Il Giappone, il Catania, i coleotteri: che fine ha fatto Morimoto?

L'attaccante classe '88, dopo gli anni a Catania, ha fatto scalo negli Emirati Arabi. Poi è tornato nel suo paese d'origine, dove gioca ancora oggi. E dove alleva coleotteri.

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Un lampo di luce, direttamente dal Giappone: un occhio ai nomi, arriva il "Marimoto" e tutti scappano; "Banzai", evviva, il Catania ha per le mani il talento di un ragazzo straordinario; "il Pippo Inzaghi del Sol Levante" è sbarcato in Italia, sta incantando tutti. Corre l'anno 2007, la Serie A fa a meno della Juventus e si gode una squadra siciliana guidata da un Pasquale Marino che a fine stagione la porterà fino al 13° posto in classifica.

Proprio in quella squadra esplode Takayuki Morimoto, che dal Giappone si è portato dietro un bagaglio di record: classe 1988, è il più giovane calciatore di sempre a esordire nel campionato nipponico. Lo fa all'età di 15 anni (!), il 13 marzo del 2004, con la maglia del Tokyo Verdy. Trova il primo gol (altro record) meno di due mesi dopo, il 5 maggio. E a fine stagione alzerà la Superocoppa giapponese e la Coppa dell'Imperatore. 

Ascesa e declino: il Tokyo Verdy, nell'annata seguente, retrocede in seconda divisione. Il segmento di percorso della squadra giapponese, allungato e applicato alla carriera di Morimoto, sembra calzare alla perfezione: come la sua prima squadra, anche Takayuki scala velocemente le vette della cronaca per poi cadere nel dimenticatoio. Come se non fosse mai esistito

Morimoto, ex promessa del CataniaGetty Images

Morimoto e una carriera mai decollata davvero

Banzai aveva un bel nome e un bel mezzo per spiccare il volo, eppure qualcosa è andato storto: niente decollo, l'aereo di Morimoto è rimasto a terra, il Sol Levante è tramontato in fretta. L'infortunio che lo ha colpito a due mesi dall'esordio in Serie A non basta a spiegare l'incredibile scomparsa di un giocatore che sembrava promettere davvero bene. La stagione 2007/2008 è la sua migliore in assoluto, in Italia: segna 9 gol tra campionato e Coppa Italia, l'imbraco sembra imminente. Quel volo, invece, non partirà mai.

Rimasto a Catania per 5 anni con molti più bassi che alti, viene poi confinato in panchina da Simeone e decide quindi di cercare fortuna altrove. L'esperienza al Novara non va per il meglio (4 gol segnati e retrocessione), il ritorno a Catania nella stagione successiva è ancora peggio (5 presenze e 0 gol in Serie A). Così, a soli 25 anni (da compiere), Morimoto lascia il nostro campionato e va a cercare fortuna negli Emirati Arabi, nell'Al Nasr, riabbracciando Walter Zenga e Giuseppe Mascara per 6 mesi.

Morimoto e Mascara ai tempi del CataniaGetty Images

Dopo questo mezzo anno negli Emirati, Morimoto decide di fare ritorno in Giappone: riparte dal JEF United, squadra contro la quale aveva realizzato la sua prima rete ufficiale tra i professionisti. È il 13 agosto del 2013 e l'ex Catania ha deluso le aspettative di tutti gli appassionati che vedevano in lui il nome esotico di turno di cui innamorarsi perdutamente

In Giappone le cose migliorano per Banzai, che torna a segnare con una certa regolarità. Nel 2016 cambia casacca e si trasferisce al Kawasaki Frontale, con il quale ha vinto il titolo giapponese nel 2017. A gennaio di quest'anno, un nuovo trasferimento: l'ex Catania resta nel suo paese d'origine e passa all'Avispa Fukuoka,  una squadra che milita nella seconda divisione nipponica e nella quale Morimoto, all'età di 30 anni (sì, oggi Morimoto ha 30 anni) gioca ancora oggi. Con il numero 15 sulle spalle, ovviamente.

I 5 momenti della carriera di Morimoto

Morimoto, però, va ricordato per quello che è stato: un giocatore promettente, che in Serie A viene spesso ricordato da quelli che, una decina di anni fa, erano rimasti incantati da un Catania che non faceva altro che sfornare talenti. Tra tutti gli argentini era spuntato dal nulla un giapponese. E aveva fatto vedere cose grandi quanto le promesse che poi non ha mantenuto: ecco i 5 momenti più significativi della sua carriera.

1) Quel gol all'Atalanta

28 gennaio 2007. Il Catania è sotto di 1-0 contro l'Atalanta (gol di Zampagna), al minuto 83 Pasquale Marino si volta e indica Morimoto: "Entri tu". L'attaccante giapponese fa il suo ingresso in campo. E a soli cinque minuti dal suo debutto in Serie A pareggia i conti.

2) La doppietta alla Roma

Nel suo curriculum Morimoto può vantare anche una doppietta rifilata alla Roma: questo il suo secondo gol, con tanto di commentatore giapponese che esclama "doppietta" in maniera piuttosto buffa, mentre Mascara accarezza e indica la testa del suo compagno. Morimoto segnerà ancora contro la Roma qualche mese dopo. Per fortuna dei giallorossi, il giapponese non è più in Serie A.

3) Derby pazzo

Il derby siciliano del primo marzo 2009 è entrato negli annali per il 4-0 roboante e per quel gol da centrocampo di Mascara (quello che "vedranno pure a Tonga"). Prima, però, c'era stato spazio anche per la rete di Morimoto: un gol normale in un derby decisamente pazzo. Il giapponese ha anche fatto due assist, uno dei quali proprio a Mascara in occasione del missile da metà campo. Inoltre, negli highlights del match potete trovare in ordine sparso: l'espulsione di Bresciano, mille tentativi di Cavani, mille parate di Bizzarri.

4) Vittima bianconera

La carriera di un giocatore può essere descritta anche attraverso le sue vittime illustri: dopo la Roma e dopo il derby, ecco anche la rete alla Juventus. Propiziato, neanche a dirlo, da un colpo di testa del suo "gemello del gol" Mascara.

5) Il sogno Coppa Italia

Un sogno prende forma al Massimino: il 30 gennaio del 2008 la squadra siciliana (dopo aver battuto il Milan agli ottavi) supera l'Udinese ai quarti di Coppa Italia e approda in semifinale. La corsa verrà poi interrotta dalla Roma, ma la bellezza di quel match resta: la rete decisiva viene messa a segno da Morimoto a tempo quasi scaduto, tra l'altro contro l'Udinese di Pasquale Marino, l'allenatore che lo fece esordire a Catania. Il video contiene anche: un gol di Spinesi, un assist di Vargas, un bacio tra Vargas e Spinesi.

Insetti Bonus

Oggi se parli di Morimoto parli anche di insetti. Un anno fa è uscita la notizia: l'ex Catania, nel tempo libero, alleva coleotteri "per rilassarsi", a quanto dice. Un hobby piuttosto curioso.

Anche la mascotte della sua nuova squadra ha le antenne: "Avispa", non a caso, in spagnolo significa vespa. Due esemplari (un maschio e una femmina) accompagnano la squadra di Fukouka e la carriera di Morimoto, che prosegue lontano dall'Italia. Senza riflettori puntati addosso, ma con qualche insetto in più intorno, forse attirato dalla luce di quell'esordio indimenticabile.

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