettoria più strana degli ultimi anni, Renato Sanches. Campione d’Europa, con le stimmate del fuoriclasse e gol importanti anche durante il cammino nel 2016, si è completamente perso nel passaggio al Bayern Monaco. Oggi, dopo un anno in prestito allo Swansea, è tornato in Baviera, e Kovac, in accordo con Santos, farà di tutto per farlo subito ripartire.

In attacco senza Cristiano Ronaldo non sarà semplice, anche contro una squadra ormai piccola come l’Italia. Molto probabile uno schieramento con Bernardo Silva mezzapunta e due attaccanti larghi, come Guedes e André Silva, il quale sta giocando bene al Siviglia dopo l’anno disastroso al Milan.

Per entrambe le squadre le motivazioni per vincere sono forti. Sia per la Nations League, che ti mette davanti solo partite decisive per poterne proseguire il cammino e soprattutto non rischiare il declassamento nella lega inferiore, sia per il futuro delle due squadre. L’Italia è in cerca di uno shock positivo che la porti fuori dalle secche soprattutto mentali del playoff mondiale perso, il Portogallo deve iniziare a pensare che CR7 non sarà lì per sempre, con la sua maglia e la sua incredibile e trascinante voglia di superare qualsiasi ostacolo. Sono due squadre che devono guardare avanti, mentre entrambe sono ancora troppo ferme su se stesse.

Probabili formazioni Portogallo-Italia

Portogallo (4-3-3): Rui Patricio; Cancelo, Pepe, Neto, Gurreiro; Sanches, Carvalho, Bruno Fernandes; Bernardo Silva, Andrè Silva, Guedes.

Italia (4-3-3): Donnarumma; Zappacosta, Bonucci, Chiellini, Criscito; Gagliardini, Jorginho, Benassi; Chiesa, Immobile, Bonaventura.

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